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Scritto Giovedì 27 gennaio 2022 alle 13:47

Casatenovo: medaglia d'onore alla memoria di Giuseppe Rocca, ex deportato in Germania

Casatenovo ha ricordato Giuseppe Rocca. Stamani presso la sala consiliare intitolata al sindaco emerito Giovanni Maldini, la nipote dell'ex militare - scomparso nel 1970 - è stata insignita di una medaglia d'onore nel ricordo appunto del nonno che combattè la Seconda Guerra Mondiale riuscendo a fare ritorno a casa nel 1945.

Da sinistra il consigliere Marco Pellegrini, il prefetto Castrese De Rosa, Simona Rocca,
il sindaco Filippo Galbiati, Roberta Cesana dell'ufficio affari generali e il consigliere Agostino Galbusera


Una breve ma sentita cerimonia alla presenza del sindaco Filippo Galbiati con i consiglieri di maggioranza Agostino Galbusera e di opposizione Marco Pellegrini, ma soprattutto del prefetto di Lecco, Castrese De Rosa. E' stato proprio quest'ultimo, tramite il personale degli uffici dell'istituzione di Corso Promessi Sposi, a prendere contatti con Simona Rocca che negli ultimi mesi aveva messo insieme le corrispondenze inviate dal fronte dal nonno Giuseppe, spedendo poi l'intera documentazione a Roma. Dallo Stato, una volta esaminato il contenuto del ricco dossier pervenuto da Casatenovo, è giunto il via libera all'attribuzione della medaglia d'onore alla memoria di Rocca.

''In questa provincia vivono tanti concittadini che hanno fatto la storia del nostro Paese'' ha detto in apertura il prefetto lecchese, evidenziando quanto sia importante portare alla luce storie come quella di Giuseppe Rocca, raccontata in breve dalla nipote Simona.
Nato a Casatenovo, nel rione della Colombina, il 27 dicembre 1910, fu chiamato alle armi giovanissimo, vivendo in prima persona le atrocità del secondo conflitto bellico. Il casatese combattè numerose battaglie e, successivamente all'invasione tedesca, fu catturato a Trieste il 14 settembre 1943 e fu poi deportato in Germania, nel campo di concentramento di Limburg. Sottoposto ai lavori forzati, si ammalò di tubercolosi tanto da rimanere ricoverato per un lungo periodo presso l'infermeria del campo, sino all'arrivo delle truppe americane il 13 marzo 1945, quando fu rimpatriato.

Simona Rocca ricorda la storia del nonno Giuseppe

''Al suo ritorno, nel luglio di quello stesso anno, entrò nell'allora casa di cura in località Monteregio dalla quale uscì guarito il 2 aprile 1947'' ha detto Simona, che possiede numerose cartoline postali scritte proprio dal nonno Giuseppe, nelle quali raccontava le sue vicessitudini. ''Si rivolgeva a sua moglie, mia nonna Rosa, chiedendo come stessero i suoi figli Gianluigi e Germano e i suoi fratelli. Non scriveva molte parole perchè probabilmente la corrispondenza gli veniva controllata. Chiedeva però di inviargli pane secco e castagne e la esortava a pregare la Madonna affinchè gli facesse la grazia di poter rivedere la sua famiglia''.

Una vita sfortunata quella di Giuseppe Rocca che si è spento nel 1970 al termine di una malattia, lasciando tuttavia un'eredità storica forte, che la nipote Simona ha deciso di ricostruire ottenendo così questa medaglia che rende onore all'impegno e al sacrificio del casatese, accolto in paese al suo rientro dal fronte ''in grande stile''. ''Per quattro mesi sua moglie Rosa non aveva avuto più notizie di lui, tanto che pensava fosse morto. Poi è arrivata la notizia della sua liberazione e infine il ritorno in treno sino a Besana e da lì l'arrivo a Casatenovo''.

Una bella testimonianza che il prefetto De Rosa ha invitato a far conoscere anche ai ragazzi delle scuole affinchè l'orrore del passato non venga ripetuto e si possa fare memoria di questi pezzi di storia che rischiano di essere dimenticati. A questo proposito il sindaco Galbiati ha ricordato il lavoro prezioso svolto dal Consorzio Brianteo Villa Greppi tramite l'iniziativa ''Percorsi nella memoria'' in scena proprio in queste settimane. Un ciclo di iniziative per commemorare le vittime della deportazione nazista
e conoscere in maniera più approfondita le atrocità subite da molti in quel periodo storico dai risvolti drammatici.
G.C.
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