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Scritto Domenica 01 maggio 2022 alle 08:01

Cassago, Freccia Rossa: la ricostruzione di Mussetti dietro l’attacco di Putin all’Ucraina

C’era grande attesa per la serata di approfondimento sulla guerra in Ucraina organizzata dall’associazione giovanile Freccia Rossa. Numerosi sono stati i cittadini cassaghesi e non accorsi giovedì 28 aprile presso la sala civica comunale di via San Gregorio 12 a Cassago. A tenere l’approfondimento c’era Mirko Mussetti, analista di geopolitica e geostrategia e collaboratore della rivista Limes. Al suo fianco in qualità di moderatore dell’incontro il professor Alessandro Ghezzi, membro di Freccia Rossa e vicepreside del Liceo Carlo Porta di Erba. “Siamo molto felici di poter tornare a organizzare un evento e anche un po’ straniti perché per la prima volta facciamo una conferenza culturale e di informazione non su un evento passato, ma attualissimo: la guerra in Ucraina”, ha esordito Alessio Giussani, membro del direttivo dell’associazione Freccia Rossa.


Alessandro Ghezzi e Mirko Mussetti

Subito dopo la parola è passata ad Alessandro Ghezzi, moderatore dell’incontro, che ha ricordato come nonostante ci arrivino costanti notizie dai diversi fronti guerra, alcuni punti rimangano ancora oscuri. Ponendo l’accento sul fatto che un’invasione illegittima di uno stato sovrano da parte di un altro non avvenisse dalla Seconda Guerra mondiale, il professor Ghezzi si è quindi rivolto all’esperto di geopolitica Mirko Mussetti affinché lo aiutasse a fare chiarezza sui motivi che hanno condotto allo scoppio della guerra. Con l’aiuto di alcune dettagliate cartine di Laura Canali, è iniziata la lunga conferenza del giornalista di Limes.


Alessio Giussani

La prima domanda chiave per scomporre razionalmente le fasi del conflitto è: perché la Russia ha invaso l’Ucraina? Secondo Mirko Mussetti la ragione principale è di carattere difensivo: “Putin ha parlato per tutto il 2021 di linee rosse. Alla Russia dà fastidio l’allargamento della NATO verso est, ma per tutto lo scorso anno Putin ci ha ricordato di non allargarci verso quei confini”. Apparentemente per tutto lo scorso anno la NATO avrebbe ignorato questo ammonimento del leader russo, che da buon ex funzionario del KGB si ricorda molto bene qual era il confine con la NATO trent’anni fa e come si sia spostato inesorabilmente verso est negli ultimi decenni, arrivando quasi a ridosso dei confini russi. Secondo l’esperto dietro l’attacco russo non ci sarebbero ragioni geoeconomiche, ma più probabilmente geoculturali e certamente geostrategiche, perché “la Russia non ha bisogno di territorio: le risorse naturali ucraine sono le medesime che già la Russia possiede”.


Mirko Mussetti

La Russia avrebbe, quindi, attaccato l’Ucraina perché aveva paura che prima o poi quest’ultima sarebbe entrata nella NATO. “La Russia sa che nella storia tutti gli attacchi alla sua nazione sono stati condotti nella zona ucraina: è stato così per la Germania di Hitler e anche con Napoleone il secolo prima. Putin è preoccupato che possa succedere qualcosa di simile anche nel XXI secolo e per questo vuole tenere lontane le strutture militari delle grandi potenze dai suoi confini”, ha sostenuto Mirko Mussetti. Minacciato dall’incedere verso est delle potenze europee, Putin avrebbe deciso quindi di invadere prima lui il territorio “conteso”, nonostante – non si può omettere – l’Ucraina sia uno stato sovrano e non sia mai entrata né nell’Unione Europea né nella NATO.
Mirko Mussetti ha inoltre spiegato come quella che a noi è sembrata una guerra organizzata all’ultimo momento fosse invece in preparazione da un anno. Per tutto il 2021, infatti, la Russia ha continuato a organizzare esercitazioni molto estese che servivano solo per portare in avanti, e lungo i confini con l’Ucraina, mezzi militari pesanti che richiedono settimane di tempo per essere spostati in un territorio vasto come quello russo. Si poteva quindi intuire che la Russia stesse organizzando qualcosa già da molto prima del 24 febbraio, quando la guerra è scoppiata.



Secondo l’analisi di Mussetti, la Russia non avrebbe come intenzione ultima l’annessione dell’intera Ucraina, ma la conquista dei territori strategici del sud e dell’est del paese: le zone più ricche di materie prime, più sviluppate a livello industriale e che hanno uno sbocco sul mar Nero.
A rafforzare la volontà di Putin di riappropriarsi di alcune zone ucraine una volta facenti parte dell’Unione Sovietica c’è la frammentazione etnica e linguistica dell’Ucraina, che proprio nelle zone a est e a sud del paese vede una maggioranza russofona a discapito di quella ucraina. “L’Ucraina è una nazione nata nel periodo di Lenin, tanto che Putin ha parlato piuttosto male di Lenin e considera la formazione della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina un errore storico perché prima non era mai esistita”, ha raccontato Mussetti.
Ci sarebbero inoltre non poche difficoltà, da parte europea, nel far arrivare le armi che promettiamo agli ucraini. Essendo bloccate le comunicazioni via aria e via mare, l’unico modo per inviare le armi sarebbe quello terrestre. Il problema è che gran parte della guerra si sta combattendo nella parte orientale del paese, quindi l’attraversamento dell’intera nazione, partendo dai confini con la Polonia, si fa più problematico con i russi che stanno cercando di distruggere tutte le strade e le vie di comunicazione di proposito.



Secondo l’esperto la Russia sarà disposta a sedersi al tavolo delle trattative solo quando la sua vittoria nei confronti dell’Ucraina sarà schiacciante, e quest’ultima sarà costretta a tenersi i territori che la Russia deciderà di concederle.
Al termine dell’esposizione di Mirko Mussetti sono stati tanti gli interventi, i quesiti e i pensieri che i partecipanti hanno posto all’esperto. Qualcuno anche critico nei confronti di una ricostruzione che è sembrata aver taciuto le ingiustizie e le atrocità perpetrate dall’esercito russo nei confronti dei civili ucraini. Mussetti si è difeso dicendo che nonostante le ingiustizie esistano da entrambe le parti, la geopolitica è una materia amorale che cerca di analizzare il più oggettivamente possibile la realtà dei fatti.
Tuttavia, anche la ricostruzione dei fatti più lucida e distaccata può evidenziare una certa parzialità a seconda di ciò che si decide di dire od omettere.
M.Bis.
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