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Scritto Domenica 15 maggio 2022 alle 16:56

Cassago: Vespa d’epoca, aneddoti culturali e tanta musica animano la festa del Sajopp

È stata una giornata scenografica quella che ha chiuso la festa del Sajopp di Tremoncino, kermesse pluricentenaria che anche quest'anno ha richiamato curiosi da tutta la Brianza ai piedi del monumentale mausoleo Visconti. Dopo due anni di stop a causa della pandemia, da giovedì 12 fino a domenica 15 maggio, i cancelli del mausoleo hanno riaperto grazie ai volontari dell'associazione artistico-culturale Sajopp.

Il Mausoleo Visconti di Cassago

Nella mattina di domenica, dopo la Santa Messa celebrata all'esterno della cappella, sono iniziate le visite guidate al mausoleo Visconti a cura dei membri dell'associazione. Nel frattempo, il viale di accesso al mausoleo si punteggiava di colori: disposte su due file accanto agli alberi, cinquanta Vespa provenienti dai Vespa Club di tutta la Brianza sono arrivate a colorare l'ultimo giorno della festa che a Cassago dà il via all'estate.

Tra l'altro, l'accostamento Vespa-Visconti non è casuale: una delle ultime discendenti, Chiara Visconti di Modrone, è la principale azionista della Piaggio, che diede i natali all'iconica moto simbolo dell'italianità.

In primo piano Dario Casati durante le visite guidate

I tanti volontari dell'associazione, oltre all'accompagnamento dei gruppi di visitatori all'interno e all'esterno del mausoleo, hanno gestito la cucina, il bar e il servizio ai tavoli della festa. Nel pomeriggio, invece, all'attenzione anche di alcuni discendenti Visconti, è andato in scena il concerto di musica classica eseguito dall'Orchestra Agnesi di Merate.

Dal 2007, anno di fondazione dell'associazione Sajopp, la collinetta del mausoleo e il monumento stesso hanno cominciato ad essere conosciuti dalla popolazione cassaghese e non, che grazie al lavoro dell'associazione ha cominciato a scoprire la storia della famiglia che per lungo tempo era stata signora di Cassago Brianza. Il mausoleo Visconti viene benedetto nel 1890, anche se prese il posto di una chiesetta che nel 1278 era dedicata a San Salvatore, il santo che si pregava nei periodi di pestilenza. Proprio in prossimità della collinetta, dove oggi sorge il mausoleo, venivano seppelliti i morti di peste.

La festa del Sajopp in realtà risale alla metà del 1500 e oggi sostituisce quella che un tempo era una delle più importanti fiere per gli imprenditori tessili della zona. Infatti, ancora oggi, il triangolo che unisce Lecco, Como e Monza è considerato uno dei distretti tessili più importanti del mondo. All'epoca, intorno al 10 maggio nella località di Tremoncino veniva celebrata una messa dedicata al culto di San Giobbe, protettore del baco da seta. Questo evento attirava i grandi produttori della zona, che accorrevano nella località cassaghese per fare benedire i propri bachi. Da questo ritrovo nacque una delle più importanti fiere di zootecnica di quei tempi.

Tuttavia, sarà solo dall'inizio nel 1800 che l'allora Oratorio di San Salvatore comincia a cambiare per volere del duca Carlo Visconti, che per amore dell'arte, dell'architettura e di Cassago decise di voler costruire una tomba di famiglia nella località brianzola. Sarà poi la moglie, la duchessa Maria nata Von Kewenhüller, a portare a termine il progetto del marito facendo costruire un vero e proprio nuovo monumento. Nel mausoleo che possiamo vedere oggi rimane poco del progetto della vedova, l'elemento di spicco è sicuramente il viale alberato che era presente fin dal primo disegno del mausoleo.

I volontari che hanno collaborato per la buona riuscita della festa

La tomba della famiglia Visconti di Modrone diventa l'imponente monumento che conosciamo oggi solo con l'intervento tra il 1874 e il 1875 dei fratelli Raimondo, Luigi e Guido, che decidono di ingrandirlo e di alzarlo, commissionando il progetto all'architetto Giovanni Ceruti. Fatto interamente con il preziosissimo marmo di Carrara, la struttura del monumento ricalca quella del tiburio del Duomo di Milano, a sua volta voluto nel lontano 1387 da un altro Visconti, il duca Gian Galeazzo.

Nei secoli la famiglia Visconti si è contraddistinta per opere di mecenatismo, per una vita trascorsa nei principali centri culturali europei e a favore delle più svariate arti: l'architettura, la musica, il cinema e tante altre ancora. È per questo che la tomba di famiglia divenne solo un pretesto per celebrare l'arte in tutte le sue forme, come si può evincere dallo splendore della cappella superiore del mausoleo.

A suggello della giornata all'insegna della storia e della cultura, Dario Casati, vice presidente dell'associazione Sajopp e guida alla visita del mausoleo, ha dichiarato: "la festa sta andando benissimo nonostante i due anni di stop. In questi giorni è venuta a trovarci tantissima gente e venerdì sera abbiamo registrato il record di incassi".
Una manifestazione viva animata da storia, cultura e da una ritrovata socialità ha dato il via all'estate cassaghese.

M.Bis.
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