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Scritto Martedì 24 maggio 2022 alle 17:54

Barzanò: l'ultimo saluto a Matteo Pampolini, morto a 19 anni. Il ricordo di don Giuseppe e l'addio straziante degli amici


"Sempre con noi". Queste le parole che gli amici di Matteo Pampolini, per loro "Pampo", hanno dedicato al 19enne barzanese, la cui è vita è stata spezzata troppo presto. Matteo è mancato lo scorso sabato 21 maggio in seguito al tragico incidente che ha portato alla morte anche Giuseppe Brivio, le cui esequie si sono tenute questa mattina. La motocicletta fuori controllo del 54enne di Missaglia ha investito Matteo mentre si trovava sul marciapiede all'altezza del bar gelateria Briantea di Cassago, dove stava trascorrendo momenti di spensieratezza con la fidanzata e due amici.

Nel pomeriggio odierno la chiesa di San Vito di Barzanò era gremita di persone che hanno voluto partecipare al grandissimo dolore che la mamma Stefania, il papà Luca, la fidanzata Martina, gli amici e la famiglia hanno provato negli ultimi giorni. Nel corso della cerimonia funebre officiata dal parroco don Renato Cameroni, un silenzio carico di dolore ha fatto da sfondo alle lacrime dei presenti che negli ultimi giorni non hanno fatto altro che chiedersi perché questa tragedia sia capitata. Durante l'omelia, la voce dell'ex parroco di Barzanò don Giuseppe Scattolin era tremante, ma carica di speranza da donare ai genitori, agli amici e a tutti coloro che hanno amato Matteo. "Ho conosciuto il giovane Matteo quando era piccolo: me lo ricordo venire alla messa della domenica con la sua famiglia, era un ragazzo buono" Matteo, infatti, era originario di Barzanò ed era un grande appassionato di calcio. Solare, buono e con un cuore grande, il prossimo mese avrebbe dovuto affrontare la maturità di ragioneria presso un istituto superiore di Besana.

Nel corso dell'omelia, don Giuseppe lo ha paragonato ad un fiore, per esprimere la vita che c'era in questo giovane. "Non esistono parole giuste in un momento di tragedia come questo. Quello che tengo a dire, però, è che ciò che è veramente vivo prima o poi muore. I fiori vivi, meravigliosi, sbocciano ma devono anche appassire: solo i fiori di plastica non muoiono mai" ha affermato. Tante le parole di conforto che il religioso ha voluto rivolgere ai famigliari, ricordando che Dio non fa morire ma vivere: accompagna coloro che lo amano sulla strada della risurrezione, salvando l'anima dalla morte. Il sacerdote ha anche citato la storia di un piccolo martire, Rolando Rivi, mancato all'età di 14 anni nel 1945. "Come i genitori del giovane martire, anche Luca e Stefania rimarranno nel dolore e nella preghiera per tutta la vita, cercando di lenire una ferita che si rimarginerà solo quando riabbracceranno Matteo. Io chiedo a Dio di donare forza a questi genitori e chiedo a tutti i presenti di donare amore e carità, per accompagnarli sulla strada della vita" ha concluso.


Sul finire della cerimonia funebre moltissimi gli amici di Matteo che si sono avviati verso il sagrato per un ultimo emozionante gesto. All'uscita del feretro, adornato da fiori bianchi, ad attenderlo c'erano striscioni, cartelloni e palloncini. Tra le lacrime, i suoi amici hanno voluto dedicargli alcune parole, nonostante la voce tremante e l'emozione per quella che deve essere definita una ingiusta tragedia. "Pampo, sarai sempre con noi", "Non ci dimenticheremo mai di te" le frasi presenti sugli striscioni o ancora le parole della fidanzata Martina scritte nero su bianco "Abbracciami, che mi sento al sicuro". Una scena straziante che ha simboleggiato quanto Matteo fosse amato dai suoi amici e da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarne la bontà. "Grazie ragazzi per tutto quello che avete fatto per Matteo, vi vogliamo bene" le parole del padre Luca, che con il viso rigato dalle lacrime ha abbracciato uno ad uno - insieme alla moglie Stefania - gli amici e le amiche del figlio.

Una nuvola di palloncini neri, argento e azzurro si è sollevata verso il cielo, arrivando fino al giovane Matteo. E allora, come ha detto don Giuseppe Scattolin, di fronte a una morte come questa non resta che confortarci pensando che la vita di Matteo non sia stata tolta, ma si sia trasformata in qualcosa che va oltre il tunnel terreno della morte e si spinge verso l'infinito.
S.L.F.
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