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Scritto Martedì 21 giugno 2022 alle 21:01

Parco Valle Lambro: un'analisi dei tecnici sulla questione siccità

''La soluzione, come sempre, deve tenere conto di tutte le esigenze del territorio rilasciando le acque in modo che non ci siano conseguenze sugli habitat e contemporaneamente si mantenga la corretta regolazione del lago anche sfruttando le possibilità concesse dal lago del Segrino che attualmente è regolato solo in funzione di riduzione del rischio idrogeologico''. Si esprime così il presidente del Parco regionale della Valle del Lambro Marco Ciceri rispetto ai gravi problemi di siccità che stanno riguardando anche il nostro territorio. In allegato, un'analisi effettuata dai tecnici dell'ente:

Il periodo di siccità che sta interessando tutta la Lombardia, ed in particolare la nostra area, può essere raccontato con soli due numeri: 117 mm, la pioggia caduta sulla valle del Lambro prendendo ad esempio la stazione meteorologica di Lesmo dal primo gennaio 2022 e 460 mm la pioggia che normalmente cade normalmente in questi sei mesi. Una riduzione del 75% delle precipitazioni non può non avere un effetto traumatico per gli habitat più sensibili. Anche spostandoci da Lesmo la riduzione delle precipitazioni continua ad essere a doppia cifra. Dal 50% delle piogge dal pluviometro di Canzo si arriva alla riduzione del 65% rilevato dal pluviometro di Molteno e Canzo.

Per questo motivo, già dal dicembre 2021, si è deciso, viste le previsioni meteorologiche a medio/lungo termine, di chiudere il Cavo Diotti al fine di preservare il lago di Pusiano che comunque, per effetto sia dell'evapotraspirazione sia per l'uscita naturale non regolata, perde comunque oltre un cm di acqua al giorno.

 

Se per il lago la situazione è ancora sostenibile, oggi siamo a +6 cm rispetto allo zero dell'idrometro di riferimento e fino a -15 cm per un periodo limitato non si hanno particolari compromissioni dell'habitat, per il fiume la situazione è molto più complessa.
Anche qui un dato su tutti: il 50% delle portate rilevate nel fiume nella parte più meridionale del Parco deriva dagli scarichi dei depuratori quando invece, per uno stato qualitativo sufficiente delle acque del fiume, l'apporto dei depuratori non dovrebbe superare il 5%.

Da questa semplice rapporto derivano i maleodori di questo periodo ma soprattutto una grave sofferenza per tutta la fauna che vive nel fiume e nelle fasce spondali.
Per quanto riguarda gli affluenti secondari del Lambro la situazione, per quanto possibile, è ancora più complessa. A fronte infatti di una generale riduzione delle piogge, che supera il 50% , non vi è alcun bacino, come il lago di Pusiano, in grado di compensare l'assenza sistematica di piogge.

 

Allo stato attuale non esistono interventi o opere che siano in grado di sopperire alla mancanza delle acque nel periodo estivo nell'intero bacino del Lambro tuttavia sussistono una serie di pratiche che potranno in futuro migliorare le condizioni della valle. Innanzitutto occorre, nel caso di piogge invernali, provvedere ad utilizzare le vasche di laminazione come riserve di acque per la successiva stagione irrigua.
In alternativa occorre ripensare alla regolazione delle acque in funzione di produzione elettrica cercando di mitigare gli effetti di una eccessiva riduzione di livello idrometrico sugli habitat del lago.
La soluzione, come sempre, deve tenere conto di tutte le esigenze del territorio rilasciando le acque in modo che non ci siano conseguenze sugli habitat e contemporaneamente si mantenga la corretta regolazione del lago anche sfruttando le possibilità concesse dal lago del Segrino che attualmente è regolato solo in funzione di riduzione del rischio idrogeologico.

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