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Scritto Lunedì 11 luglio 2022 alle 16:05

Storia del ragazzo di Baggio e della ''Fondazione Costruiamo il Futuro''


Angelo Baiguini
Correva l'anno 2000 e l'Italia si preparava a tornare alle urne per eleggere il nuovo parlamento, quando l'allora assessore del Comune di Milano Maurizio Lupi irrompeva sulla scena politica del Meratese. Indicato come il delfino di Silvio Berlusconi, veniva paracadutato dai vertici di Forza Italia sul nostro territorio al posto dell'ex sindaco Dario Perego, di cui si faceva da più parti il nome come possibile candidato del Collegio meratese. L'"imposizione" di Lupi fu uno "schiaffo" per il Meratese che vedeva mortificate ancora una volta le proprie ambizioni e aspirazioni.

Era un sabato pomeriggio - allora dirigevo il settimanale cittadino - quando in redazione arrivò la notizia che Silvio Berlusconi in persona aveva imposto la candidatura del forzista Maurizio Lupi. Una scelta motivata dal fatto che il "nostro" Collegio elettorale era di sicuro appannaggio del centro destra. Le reazioni non furono tenere, anche se la base del partito, seppure con qualche mugugno, alla fine si rassegnò ad ingoiare l'amaro boccone.

Personalmente scrissi che il Meratese era stato trattato ancora una volta alla stregua di una terra di conquista e che si sarebbe trovato a votare non solo per un candidato sconosciuto ma soprattutto lontano dal territorio, dai suoi problemi e dalle sue aspettative. Sostenni in particolare che avremmo visto il candidato Lupi solo il tempo necessario per essere eletto e che poi ne avremmo perse le tracce. Ancora oggi l'onorevole, dopo oltre vent'anni, ad ogni incontro pubblico non perde occasione di rinfacciarmi simpaticamente questa affermazione.

Maurizio Lupi

L'onorevole Lupi si presentò a Merate accompagnato dal suo staff e iniziò un interminabile pellegrinaggio sul territorio. Venne anche in redazione a presentarsi e ad assicurare che se fosse stato eletto non si sarebbe dimenticato di Merate e del suo territorio. Essendo in campagna elettorale avrebbe decisamente sorpreso di più se avesse sostenuto il contrario.

Aprì in città un ufficio elettorale che diventò il suo quartiere generale e con umiltà, accompagnato dai sostenitori locali, si presentò ai maggiorenti del partito, chiedendo una mano, ma soprattutto promettendo una mano nel caso fosse stato eletto. E la vittoria, come largamente previsto, fu sua.

Si era subito rivelato un cavallo di razza, l'ex consigliere comunale eletto a Milano per la prima volta nelle file della Dc nel 1993, durante l'amministrazione del sindaco della Lega Marco Formentini. Il ragazzo era ambizioso e si fece subito notare. Nel 1997 si iscrisse a Forza Italia e una volta rieletto in Consiglio comunale fu nominato assessore allo Sviluppo del territorio e all'Edilizia privata. Erano gli anni della Milano da bere e i palazzi crescevano come funghi: Lupi si rivelò molto abile nel tessere e intrattenere rapporti. Pochi anni ed era ormai diventato il "delfino" del Cavaliere che lo volle a Roma imponendo la sua candidatura nel nostro Collegio. Curioso il fatto che anche Lupi vanti, come il grillino Luigi Di Maio, un passato da <bibitaro> allo stadio. Con la differenza che, diversamente dall'attuale Ministro degli Esteri, quei soldi Lupi li usò poi per studiare.

Tornando invece a Merate, sin dal primo momento l'onorevole Lupi conquistò la simpatia prima e la fiducia poi di esponenti di rilievo nel territorio. Il compianto Antonio Galbiati della Lamp di Verderio e la moglie Anna gli aprirono la loro casa, lo stesso fece Nando Caldirola di Missaglia che mise a disposizione Cascina Palazzina a Lomaniga per conviviali e incontri discreti. Anche con Vittore Beretta di Barzanò, Elio Penati di Casatenovo, Enrico Sangiorgio di Merate, Franco Spreafico di Missaglia e un'infinità di personaggi di primo piano il "Ragazzo di Baggio" con la faccia di Gianni Morandi ha costruito profondi rapporti di amicizia.

Un momento del premio "Costruiamo il futuro"

Una volta eletto, l'onorevole sa che nei suoi confronti ci sono tante aspettative e che non può scomparire... Trasforma quindi la sede elettorale in ufficio e fonda l'associazione no profit "Costruiamo il futuro", con lo scopo di promuovere e sostenere il territorio e in particolare il capitale umano dei suoi straordinari volontari. L'associazione ha grandi progetti e presto diventa una Fondazione: la Fondazione "Costruiamo Il futuro", appunto.

Grazie al legame sempre più profondo stretto con gli imprenditori del territorio la Fondazione, con sede prima a Merate e poi a Barzanò, raccoglie sempre più adesioni e propone incontri con personaggi di rilievo che i Meratesi erano abituati a vedere solo in televisione.

Lupi però sa che si può fare di più. È consapevole che il territorio è ricco di gente laboriosa, generosa ma soprattutto volenterosa. Ed è sull'esercito di volontari che rappresentano un patrimonio dì inestimabile valore che decide di concentrare le sue attenzioni.

Si trasforma così in una sorta di Robin Hood: chiede ai ricchi per donare ai volenterosi. E lo fa con il Premio Costruiamo il futuro, finanziato da prestigiosi sponsor e riservato a tutte le associazioni di volontari del territorio.

Dopo la prima tornata in Parlamento, Lupi viene nuovamente candidato, questa volta nel Collegio di Monza e Brianza dove ovviamente è rieletto. Ne approfitta per dar vita all'associazione "Costruiamo il futuro" a Seregno che successivamente si unirà alla "sorella" con sede a Barzanò, dove ancora oggi si trova il quartier generale della Fondazione.

Proprio quest'anno l'associazione, che nel frattempo ha distribuito qualcosa come un milione e duecentomila euro a quasi un migliaio di associazioni di volontariato, in alcuni casi scongiurandone la chiusura, festeggia i vent'anni di... fondazione.

Un traguardo importante e inimmaginabile quando l'allora candidato Maurizio Lupi venne "paracadutato" in Brianza. Chi avrebbe mai detto infatti che due decenni dopo il rampollo azzurro sarebbe stato ancora qui, come è accaduto poche settimane fa sul palco del teatro del Collegio Villoresi a dialogare amabilmente con il Ministro della Giustizia Marta Cartabia, tanto per citare l'ultima iniziativa in ordine di tempo.

Certo, qualcuno dirà che in realtà dovremmo fare un bilancio politico dei suoi molteplici mandati, ma per quello ci vorrebbe troppo tempo e troppo spazio, vista la serie di cambi di casacca di questi anni in cui è stato comunque sempre candidato in Brianza e ha sempre vinto. Qualche volta ha anche stravinto, pur guidando un partito da percentuali insignificanti - Noi con l'Italia - grazie alla convergenza con il Centrodestra.

Una cosa è certa, l'onorevole Maurizio Lupi da "paracadutato" ha saputo diventare uno di noi. Poteva andare decisamente peggio, molto peggio.

Invece in vent'anni Lupi non solo non ha perso il pelo ma neppure il vizio di essere grato al territorio che gli ha consentito una sfolgorante carriera politica.

Auguri quindi alla Fondazione Costruiamo il futuro, ma soprattutto auguri alle quasi mille associazioni sportive e sociali delle provincie di Lecco, Monza e Bergamo che hanno potuto contare su oltre un milione e duecentomila euro di finanziamenti.

E l'anno prossimo, se non prima, si torna a votare...

Angelo Baiguini
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