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Scritto Sabato 16 luglio 2022 alle 20:59

Mandic: Elmetto o scolapasta, purché i Sindaci si decidano a andare alla guerra

I resoconti - ciascuno dal proprio punto di vista - dei sindaci sul vertice di mercoledì avente per tema il declino dell'ospedale di Merate, danno la cifra del drammatico livello in cui è caduta la cosiddetta "classe dirigente locale".

Un battibecco inutile, una chiacchierata scombinata per giungere alla stesura di una lettera, affidata a Daniele Villa che alla Regione procurerà lo stesso fastidio di un pelo superfluo.

La proposta più audace è stata quella di inviare una missiva educata a Letizia Moratti, firmata da tutti, per sollecitare una reale attenzione, evitando le passerelle già viste a braccetto di Maurizio Lupi. Ma neanche questa è passato. Il sindaco di Merate - sempre più una jattura per la città e il suo territorio - si è messo di traverso urlando che mai avrebbe sottoscritto un documento politico, proprio alla vigilia delle elezioni. In una ventina hanno provato a farlo ragionare, a fargli capire un concetto facile facile: qui le elezioni non c'entrano, qui c'è di mezzo il futuro dell'ospedale. Ma lo vede che per qualsiasi visita specialistica ormai occorre un anno? Un lettore ha portato la propria esperienza per una colon, già spostata da ottobre 2023 al 2024. E lo sa perché signor sindaco di Merate? Perché l'intera Endoscopia dell'azienda, cioè Lecco più Merate, è gestita da tre medici e un pugno di infermieri. Che fanno i salti mortali per rispondere a tutte le urgenze e cercare di ridurre le code delle classi B e D per affrontare le P, le programmabili. Ma basta un'assenza per ferie o malattia e anche questi sforzi rischiano di essere vanificati.

Se la stessa domanda la si pone a Antonello Formenti o a Mauro Piazza (leghisti come Panzeri) vi risponderanno che ci sono problemi un po' ovunque. Quindi a posto siamo tutti messi male. E no, invece. Ci sono clamorose disfunzioni a livello regionale, ormai la Lombardia è al sesto posto in Italia per efficienza sanitaria, ma anche a livello lecchese le responsabilità sono innumerevoli: dalla lentezza con cui si svolgono i concorsi, alla distribuzione delle risorse; dall'incapacità oggettiva di frenare l'esodo sempre più drammatico di medici e infermieri verso altre realtà meglio gestite e più efficaci, allo scientifico smantellamento delle eccellenze cittadine, una per tutti la Pediatria che un tempo aveva la specializzazione ortopedica e chirurgica mentre oggi resiste con pochi posti letto per lo più gestiti da medici di cooperative, presenti ormai quasi in ogni reparto, da Ortopedia al Pronto soccorso. Tra non molto il San Leopoldo Mandic sarà in mano alle cooperative private. E questi sono fatti, altro che politica, partiti, elezioni e altre pigne che allineano solo nel cervello di chi non vede oltre la propria ombra.

Che fare, dunque? Posto che una risposta durissima sarebbe lo sciopero del personale, assicurando solo le emergenze (ma dubitiamo che medici o infermieri arrivino a tanto), e detto che la letterina a babbo natale darà il fastidio come il pelo di cui sopra si può incominciare snobbando le inaugurazioni in pompa magna (lì sì che si vede la Direzione strategica) di fantomatiche Case della salute che poi, riposto il trombone, restano sguarnite di uomini e mezzi. Oppure pretendendo con il necessario vigore di essere ricevuti dal Direttore generale (tutti i predecessori di Paolo Favini hanno curato una interlocuzione con i sindaci del territorio di competenza). O ancora indossare le fasce tricolori e, guidati dalla presidente della Giunta provinciale, schierarsi davanti alla portineria dell'ospedale con la certezza che un simile gesto, sarebbe raccolto e partecipato da migliaia di cittadini pronti a sostenere la battaglia dei propri rappresentanti politici.

Ecco, lasciando in piscina Massimo Panzeri che anziché essere un acceleratore è un freno e con la speranza che il consigliere politico (leghista) di Alessandra Hofmann (ForzaLega) non le "suggerisca" una ritirata strategica al mare , la tecnica dell'assalto è l'unica che può dare una vera scossa al sistema. Gli stessi sindacati Cgil-Cisl-Uil, Usb, Nursing e Nursind si sono rivolti al Prefetto per sollecitare un suo intervento ai più alti livelli. Possibile che i sindaci non vogliano fare altrettanto?

Con le elezioni alle porte in regione sono disposti a tutto, pur di ottenere consensi. Una forte mobilitazione con il conseguente eco di stampa ha ottime possibilità di garantire risultati apprezzabili per il Mandic e per l'intera Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Lecco. Svegliatevi sindaci, ma anche i cittadini sono chiamati a fare qualcosa di più che scrivere una lettera di protesta al giornale.

Clicca QUI per visualizzare la lettera del Prefetto.

Claudio Brambilla
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