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Scritto Domenica 17 luglio 2022 alle 08:06

Rogeno: le molestie olfattive a Calvenzana non cessano. I cittadini ormai sono stanchi

Odori nauseabondi che, con le finestre delle abitazioni aperte per il caldo estivo, rendono ancora più insofferente la vita dei residenti della frazione Calvenzana, alle prese dal 2015 con molestie olfattive provenienti, come attestato dagli enti pubblici, dalla ditta IPAE. Sulla questione si era tenuta lo scorso febbraio un’assemblea pubblica, alla presenza delle istituzioni che stanno monitorando la vicenda: il Comune, Arpa, ATS Brianza e la Provincia di Lecco. L’azienda avrebbe dovuto adempiere, entro metà aprile, ad alcune prescrizioni che andavano a modificare gli impianti di aspirazione dei fumi. I lavori hanno anche riguardato la sostituzione del camino esistente, del collettore di aspirazione, delle cappe esistenti e la realizzazione di due punti di aspirazione da attivare in operazioni di pulizia e centrifuga.
Gli interventi prescritti sono giunti a conclusione, ma la situazione sembra non essersi ancora risolta: numerose sono le segnalazioni giunte in municipio anche dopo aprile e ancor di più ora che è sopraggiunta l’estate. Un’aria irrespirabile renderebbe impossibile ai residenti tenere le finestre aperte nei mesi più caldi dell’anno.


Un paio di immagini dell'assemblea pubblica convocata nei mesi scorsi

''Il termine ultimo prospettato per la soluzione delle problematiche in oggetto, 30 aprile, è superato da oltre tre settimane ma a livello ambientale non nulla è cambiato, si continuano a respirare miasmi a tutte le ore del giorno e della notte. sabati compresi'' aveva scritto al Comune un cittadino alla fine di maggio. Le segnalazioni giunte all'ufficio protocollo hanno indotto l’amministrazione, guidata dal sindaco Matteo Redaelli, a convocare un nuovo tavolo tecnico a inizio giugno.
La Provincia di Lecco ha confermato di aver ricevuto la documentazione attestante i lavori effettuati dalla ditta e comunicato che provvederà a richiedere l’attuazione della prescrizione prevista nell'autorizzazione ambientale AUA, ovvero che l’azienda intervenga anche sul sistema di abbattimento. Arpa ha invece ricevuto la conferma che la ditta ha eseguito i lavori di adeguamento delle captazioni, ma ha chiesto di ottenere alcuni campionamenti e un calcolo della portata del nuovo camino. Tuttavia, chiarisce che, poiché le molestie olfattive non sono cessate, si deve proseguire con la misure previste nell’autorizzazione unica ambientale (AUA) per adeguare l’impianto di abbattimento. ''Riguardo al proseguire delle lamentele, (Arpa, ndr) suggerisce anche di considerare il fatto che delle materie prime ed in particolare di quelle di recupero, la Ditta non ha mai fornito le schede di sicurezza'' si legge ancora sul verbale del tavolo tecnico.



L’altro giorno un residente ha presentato nuovamente una missiva in municipio. ''In riferimento al verbale del tavolo tecnico molestie olfattive tenutosi in data 08/06/2022 ad oltre due mesi dal completamento dei lavori di adeguamento dell’impianto filtrante, il risultato atteso non è stato raggiunto, infatti le conclusioni dell’incontro tecnico riportano indietro lo stato delle cose al precedente verbale del 14/07/2021. Stesse richieste da parte degli enti, stesse mancanze da parte della ditta intanto i miasmi nell’aria sono ancora più pungenti e insistenti. Mentre si chiede ai cittadini di continuare a segnalare è avvilente sapere che si richiede un nuovo progetto e si concede una nuova proroga per l’abbattimento degli odori. Si ritorna sempre punto e a capo, sembra una presa in giro a scapito dei cittadini a vantaggio del profitto. Ormai sono anni che si procede in questo modo, un progetto dopo l’altro, una proroga dopo l’altra, viene da pensare che non ci sia una strategia ma si procede per tentativi purtroppo finora tutti falliti. Sarebbe importante sapere perché non si è raggiunto l’esito sperato neanche con questo ultimo tentativo, progetto sbagliato? Validazione del progetto da parte degli enti preposti non corretta? Realizzazione non conforme? Arpa che afferma di avere ricevuto la documentazione attestante i lavori effettuati ha fatto un sopralluogo sul sito per verificare l’effettiva esecuzione o si demanda il collaudo alle segnalazioni dei cittadini? Perché almeno a livello comunale prima del prossimo tavolo tecnico non c’è un confronto con gli abitanti della zona?''.
I residenti sono allo stremo e ancora senza certezze. ''Non sappiamo che aria stiamo respirando, non è dato sapere da cosa sia prodotto l’odore nauseante. Ogni ente aspetta direttive da quello superiore intanto non succede niente - sostiene un cittadino - Il comune fa da passacarte ad ARPA per tutte le segnalazioni giornaliere che arrivano, mentre la provincia che dovrebbe assumere decisioni si guarda bene dal farlo. La motivazione la lascio alla coscienza del singolo''.
Come al solito lo spazio resta aperto e a disposizione dell'azienda e degli enti citati, qualora volessero esprimersi sulla vicenda.
M.Mau.
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