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Scritto Lunedì 08 agosto 2022 alle 16:01

Retesalute: i segretari comunali 'scavalcano' i propri sindaci con una lettera di critiche e suggerimenti al CdA dell'azienda

A memoria di cronista, un'iniziativa del genere non ha alcun precedente. L'ingerenza - perché di tale si tratta, per quanto probabilmente animata da buona volontà e sinceri scopi - di alcuni segretari comunali nella gestione dell'azienda speciale Retesalute conferma, semmai ve ne fosse bisogno, la debolezza estrema della classe politica ora al "governo" dei comuni del distretto sanitario meratese-casatese. Non si spiega diversamente, salvo che qualche sindaco soffi apposta sul fuoco per obiettivi inconfessabili. Il segretario comunale è di nomina fiduciaria del sindaco. Dunque è il braccio operativo della volontà politica. Se un segretario comunale scavalca il suo sindaco per scrivere direttamente al Consiglio di Amministrazione di Retesalute significa una delle due cose: o è lui stesso a non avere più fiducia nel suo sindaco oppure sta agendo per interposta persona.

La lettera che pubblichiamo è assai eloquente. Il gruppo di segretari di fatto muove una serie di rilievi al Consiglio di Amministrazione che sarebbero di competenza assoluta dell'assemblea dei soci, presieduta da Massimo Panzeri, sindaco di Merate. La cui segretaria figura tra i firmatari della lettera.



Da sinistra le dr.sse Viviana Tutore, Maria Vignola, Emanuela Seghizzi e Antonia Tarantino

C'è da chiedersi perché la dottoressa Vignola non abbia manifestato dubbi e perplessità nonché fornito i suggerimenti contenuti nella lettera direttamente al suo sindaco che per l'appunto, presiede l'assemblea dei soci dell'azienda speciale. Perché?

E ancora, perché il segretario comunale di Casatenovo non ha ritenuto di passare per Filippo Galbiati per manifestare le proprie preoccupazioni considerando che il suo sindaco ha presieduto l'Ambito per qualche anno, rivestendo così un ruolo strategico nelle vicende di Retesalute?

A nostro parere quanto accaduto è di una straordinaria gravità e segna una svolta epocale nei rapporti tra il numero uno operativo del Comune e il suo referente politico.

Non va dimenticato che il singolo comune non è solo fruitore dei servizi erogati da Retesalute, ma è anche socio della medesima azienda; è il soggetto che concorre a nominare il CdA, a fornire le linee guida, a predisporre i piani strategici di sviluppo.

In questo contesto i segretari comunali dovrebbero essere solo esecutori.

Invece sono diventati protagonisti mettendo nell'angolo i sindaci.

Che altro ci dovremo aspettare in futuro? I segretari comunali con delega a svolgere le funzioni dei sindaci direttamente nell'assemblea dei soci di Retesalute?

Da sinistra i segretari dr.Valerio Esposito, Giuseppe Mendicino e Mario Scarpa

Esemplare invece la risposta del CdA ai segretari. Consigliamo di leggerla per conciliarsi nuovamente con la prassi e il rispetto dei ruoli e delle competenze. Il CdA tra i tanti punti infila direttamente il dito nella decisione di porre in liquidazione la società, decisione sulla quale i segretari comunali firmatari hanno assai probabilmente influito in maniera determinate sui rispetti sindaci.

Ci è di conforto come unico giornale, tra i fogli che davano solo spazio ai fautori della liquidazione, leggere una analisi così lucida che conferma una volta per tutte l'inutilità della delibera di liquidazione, al contrario, dannosa sia sul piano economico per i costi esorbitanti che essa ha generato sia su quello dell'immagine aziendale.

Solo uno stralcio così anche i riottosi dentro i comuni e le redazioni possono rivedere i propri convincimenti:

Dagli atti e dalle ricostruzioni relazionali, non risulta alcuna opposizione da parte dei Segretari Comunali, alla liquidazione della società, anzi.

La liquidazione della società, però è stato un atto meramente formale che ha generato costi rilevanti ed un totale scollamento tra la realtà fattuale e il formalismo richiesto, sul quale difficile è trovare utilità per la società Retesalute.

L'interruzione della continuità aziendale, pur formale, generata dalla messa in liquidazione, ha creato numerose criticità e rilevanti danni, con l'obbligo, nello stesso periodo, di continuare a svolgere tutte le attività tipiche di cui all'oggetto sociale.

Compensi ai liquidatori e consulenti, impossibilità a nuove assunzioni con obbligo di proroga dei contratti in scadenza, difficoltà amministrative con sovraccarico di adempimenti, costi notarili di liquidazione e revoca, tutto questo inciderà proprio sulle tariffe future, sulle quali si chiede conto.

Oltre al danno economico immediato, va considerato quello reputazionale che ha certamente necessità di anni per essere superato.


Non c'è molto da aggiungere e, purtroppo siamo certi che né i sindaci né i loro assessori delegati prenderanno posizione su questa iniziativa dei segretari comunali.

Per visualizzare la lettera dei segretari CLICCA QUI

Per visualizzare la risposta del CdA di Retesalute CLICCA QUI

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