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Scritto Mercoledì 17 agosto 2022 alle 18:06

Sirtori: l'ultimo abbraccio della comunità ad Alberto Mauri in una cerimonia con i labari delle associazioni

I labari delle associazioni listati a lutto, un silenzio eloquente e molti occhi lucidi. In tantissimi questo pomeriggio hanno voluto prendere parte alla cerimonia dell'ultimo saluto ad Alberto Mauri, 37enne di Sirtori, tragicamente scomparso in un incidente stradale mentre si trovava in vacanza in Irlanda sulla sua amata motocicletta.



La parrocchia dei Santi Nabore e Felice non è stata in grado di contenere tutti coloro che hanno manifestato il loro affetto fino all'ultimo: parenti, amici, conoscenti e amministratori. Sì, perchè a essere ricordato è stato soprattutto l'impegno a tutto campo nella società civile e nell'associazionismo del giovane ingegnere, con studio professionale a Milano.


Alberto Mauri

Dal 2006 al 2021 è stato membro del consiglio comunale durante la legislatura del sindaco Davide Maggioni, con una parentesi come assessore ai servizi sociali, sport e associazionismo. Inoltre, era un socio Avis attivo: da qualche mese era stato nominato capogruppo della locale di Sirtori, che fa parte della sezione di Besana Brianza.


Alla celebrazione era presente, in fascia tricolore, il sindaco di Sirtori, Matteo Rosa con i membri della sua amministrazione e il sindaco di Barzago Mirko Ceroli in rappresentanza del comune: "Nelle passate amministrazioni Alberto ha collaborato per il settore giovanile con il consigliere delegato Mattia Decio. I due si conoscevano anche per la passione per i viaggi. In queste occasioni non ci sono parole adeguate. Come amministratore di comune contermine, esprimo vicinanza e cordoglio alle famiglia, ai tanti amici, alla comunità di Sirtori e ai soci AVIS" sono le sue parole. Inoltre, come dicevamo in apertura, le associazioni hanno voluto manifestare la vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore con una presenza ufficiale: erano presenti i gagliardetti delle locali sezioni di Avis, quello della Polisportiva di Sirtori e del Motoclub Erba.


Un impegno a tutto campo nella comunità, dunque, come ha ricordato anche il parroco don Renato Cameroni che ha concelebrato la funzione insieme al vicario don Aurelio Redaelli e al diacono Alessandro Misuraca. "Oggi siamo qui in tanti, ognuno con la propria storia, le proprie domande "perché la vita? Perché la morte? Perché la morte giovane?" - sono state le parole d'esordio dell'omelia - Alcuni riempiono la chiesa perché familiari, altri perchè amici, altri per svariati motivi con, nel cuore, la convinzione che la morte è una sciagura misteriosa e senza rimedio. Anche Alberto entrava in questa chiesa ogni domenica mattina per la messa, per avere risposte e trovare il senso della vita, per avere la Sapienza del cuore e pregare il Signore dei cieli per avere la forza di amare" ha detto don Cameroni durante l'omelia.


"La nostra domanda non è perché si muore, ma perché e per chi si vive: sono domande che cadono anche a noi tutti. Attendiamo risposte, non solo da persone credenti, ma anche credibili. Gesù la offre a un giovane amico Lazzaro: "se credi, c'è la vita eterna". Siamo nati per il cielo e ci è stato annunciato qualche giorno fa con la festa dell'Assunzione" ha proseguito il sacerdote, che durante l'omelia non è riuscito a trattenere l'emozione, ricordando il suo impegno civile.


L'ultimo, commosso, saluto al passaggio del feretro al termine della funzione

"Alberto, con uno scatto improvviso e bruciante, è arrivato e noi siamo rimasti qui per strada. Era già pronto a rispondere alle domande sulla carità che erano contemplate nella sua disponibilità a condividere l'impegno concreto e veloce per i servizi sociali del nostro paese. Un campo dove è difficile essere pronti ed esaudire tante povertà perché le richieste arrivano mattino, mezzogiorno, sera, talvolta anche di notte. Non ci sono medaglie da mettere al collo, ma ti accorgi quanto ti sono servite le parole del Vangelo, che ti hanno toccato e fatto riflettere. La carità non ha ore né orari di ufficio.


Il diacono Alessandro Misuraca e il diacono don Aurelio Redaelli precedono il feretro all'uscita della chiesa


C'è un verbo per chi mette tempo a servizio del prossimo: donare. La presenza di tanti fratelli - ne ho contati almeno una ventina - che condividono questo momento con i labari ci dicono che Alberto non è solo: questa è una bella risposta nella ricerca del senso pieno della vita nel senso della carità. Sarebbe bello che prima dell'uscita dalla chiesa alcuni, magari i motociclisti, dicessero che, poiché Alberto non è più tra noi, vanno a sostituirlo come donatori appena le condizioni lo consentono: sarebbe il miracolo di Alberto".


Don Cameroni ha ripreso le parole di Sant'Agostino "se puoi, capiscimi; se non puoi, credimi" per suggerire di affidarsi ad Alberto e a tutti i cari che oggi sono davanti al Signore. "Siamo fragili, spesso sbagliamo ma la misericordia e il perdono del signore sono la nostra fortuna. La vita non è tolta, ma trasformata. Sarà come un trasloco, come un cambio di residenza: saremo lì con i nostri amici che ci hanno preceduto. Sarà la Gerusalemme gloriosa. Alle volte ci lamentiamo con i santi che non hanno esaudito le nostre richieste. Forse siamo in tanti a pretendere l'aiuto da questi santi. Io dico: preghiamo i santi delle nostre famiglie e siano loro a parlare al Signore della vita. Noi preghiamo loro perché siano accolti subito nella gioia del paradiso e loro dal Paradiso intercedano per noi".


Un momento della funzione religiosa nella chiesa parrocchiale

Al termine della cerimonia è stata data lettura della preghiera del donatore composta da papa Giovanni XXIII, mentre da Avis è arrivato un "semplice, ma sentito e commosso grazie per tutto quello che sei e che hai fatto con passione". Infine, Omar ha ricordato che la luce e il coraggio di Alberto continueranno a essere presenti per sempre nel ricordo di chi lo ha conosciuto.


Le persone radunate al cimitero

All'uscita, sulla scalinata della chiesa, tutti i labari delle associazioni, in composto silenzio, hanno atteso il passaggio del feretro, in un comune saluto di commiato e un ringraziamento sincero per una persona che, in questa vita, ha saputo davvero lasciare il segno.
M.Mau.
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