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Scritto Venerdì 02 settembre 2022 alle 16:42

LRH: 17,8 milioni di euro per ricerca perdite, digitalizzazione e monitoraggio delle reti idriche

Lelio Cavallier
Lario Reti Holding
ha ottenuto un contributo a fondo perduto del valore di 17,8 milioni di euro, grazie alla partecipazione al bando Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con il progetto “Riduzione delle perdite idriche, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti”. Vi hanno concorso 119 progetti e ne sono stati finanziali 21, di cui solo 3 in Regione Lombardia. Quello di Lario Reti Holding si è classificato 12° su scala nazionale ed è stato predisposto dalla struttura interna della società con un supporto specialistico esterno per gli aspetti più innovativi.
Il progetto presentato, del valore totale di circa 38 milioni di euro, si pone l'obiettivo di abbattere sostanzialmente l'attuale volume idrico disperso dagli acquedotti in gestione, obiettivo particolarmente apprezzabile se collocato nell'attuale scenario dei cambiamenti climatici, in cui si alternano periodi particolarmente lunghi di siccità a fenomeni intensi di precipitazioni. Il progetto tiene in grande considerazione anche l'aspetto di efficientamento, in quanto i sistemi acquedottistici sono per loro natura energivori, e, a regime, si stima porterà a una riduzione degli attuali consumi in misura superiore al 15%. Le azioni previste, che dovranno essere completate entro dicembre 2025, hanno lo scopo di dare continuità alle attività avviate fin dal 2016 per la riduzione delle perdite idriche, estendendole ad ulteriori 1.255 chilometri di rete e interessando 32 Comuni. Il finanziamento PNRR consente di anticipare azioni che sarebbero state altrimenti intraprese in un arco temporale maggiore (circa dieci anni).
“Questo risultato conferma la bontà della scelta adottata fin dal 2016 – commenta Lelio Cavallier, Presidente di Lario Reti Holding – quando abbiamo avviato le attività seguendo un approccio metodologico per la riduzione delle perdite idriche non basato sul rincorrere le emergenze, ma realizzando azioni più strutturate, quali rilievi georeferenziati delle reti, predisposizione dei modelli idraulici, distrettualizzazione delle strutture e gestione delle pressioni, sostituzione massiva del parco contatori, ormai obsoleto, con sistemi moderni (smart meter), installazione di sensoristica per il controllo attivo delle perdite e rinnovo delle condotte ammalorate secondo criteri di asset management che definiscono le priorità di intervento, incamminandoci così verso la realizzazione di una infrastruttura "intelligente" e molto più efficiente”.
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