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Scritto Giovedì 15 settembre 2022 alle 12:26

Alcuni buoni motivi per votare Conte e 5 stelle

Non mi succede spesso di sponsorizzare apertamente una formazione politica e di fatto mi è capitato solo nel marzo 2018 con un endorsement per i 5 Stelle, comunque non acritico e semmai anche condizionato a successive verifiche. Per comprendere meglio il mio punto di vista, tutt'altro che aprioristico, qui appresso il relativo link, con analogo titolo:

https://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=34822&origine=1&t=Alcune+buone+ragioni+per+votare+%28e+poi+controllare%29+i+5+stelle

Ci troviamo ora in un altro "passaggio democratico" assai delicato non solo per il nostro martoriato Paese e mi sento quindi di prendere ulteriore esplicita posizione, non foss'altro per contribuire ad innescare un possibile confronto d'idee con altri potenzialmente interessati, visto che peraltro nessuno ha il monopolio assoluto delle migliori valutazioni.
Nella sinteticità espositiva che mi auto impongo ( disposto in seguito, se sollecitato, ad approfondire con più articolate argomentazioni) mi sembrano queste alcune ragioni per votare 5 Stelle e soprattutto Giuseppe Conte:
Pur in un quadro di luci e qualche ombra ( una, non certo irrilevante, per tutte : il precedente "contratto" di governo con la Lega) mi sembra che per il Movimento/Partito il saldo sia positivo soprattutto secondo quella che considero la "stella polare" di una Politica con la P maiuscola e cioè la Giustizia sociale.
"Sinistra è chi Sinistra fa", è stato finalmente riconosciuto in questi giorni, a proposito del loro operato, da parte di alcuni esponenti della sinistra radicale e indubitabilmente, per chi voglia essere onesto intellettualmente, risulta difficile negare la concreta azione di riduzione delle disuguaglianze sociali e della precarietà attuata col Reddito di Cittadinanza (pur perfettibile), il Decreto Dignità e ora la primogenitura del Salario minimo, solo per fare qualche esempio.
Come anche non ricordare la "Legge Spazzacorrotti" poi di fatto affossata da quasi tutte le altre forze politiche e dall'establishment e così pure il più recente tentativo di perlomeno contrastare la deriva pseudo riformista in campo giudiziario della legge Cartabia (basti pensare alla cosiddetta "improcedibilità", ma non solo), o lo strapotere del "privato" inadempiente nella gestione autostradale soprattutto dopo il crollo del ponte Morandi.
Tentativi che hanno visto sostanzialmente schierati contro di loro un sistema di potere consolidato e consociativo di cui peraltro gran parte del circo mediatico, specie televisivo, è notoriamente subalterno veicolo. E il fatto stesso di queste "resistenze diffuse" è lì a comprovare la carica di "cambiamento del sistema" che connotava all'inizio il Movimento. Una carica che, proprio per questo, è andata inevitabilmente affievolendosi arrivando a contaminare, soprattutto nel modo di "fare politica", i suoi stessi vertici (in parte Grillo stesso, sino al vero e proprio "voltafaccia" di un inqualificabile Di Maio) e al contempo allontanare alcuni suoi più coerenti esponenti ( Di Battista, Morra, Corrao, Lezzi solo per indicarne alcuni).
Ma ora questa carica sembra trovare nuova linfa soprattutto in Giuseppe Conte ed in un rinnovato seppur realistico spirito critico al "sistema".
Pur non avendo mai creduto nella personalizzazione della Politica non posso, infatti, non ravvedere in Conte un esempio di sintesi di vari qualificanti fattori, pur ovviamente, come per tutti, in un quadro di naturali limiti umani.
Innanzitutto, o meglio soprattutto, ci vedo "una persona per bene" e disinteressata.
Inoltre ha dimostrato nei fatti una coerenza politica che cerca di coniugare una visione etica e sociale con il realismo di chi, pur tenendo conto dei cogenti rapporti di forza esistenti, si batte per un cambiamento effettivo, proprio soprattutto nel segno di una maggior Giustizia sociale.
Una specie di realismo utopico, mi si perdoni l'ossimoro.
A dimostrarlo c'è la sua riuscita battaglia in Europa (assai poco prevedibile, anche alla luce della sua neofita investitura istituzionale) sul Recovery Fund e sui relativi finanziamenti a fondo perso oltre che sulla, sino ad allora impensabile, istituzione di un debito comune europeo per i cospicui prestiti . Ma anche il coraggio di schierarsi con un esplicito no all'invio di ulteriori armi all'Ucraina e all'aumento spropositato delle spese militari in palese contraddizione con le esigenze di base della popolazione, come pure interpretare un "atlantismo ed un europeismo critico" e non succube delle posizioni dominanti.
E che dire del pretestuoso termine di "irresponsabile" affibbiatogli da gran parte di interessate forze politiche (e relative ancelle mediatiche) ? E' irresponsabile oppure al contrario assai responsabile chi si fa carico della situazione di milioni di poveri e precari (comprese le piccole attività imprenditoriali e professionali) pretendendo misure più efficaci e non palliative da un Governo che si barcamena o che è, nei fatti, succube di logiche distorte di mercato come ad esempio quelle tragicamente attuali sui prezzi del gas e dell'energia elettrica?
Mi auspico che proprio questi milioni di Italiani, che subiscono maggiormente anche gli effetti di questa squilibrata globalizzazione, possano fare la differenza nelle urne.
E come non rilevare da Conte e dai 5Stelle anche una costante opera di contrasto a forze che, in modo variamente mascherato, si stanno nei fatti opponendo ad un coerente percorso di transizione ecologica?
Come pure non sfuggirà di certo, in un passaggio elettorale dove la gran parte delle forze politiche sembrano voler ignorare la lotta a mafie e corruzione, quelle assai significative candidature di Roberto Scarpinato, Federico Cafiero De Raho e Dario Vassallo.
Sulla questione del cosiddetto "voto utile" mi limito a porre una semplice domanda : è più auspicabile ed utile che in Parlamento ci siano forze realmente a difesa degli interessi dei più deboli (comprendendo quindi anche forze di una sinistra, però coerente) o affidarsi a forze che lo sono solo di facciata?
Termino con una doverosa nota locale.
Ho letto su vari media la preoccupazione che il nostro territorio possa rimanere sguarnito di una adeguata rappresentanza parlamentare anche per tutelare le varie esigenze "nostrane", ma nella perorazione delle nuove candidature non ho visto, almeno per ora, alcun riferimento ad una scelta che considero buona ed affidabile e cioè quella di Giovanni Galimberti, già consigliere capogruppo di minoranza a Molteno e da anni attivamente impegnato ad esempio nella difesa del pendolarismo locale, come in altri ambiti, spesso non appariscenti ma reali, praticati dai 5 Stelle.
Una cosa è comunque certa : questo consolidato sistema di potere, sia a livello nazionale che globale, continuerà a difendere lo "status quo" e l'attuale e ormai anacronistico "modello di sviluppo" i cui devastanti effetti sono ormai sotto gli occhi di tutti.
Sta a tutti noi impegnarci per cambiarlo, a partire da un voto consapevole !
A tale proposito qui di seguito, per chi volesse formarsi un'opinione più approfondita e confrontabile con quella di altre forze politiche, ecco due assai eloquenti link:


https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/11/cosa-vogliono-i-5-stelle-in-diretta-dalla-festa-del-fatto-lincontro-con-chiara-appendino-giuseppe-conte-peter-gomez-e-antonio-padellaro/6799415/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/10/la-restaurazione-a-30-anni-dalle-stragi-alla-festa-del-fatto-il-dibattito-con-roberto-scarpinato-gianni-barbacetto-e-giuseppe-pipitone/6798748/

Germano Bosisio
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