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Scritto Giovedì 29 settembre 2022 alle 17:32

Casatenovo: ex alunni-clienti testimoniano in Aula nel processo ad un presunto pusher

Parrebbe aver iniziato a smerciare dosi di marijuana già da minorenne, ben prima dunque del malore patito da una studentessa dell'Istituo Graziella Fumagalli dopo qualche tiro di "canna" che, nel 2017, ha portato i Carabinieri della Stazione di Casatenovo ad avviare le indagini che lo hanno poi trascinato a giudizio. E' quanto emerso quest'oggi, almeno da una testimonianza, nell'ambito del procedimento penale intentato nei confronti di un cittadino turco, classe 1998, a processo al cospetto del collegio giudicante del Tribunale di Lecco - presidente Martina Beggio, a latere Gianluca Piantadosi e Giulia Barazzetta - con l'accusa di spaccio, anche in favore di under 18.
Se alla scorsa udienza del 17 maggio 2022 era stato escusso il militare che si è occupato dell'attività investigativa e una prima carrellata di giovani ritenuti "clienti" dell'imputato rintracciati semplicemente passando in rassegna i tabulati telefonici riferiti alla sua utenza, quest'oggi si sono accomodati, uno dopo l'altro, al banco dei testimoni due ragazzi e due ragazze che... aveva tentato di svicolare rispetto all'appuntamento con "la Giustizia". Non essendosi presentati alla prima "chiamata" a loro carico è stato disposto l'accompagnamento coattivo.

A portarli in Tribunale sono dunque stati i Carabinieri, che già li avevano sentiti in fase di indagini e proprio partendo da quanto già verbalizzato il sostituto procuratore Chiara Di Francesco ha cercato di "sollecitare" la loro memoria, riportandoli agli anni delle superiori quando tutti frequentavano Casatenovo e avevano rapporti con l'imputato. C'è chi ha ammesso "fumavamo insieme", cercando di ricondurre poi la cessione di cannabis non allo spaccio ma ad un banale scambio per un servizio, "come quando vai al bar, prendi il caffè e lo devi pagare"; chi ha, con qualche ritrosia, confessato di aver assistito a cessione di dosi da parte del turco ad altri soggetti, aggiungendo anche aver ricevuto una proprosta per diventare suo "aiutante", rifiutando; chi ha ricordato di aver accompagnato il presunto pusher a Ceriano Laghetto per comprare della sostanza, poi ricondotta però a un paio di canne e chi, con fare da duro, ha provato dapprima a negare contatti diretti per poi provare a fare marcia indietro rispetto agli acquisti effettuati sotto casa del 24enne e in piazza della Repubblica riferiti invece ai militari. Manca solo da sentire un ragazzo, che il collegio ha ritenuto di voler escutere pur ritenendo la Procura sufficiente il già alto numero di acquirenti introdotti. Poi la parola passerà ai testi della difesa e all'imputato, oggi presente al fianco dell'avvocato Sara Mantegazza. Si torna in Aula il 12 gennaio con prossima seduta già calendarizzata per il 6 aprile.
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A.M.
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