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Scritto Martedì 04 ottobre 2022 alle 20:47

Nibionno: tre profughi ucraini tornano a casa. Il saluto del sindaco

Il sindaco Di Terlizzi con la famiglia ucraina
Ritorno in patria. È arrivato il momento di rientrare per altri tre profughi ucraini che in questi mesi sono stati ospiti a Nibionno.
Hanno lasciato il paese ieri, lunedì 3 ottobre, dopo aver partecipato alla festa del primo anno di mandato elettorale organizzata dal sindaco Laura Di Terlizzi. In quella occasione, sono stati ufficialmente salutati mamma Olena con i due figli Iryna e Mykola, spinti dal desiderio di ritornare alla loro vita, alla loro abitazione, alle loro abitudini e ai loro affetti.
"È una famiglia educata, rispettosa ed è stato un piacere aiutarli - ha detto il sindaco Laura Di Terlizzi - La mamma si è data da fare lavorando durante la permanenza in Italia mentre i ragazzi si sono integrati nella nostra comunità. Erano ospiti presso la casa in piazza dei martiri di Nibionno ma poi si appoggiavano ad una parente per tutto ciò che non era possibile gestire in autonomia. In paese abita infatti la cugina che è nostra concittadina e ha ottenuto la cittadinanza italiana insieme al marito e ai due figli".
La famiglia ha scelto di ritornare nella terra d'origine, Vinnytsya, sebbene la guerra non sia terminata, ma circoscritta a un perimetro preciso. "Hanno deciso di tornare in patria per tornare ai loro affetti, riabbracciare il papà e tornare alla quotidianità. Il conflitto, come si sa, non è finito: ci sono immagini terrificanti che ci tormentano di giorno in giorno ma gli ucraini si stanno convincendo che il conflitto si sta concentrando nella zona est del paese. Loro risiedono a 150 km dal confine della Moldavia e qui la situazione sembra in netto miglioramento e dunque, dopo attenta valutazione, hanno deciso di rientrare a casa. È stato un piacere essere stati d'aiuto per loro in un momento così difficile e gli auguriamo di proseguire la loro vita in Ucraina con tutte le gioie che avevano prima del conflitto e di tornare a trovare la cugina Olena da turisti e non più da profughi. A loro rivolgiamo i nostri ringraziamenti per averci insegnato tanto: abbiamo imparato a toccare con mano quanto l'umiltà, la discrezione e l'educazione siano essenziali nella nostra vita. Olena, Iryna e Mykola ci hanno insegnato a guardare avanti e ad essere positivi ed ottimisti anche quanto una guerra cruenta e improvvisa ti strappa agli affetti più cari".
M.Mau.
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