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Scritto Venerdì 30 luglio 2010 alle 00:03

Lago di Annone: un parassita la causa della moria di scardole a inizio mese

E' stato risolto il mistero legato all'inspiegabile moria di pesci riscontrata a inizio luglio nel lago di Annone. Un fenomeno che aveva riguardato in particolar modo la specie ittica delle scardole.
Grazie anche alle tempestive segnalazioni di volontari ed associazioni che vivono attorno all'ambiente lacustre, si è provveduto ad un'analisi accurata delle possibili cause del fenomeno svolta dal biologo Alberto Negri, che ha da subito escluso l'esistenza di fattori antropici all'origine del problema.

Il lago di Annone

"Già dalle primissime analisi - ha spiegato il presidente del Consorzio lago, Carlo Colombo - si è potuto escludere che la moria fosse causata da sversamenti anomali di tipo fognario o da inquinamento di altro genere. Allo stesso modo si è appurata l'assenza di possibili fenomeni anossici negli strati più superficiali del lago. Ciò ancor prima che venisse avviato l'impianto di sifonamento installato nel bacino Est del Lago di Annone, a dimostrazione che il risanamento del bacino sta proseguendo con significativi risultati e che la quantità di ossigeno presente negli strati superficiali del lago risulta tuttora abbondante".
Solo attraverso analisi più approfondite di alcuni campioni di scardole morenti prelevate dal lago, si è riscontrato come gli organi interni di questi pesci fossero stati infestati dal parassita Myxobolus erythrophthalmi, un parassita individuato nei laghi ungheresi, probabilmente portato nei nostri laghi dagli uccelli migratori.
Al momento non risulta che il parassita abbia colpito altre specie ittiche, così come si ritiene escludibile la pericolosità dello stesso sull'uomo.

Un esemplare di scardola

"Al fine tuttavia di adottare tutte le precauzioni del caso - ha proseguito Colombo - si raccomanda la bollitura o la cottura delle scardole a fini alimentari, in modo che la possibile presenza del parassita negli esemplari pescati possa essere debellata al momento della cottura del pesce".
Attualmente il fenomeno sembra essere pienamente rientrato nella norma, ma Colombo invita comunque all'attenzione. "Raccomandiamo cortesemente quanti vivono attorno al lago ed hanno a cuore le sorti dello stesso, di segnalare tempestivamente il problema e di fornire il proprio aiuto ai Comuni rivieraschi nell'asportazione dal lago degli esemplari morenti o in decomposizione, in modo da prevenire una delle ulteriori cause di proliferazione del parassita".
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