Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 269.810.048
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Domenica 08 agosto 2010 alle 10:19

Maresso: la storia dei Martinitt nel racconto di Alessandro Grani, nipote di uno degli orfanelli in paese durante l’estate

E' l'ultimo rappresentante di un cognome che racchiude una storia le cui radici si perdono nel passato, quella di un bambino venuto da chissà dove e cresciuto tra Milano e Maresso, il luogo che ha poi scelto per trascorrere la sua vita.

Alessandro Grani

Alessandro Grani, che della frazione di Missaglia è stato il barbiere per 40 anni, è il bisnipote di uno dei Martinitt che a pochi passi dal suo negozio trascorrevano le vacanze estive, all'interno di un complesso residenziale che conserva ancora oggi tracce di quel passato.



"I Martinitt erano fanciulli che, rimasti orfani o per i più svariati motivi, venivano lasciati alla cosiddetta ‘Pia Ruota' all'esterno di un edificio di Milano, una struttura che ruotava su se stessa e da cui venivano prelevati per essere accuditi e cresciuti insieme agli altri bambini, dandoli in affido a famiglie del territorio" ha spiegato il signor Grani. "Il mio bisnonno, Giovanni Battista Bernardo, era uno di loro e il cognome che oggi io porto gli fu dato in modo casuale, preso da un lavoratore della struttura".

Il cortile interno della villa come era allora


L'origine dei Martinitt si fa risalire all'opera di Gerolamo Emiliani, un frate veneto che per primo fondò ospizi in Lombardia e nella sua regione per ospitare i fanciulli più sfortunati, già nel 1500.

Momenti si svago nella "piscina" della frazione

Ad una prima residenza milanese ne seguì una più idonea accanto ad una chiesa consacrata da San Carlo Borromeo a San Martino, e proprio da qui è nato il nome degli orfani (i "martinetti" in italiano).



Il complesso di Maresso era una sorta di "colonia" dove i Martinitt venivano a trascorrere l'estate.

Il refettorio in una foto di fine '800

"Ho cercato informazioni in merito consultando gli archivi presenti a Milano e ho rintracciato il nome del mio bisnonno e altre informazioni sull'attività che si svolgeva qui" ha spiegato Alessandro Grani.

La cancellata di ingresso e il cortile come si presentano oggi

I pilastri della cancellata di ingresso lungo Via Manzoni sono ancora quelli del 1800, così come la struttura interna del cortile è rimasta pressoché la stessa.



Rimangono due scalinate interne e qualche porta della struttura originaria che conteneva le stanze, la ghiacciaia esterna sotterranea, il refettorio, il fontanile con l'acqua e i passaggi lungo i quali i Martinitt camminavano verso esplorazioni sul territorio circostante.

Due scalinate ben conservate

"A quei tempi c'era una sorta di ‘piscina' dove ora scorre la roggetta di Maresso, dove i bambini potevano rinfrescarsi"
ha spiegato il signor Grani.

Grani e Meregalli ci conducono nelle vecchie cantine della villa

"Lo scopo delle mie ricerche è quello non solo di ricostruire la storia del mio bisnonno e poterla così raccontare ai miei figli e nipoti, ma anche quello di sensibilizzare le nuove generazioni ad accogliere nelle proprie case bambini che non hanno la fortuna di poter crescere con i loro genitori naturali.

Il terreno dove un tempo c'era la piscina utilizzata dagli orfanelli

In questo modo anche loro possono vivere felici grazie all'amore di chi vorrà adottarli"
.



Il bisnonno di Alessandro è stato accolto amorevolmente da diverse famiglie prima dei 16 anni, quando fu un signore di Osnago a prenderlo con sé.



"Con lui è rimasto fino agli anni Cinquanta, quando si è sposato con una Sala di Maresso andando a vivere a Pianina (in paese) per tutta la vita. In tanti mi hanno parlato di lui, è sempre rimasto legato alla frazione dove ha passato i mesi estivi da bambino".

La vecchia fontana da cui si attingeva acqua
Una visita, quella da noi effettuata a Maresso, che ci ha permesso di esplorare insieme al signor Grani e all'attuale proprietario, Primo Meregalli, le vecchie cantine della villa dei Martinitt, attualmente utilizzate come magazzino.


I palazzi di allora oggi ospitano appartamenti, ma tra gli antichi cortili e i vecchi scantinati ancora vive il ricordo dei piccoli Martinitt, orfani in cerca di affetto che a Maresso trascorrevano i momenti felici delle vacanze estive.

Rosa Ripamonti
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco