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Scritto Giovedì 26 agosto 2010 alle 16:57

Da Dolzago a Roma..in bicicletta. Il 28enne Francesco Ratti e la vacanza "alternativa"

Un viaggio molto particolare quello intrapreso questo mese di agosto da un 28enne di Dolzago. Si tratta di Francesco Ratti, 28enne conosciuto in paese in quanto redattore del giornalino comunale e membro del gruppo giovani.
Invece di scegliere una classica meta di mare o montagna per divertirsi con gli amici, Francesco ha deciso di partire da casa in solitaria per raggiungere Roma in bicicletta.

Francesco Ratti

Un viaggio forse faticoso e insolito ma ricco di soddisfazioni. L'itinerario del suo progetto è iniziato l'8 di agosto e si è concluso il 20 dello stesso mese. Una data non casuale bensì scelta da Francesco perchè proprio in quel giorno cade il suo compleanno. Molteplici le motivazioni che hanno spinto il ragazzo a compiere questa piccola impresa.



"Il viaggio - ci ha spiegato Francesco - è stato sin dall'inizio concepito per essere realizzato in solitudine. Si è poi aggiunto un mio amico, il quale però ha dovuto rinunciare pochi giorni prima della partenza a causa di piccoli problemi di salute. L'idea è nata dall'esigenza, dopo un anno piuttosto intenso, di fermarsi a riflettere un poco. Ed un viaggio di questo tipo permette di farlo nel modo migliore".



Sulla scia quindi di tanto entusiasmo e di tante valide ragioni, Francesco è partito per un viaggio che lo ha portato a pedalare per 8 giorni percorrendo una distanza di un totale di 830 chilometri, alternando quindi lunghe pedalate in bicicletta a momenti di riposo. Fitto l'elenco di tappe del suo itinerario, che è stato Dolzago-Cremona-Berceto-Marina di Massa-Cecina-Scarlino-Montefiascone-Roma. Il dolzaghese ha quindi avuto modo di visitare parecchie cittadine, soggiornando in campeggi, spiagge ed ostelli, nonché conoscendo moltissime persone.



Sicuramente tra gli elementi significativi del tour di Ratti c'è anche il fatto di aver portato con sé la bandiera della pace durante tutto il tragitto, appendendola in ognuno dei luoghi in cui si è fermato. Alla base del viaggio, oltre alla grande passione per il ciclismo coltivata negli anni, c'è stato anche il desiderio di conoscere realtà differenti.
"Ho pedalato al fianco di ciclisti dilettanti, amatoriali o semplicemente occasionali. Ho ascoltato storie di persone comuni, dal giovane dipendente di un caseificio al signore francese che percorre l'intera via Francigena, dall'inglese diretto in Puglia al maitre laziale che combatte contro problemi di salute.



Storie di ostinazione, lotta e passione che rendono queste persone speciali. C'è da dire che in Toscana sono stato raggiunto da alcuni amici e colleghi, con cui ho condiviso alcune giornate piacevoli. Momenti di difficoltà ce ne sono stati, specie allo scollinamento del Passo Cisa. Ma il sostegno da lontano degli amici e di chi era occasionalmente al mio fianco è stata una spinta per continuare".

Claudia Meroni
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