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Scritto Martedì 31 agosto 2010 alle 17:00

Bosisio P: il sindaco Borgonovo ricorda Giuseppe Invernizzi. 'Uno spirito libero dalla storia difficile, la strada era la sua casa'

Uno spirito libero che, giorno o notte che fosse, seguendo il fluire improvviso dei pensieri si alzava e cominciava a camminare. Giuseppe Invernizzi abitava a Bosisio ma la sua vera casa era la strada, quella strada che amava percorrere e che purtroppo lunedì sera gli è costata un prezzo troppo alto: la morte a soli 57 anni.
In paese tutti lo ricordano, chi per averlo visto distrattamente dietro qualche angolo, seduto su una panchina o sul ciglio della strada mentre fermava i passanti. Una presenza costante, che vagava tra i vicoli di pietra del centro e nelle viuzze di Bosisio.
Lo ricordano i dipendenti comunali di Bosisio Parini e gli amministratori che lo incrociavano tra i corridoi del municipio dove Giuseppe si recava ogni mattina a prendere la "mancetta" quotidiana da quando il comune era stato nominato dal tribunale amministratore di sostegno.
Giuseppe non amava i vincoli e i confini, voleva percorrere fino in fondo ogni strada e non poneva limiti nemmeno a se stesso, era stata la legge a stabilire che fosse qualcun altro ad amministrare il patrimonio al posto suo.

Giuseppe Mario Invernizzi

"Veniva qui ogni mattina, gli consegnavamo un minimo che potesse spendere nel corso della giornata e il resto veniva accumulato per i giorni successivi"
ha spiegato il sindaco Giuseppe Borgonovo. "Giuseppe era uno spirito libero, imprevedibile e originale. Le circostanze tragiche della sua morte mi hanno molto addolorato, alle spalle aveva una storia difficile, a volte si ha come la sensazione che la sorte gli si fosse accanita contro. Vorrei esprimere a nome di tutta la comunità sincero cordoglio alla famiglia. Sebbene le circostanze della disgrazia siano ancora da stabilire vorrei rivolgere un pensiero di conforto anche al giovane che era al volante, si tratta di una tragica fatalità per entrambi".

La tangenziale al confine tra Dolzago e Sirone, scenario della tragedia

Ed è tanto il dispiacere che si respira tra tutti coloro che in qualche modo hanno incrociato Giuseppe Invernizzi nel suo costante camminare. "Dormiva poco, si alzava e partiva, senza fermarsi". E senza freni era anche un'abitudine azzardata, quella di imboccare strade troppo buie e troppo pericolose.
In queste ore i carabinieri stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Quello che è certo è che lunedì sera Giuseppe ha imboccato un cammino senza ritorno. Nessuno sa quale fosse la sua meta e cosa cercasse dietro quelle migliaia di passi che ogni sera lo spingevano sempre più in là: pensieri, sogni, forse speranze; non quella fine tragica che ha definitivamente arrestato il suo viaggio. Ovunque sia adesso, la speranza è che dopo tanto cammino e peregrinare possa finalmente trovare un po' di pace.
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Marta Mazzolari
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