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Scritto Lunedì 20 settembre 2010 alle 11:42

Barzanò: la ''Canonica di San Salvatore'' restituita ai cittadini dopo 10 anni di lavori

E' stata restituita ieri mattina alla cittadinanza, la Canonica di San Salvatore di Barzanò, al termine dei lunghi lavori di restauro e consolidamento.
Una cerimonia estremamente partecipata quella svoltasi nella mattinata di domenica sul sagrato dell'oratorio medievale che domina il paese dalla sommita di una collina.



Molte le autorità intervenute: gli amministratori comunali di Barzanò, il presidente della provincia Daniele Nava con alcuni assessori, il consigliere regionale Carlo Spreafico, l'assessore Giulio De Capitani e il prefetto Fabrizio Bocci solo per citarne alcuni.
Ad aprire la lunga ed emozionante cerimonia sono state le parole del sindaco Franca Colombo che ha ringraziato tutti coloro che in questi anni hanno collaborato per la sistemazione e il recupero dell'antica chiesetta.

Il taglio del nastro

"Desidero condividere con tutti un abbraccio di grande soddisfazione e ringraziamento" ha affermato il primo cittadino "In questi anni di impegno e di lavoro è bello ricordare come due amministrazioni, pur con diversi ideali politici, si siano trovate accomunate dal medesimo intento, come è giusto che sia quando un progetto coinvolge l'intera comunità ed è un bene di tutti".
Presenti alla cerimonia anche l'ex sindaco Franco Godina e il suo assessore Flavia Spreafico che avviarono le opere di restauro della canonica, portate avanti e concluse dall'amministrazione di Franca Colombo e curate in particolare dall'assessore Gabriele Cazzaniga.



L'architetto Paola Bassani che in questi anni ha diretto i lavori di consolidamento dell'antico oratorio, e di restauro dei suoi preziosi affreschi ha successivamente descritto le fasi che hanno caratterizzato l'esecuzione delle opere.
La Canonica di San Salvatore rappresenta infatti uno degli edifici romanici più importanti del panorama nazionale. Edificata tra il VII e il X secolo, nternamente è ricca di affreschi ed è caratterizzata dalla presenza di un fonte battesimale, di una cripta e di una cupola bizantina completamente rivestita da un prezioso ciclo pittorico databile all'XI secolo.


La preziosa cupola affrescata

"Gli interventi hanno preso il via nel 1999" ha spiegato l'architetto Bassani "e hanno conosciuto due fasi di intervento. La prima legata ad un consolidamento statico, mentre la seconda dedicata al restauro degli affreschi".

Il sindaco Colombo

Oltre alla sistemazione dell'oratorio, negli ultimi anni è stato pavimentato il sagrato, riqualificato il parco Tremolada e riqualificata l'adiacente sala civica.

In prima fila da destra l'ex sindaco Godina e l'assessore Spreafico

Presente alla cerimonia anche la dottoressa Rostagno, rappresentante della Soprintendenza che ha seguito passo passo i lavori; nel corso degli scavi sono state infatti rinvenute preziose opere murarie e antiche tombe, ancora oggi oggetto di approfondimenti storico-archeologici.

L'assessore Gabriele Cazzaniga

Al termine dei discorsi delle autorità, seguiti dalle parole di Romano Negri della Fondazione Cariplo, che ha contribuito economicamente al restauro della canonica, la parola è passata al parroco don Giuseppe Scattolin.

Le autorità intervenute

Il sacerdote ha letto ai presenti un pensiero scritto da lui stesso, che in questi due anni di permanenza a Barzanò ha avuto occasione di ammirare più volte l'antica chiesa, "luogo di riflessione dove mi sono sentito accolto e fasciato, anche nei momenti di sofferenza, grazie al silenzio e alla bellezza dell'edificio".

La benedizione del parroco

Il taglio del nastro da parte delle autorità presenti ha chiuso la cerimonia di riapertura della Canonica di San Salvatore, mentre nel pomeriggio è stata offerta al pubblico la possibilità di effettuare delle visite guidate all'interno dell'antico oratorio barzanese, ora tornato all'antico splendore.

Ecco di seguito l'intervento di don Giuseppe Scattolin:
  Cari amici, fra qualche settimana compirò due anni di permanenza in  Barzanò, nella Comunità Pastorale SS.Nome di Maria.

Questi due anni sono stati velocissimi, intensi, belli ma talvolta anche difficili con punte di sofferenze. Tuttavia è stato un tempo dove ho potuto anche fermarmi così da pensare  e rivedere la mia vita, la mia missione e la vita stessa dei nostri tre paesi.

Uno dei luoghi dove ho potuto fare questa operazione di pace è stato la Canonica San Salvatore.  Su questa altura spesso mi sono sentito accolto e fasciato di coraggio evangelico e di Presenza. Un luogo che ha un linguaggio tutto suo, il linguaggio del tempo che passa e sfida tutte le ansie e sofferenze.

Sono salito verso la chiesa la prima volta qualche giorno prima di fare l’entrata ( 5 ottobre 2008 ) in parrocchia e in Comunità.Rimasi stupefatto nell’ assaporare il silenzio, la possanza e la bellezza dell’edificio.Curiosai un po’ in giro. Mi avvicinai al portale gustando le sue linee gentili. Ero incuriosito sul “ che cosa poteva esserci dietro la porta”, più che non di tutto il resto. Cercai qualche fessura tra i battenti così da poter “ vedere “, cercai anche la  toppa della chiave. Salii poi i pochi gradini accanto al campanile e feci qualche passo in quel bel prato silenzioso. Ritornai nella piazzetta polverosa per ritornare a casa. Ad un certo punto mi girai all’improvviso quasi attratto da qualcosa di misterioso che mi aveva colpito ma che solo allora stava uscendo dal suo segreto. Contemplai la facciata e rimasi a bocca aperta! “ Ecco una facciata armoniosa, ma ecco anche una facciata leggermente imperfetta , proprio come nell’architettura religiosa medioevale” mi dissi. Splendido momento fu quello.E’ vero la facciata della Canonica è armoniosa soprattutto con quel bel portale ma non è perfetta. Il portale non è al centro, Le finestrelle sono leggermente spostate.  C’è armonia per gli occhi, ma non c’e perfezione. Si, allora, nell’antico medioevo costruivano in questo modo perché gli edifici religiosi dovevano parlare. Ecco il messaggio: “ L’uomo ha bisogno di armonia per la sua vita. Non ha bisogno di perfezione perché essa è solo di Dio “. E mi venne in mente la grande navata di Morimondo dove i pilastri di un lato erano più alti dell’altro lato… Mi svegliai quasi colpo quando pensai: “ Sta a vedere che anche la facciata di san Vito è così ! Armoniosa ma non perfetta !”. Capii anche qualche linea architettonica della Chiesa monastica di Bose. Si, solo Dio è perfezione, grande e splendido di bellezza… noi abbiamo bisogno di armonia e di pace. Ma quel tipo di perfezione, quello di essere come Dio, noi non lo potremo mai avere.Lasciai la contemplazione della facciata e andai quasi di corsa sul retro della Chiesa pensando di trovare l’abside rotonda con le tre finestre tipiche della

Chiese medioevali dove l’abside è rivolta a oriente e il sole, quando sorge,  entra nelle tre finestre e le inonda di Luce. Una sola luce in tre finestre diverse… Un unico Dio in tre Persone eguali e distinte. Ma le finestrelle… non le trovai.

 

Qualche mese dopo fui invitato a salire alla Canonica per una Mostra di quadri dipinti da parecchi e gentili artisti. Era sera e vidi per la prima volta l’interno illuminato da luce elettrica. Subito il mio sguardo andò all’abside. Era in ombra. Già sapevo che non era rotonda, non c’erano le tre finestrelle e il sole dell’oriente non poteva entrare come un’unica luce in tre finestre uguali e distinte… ma quando mi avvicinai con commozione vidi l’affresco: la nascita di Cristo, il Sole, la Luce che si è rivestita di carne umana diventando il più bello tra i figli degli uomini e che è venuto nel mondo per rivelare la fonte stessa della Luce che è Dio Padre.

Ero passato vicino alla vasca battesimale senza accorgermi. Ed ora la potevo contemplare in tutta la sua austera bellezza. Lì, in quella vasca, per secoli e secoli i nostri antichi, i nostri padri furono rivestiti di Cristo immergendosi in quell’acqua salutare, inondati dalla sua luce. Da quella vasca  hanno incominciato a camminare l’avventura più bella del mondo, essere creature nuove, ripiene di Spirito di Cristo pronte a rendere testimonianza della fede che avevano ricevuto lì, in quella Chiesa, la Canonica…

 

Ora la Canonica è un monumento rinnovato nella sua bellezza esterna e rinnovato nel suo vestito interno, un vestito fatto di dipinti, di Santi, di Apostoli. Lui però, il Cristo, resta al centro e attorno a lui ecco i suoi amici, quei dodici coraggiosi che l’hanno visto, l’hanno toccato, lui il Verbo della vita. Cristo Pantocrator resta lì, quasi a dire: “ I cieli e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno “ ( Mt 24,36).  E noi che ci sentiamo inorgogliti per tanta bellezza che promana da quel colle, scopriamo dentro di noi il bisogno di ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo miracolo.

Gioire certo ! Ma, come dice il Vangelo cerchiamo di rallegraci anche e piuttosto perché i nostri nomi sono scritti in cielo ! ( Luca 10,20 ).  Un saluto cordiale a tutti e un augurio di pace.


Don Giuseppe

Gloria Crippa
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