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Scritto Martedì 21 settembre 2010 alle 08:33

Sarà a porte chiuse la revisione dello strumento urbanistico. Sbagliato dire no ad una ''consulta'' specifica sull'argomento

Gentile Redazione,

Chiedo la cortese ospitalità della vostra testata per consentirmi di esprimere la mia delusione e amarezza di consigliere capogruppo di Progetto Monticello, nonché di cittadino della mia Comunità, nell'aver rilevato nel Consiglio Comunale di giovedì scorso la totale chiusura della maggioranza (e in particolare del Sindaco) alla nostra richiesta di dare vita a una Consulta ad hoc, a supporto dell'Amministrazione e a garanzia della collettività per la prevista attività di revisione del Piano di Governo del Territorio.

Questa imminente revisione del Piano di Governo (in sé assolutamente legittima per chi - essendo stato eletto - ha il diritto-dovere di governare) verrà così, con questa totale chiusura, a realizzarsi a porte chiuse: nessuno saprà in cosa, dove e come verranno rivisti gli ambiti di trasformazione. Tutto avverrà attraverso il mero confronto e una procedura negoziale tra privati e Amministrazione, in cui la necessaria funzione di contradditorio, controllo e trasparenza dei rappresentanti di tutti i cittadini monticellesi non sarà in alcun modo garantita. Ciò almeno fino a una presentazione delle modifiche al Consiglio e alla popolazione, annunciate solo a "cose fatte".

Al di là della sostanza della posizione dell'attuale maggioranza, già di per sé censurabile nel negare uno spazio tecnico-istituzionale di confronto per una materia così delicata (cosa che per inciso stride con le modalità di adozione del PGT oggi vigente, attivato con una Consulta aperta che ha intensamente lavorato, col contributo attivo e fattivo delle precedenti opposizioni), anche aspetti di forma hanno reso particolarmente scorante la relazione che si è instaurata su questo tema tra maggioranza e opposizioni (e parlo sia della nostra, ma mi permetto anche di quella altrettanto rappresentativamente "pesante" di PDL-Lega Nord).

Perché è stato in buona sostanza negato qualsiasi apporto di entrambe le minoranze nella fase di revisione del PGT, il cui esito sarà demandato a una "fantomatica" presentazione finale alla cittadinanza delle risultanze di revisione del Piano. In pratica, tutti i punti di vista tecnici costruttivi e propositivi delle minoranze nel Consiglio Comunale di Monticello per la revisione del PGT verranno scavalcati, anzi meglio: ignorati.

Il quadro che si presenta è obiettivamente deludente. Dopo una partenza amministrativa legata agli inevitabili attriti post-elettorali, personalmente avevo deciso di indirizzare il nostro Gruppo consiliare su una linea collaborativa, dialogante con la maggioranza: con l'impegno personale del sottoscritto (manifestato in un incontro col Sindaco in conferenza di Capigruppo la primavera scorsa) a superare una sterile fase antagonistica per guardare oltre, puntando al bene comune della collettività monticellese.

Questa dell'istituzione di una Consulta ad hoc, volta a sovrintendere - a garanzia di tutti, e sottolineo di tutti - un passaggio molto critico quale la modifica di un PGT a un solo anno dalla sua approvazione , ritenevo potesse essere l'occasione giusta per superare definitivamente inutili battibecchi e pervenire finalmente a un lavoro consiliare condiviso, sia pure con legittimi diversi punti di vista circa le "cose da fare" e le priorità per il nostro territorio.

Così purtroppo non sarà: le modifiche al PGT (quello che una volta con enfasi si chiamava Piano Regolatore) si faranno - lo ripeto con profonda amarezza e anche con un filo di preoccupazione - a porte chiuse. Se alle due minoranze (che a Monticello pur rappresentano oltre il 60% della popolazione) non viene concesso neppure il diritto di esprimere un parere tecnico di merito (anche solo consultivo) sugli interventi che si prefigurano in itinere (e questo in una Consulta ad hoc, non in Consiglio Comunale, quando li si dovrà votare a scatola chiusa) mi chiedo a cosa potrà mai servire il contributo (che sottolineo vuole essere propositivo, non distruttivo) da parte delle due minoranze.

Spero davvero con questa mia di far pervenire un segnale forte ai miei Concittadini, far percepire loro come Rinnoviamo Monticello (che, pur legittimamente governando, rappresenta coi voti solo un terzo dell'elettorato) intenda non confrontarsi sui temi forti coi restanti due terzi rappresentati nelle sedi tecniche istituzionali, appositamente previste dallo Statuto comunale: le Consulte (che per inciso, non sono state attivate in alcun ambito amministrativo, disattendendo totalmente lo spirito dello Statuto). Consulte mai nate a un anno e mezzo dalle elezioni, e che a nostro avviso dovevano e devono essere attivate: almeno per le decisioni che contano, che pesano e che peseranno per tutti noi.

E' opportuno si sappia con chiarezza che si sta prefigurando una modifica del Piano di Governo del territorio al buio, a porte chiuse. E scusate se è poco: stiamo parlando della modifica degli interventi programmatici sostanziali, cruciali per i nostri quattro chilometri quadrati di territorio: interventi che segneranno (non ci sarà purtroppo dato di sapere - a preventivo - in che modo e quanto modificati) il futuro della nostra comunità, in particolare dei nostri figli.

Ringrazio per l'ospitalità dimostrata, con un cordiale saluto alla Vostra testata e a tutti i Concittadini che hanno avuto la pazienza di leggermi.

Renato Ornaghi-Progetto Monticello
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