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Scritto Lunedì 27 settembre 2010 alle 23:09

Casate: la passione per la cornamusa bergamasca, riscoperta e portata nelle piazze lombarde da Giuliano Riva e i ''Baghèt''

Il nome, per quanto assonante, non si riferisce alla più classica delle pagnotte d’Oltralpe.
Con il termine “Baghèt”, nel nostro caso, ci riferiamo ad un particolare strumento musicale, un’antica cornamusa della tradizione bergamasca e, più in generale, del norditalia, recentemente “rispolverata” dalle pagine della storia e riportata alla ribalta dal caratteristico e talentuoso gruppo dei “Bèrghem Baghèt”, musicisti appassionati di questo strumento e autori di veri e propri spettacoli musicali.
Presidente e tra i fondatori di questo caratteristico gruppo, il Corpo Bandistico Musicale Bèrghem Baghèt, è Giuliano Riva, 31enne originario di Casatenovo.


Una passione, quella del giovane casatese, nata nel 2000 grazie alla conoscenza di un suonatore di questo particolare strumento. “Dopo aver conosciuto Aldo iniziai da semplice appassionato a voler conoscere in modo più approfondito la cornamusa – spiega Giuliano – nel 2002 me ne feci costruire una, iniziando a suonarla da autodidatta. La mia passione e l’entusiasmo fecero sì che già il mese dopo la consegna mi trovavo ad un mercatino a suonare il baghèt con Aldo.


Secondo da sinistra Giuliano Riva


Successivamente incontrai altri baghèter (tra i quali Guerino, Alessandro ed Elia) e con loro ci organizzammo per trovarci ogni tanto e suonare insieme fino a quando, di comune accordo, decidemmo di raccogliere altri appassionati con l’intento di formare una vera e autentica banda simile per formazione e caratteristiche alle realtà diffuse in paesi come Scozia, Irlanda, Galizia, nelle Asturie e in Bretagna etc, usando come strumento predominante il Baghèt”
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Il sogno di fondare per la prima volta una banda di Baghèt si concretizza nel 2006 con la costituzione della “Bèrghem Baghèt” nella sua sede sociale di Ambivere (BG), in seguito trasferita a Palazzago (BG). Ad oggi il gruppo rappresenta in assoluto la prima banda di cornamuse bergamasche, rappresentata da suonatori provenienti dalla Brianza, dall’hinterland milanese e addirittura da Lodi. Insieme a Giuliano e alla moglie Chiara, percussionista del gruppo, i Baghèt hanno riportato in auge uno strumento altrimenti destinato alla scomparsa dalla storia.


“Siamo un gruppo di persone provenienti da tante zone diverse ma unite dalla stessa passione e dai medesimi obiettivi – ha proseguito Riva – il Baghèt è uno strumento che era andato perduto, molto simile ma in alcune parti tecnicamente diverso dalle più conosciute Bagpipe scozzesi, le sue origini risalgono addirittura al 1300 D.C. e, come affermano oggi molti esperti del settore, sembra che il baghèt sia esistito decisamente prima della più famose e note cornamuse scozzesi.  Vi sono decine di testimonianze iconografiche che attestano la sua presenza, ad incominciare da un affresco della fine del 1300 che si trova al castello di Bianzano (Bergamo). Altre figure sono al castello di Malpaga, a Piario, nella chiesa di Sant'Agostino in Città Alta a Bergamo, nella "Danza macabra" dei Baschenis a Pinzolo in val Rendena ( Trento)”.


La riscoperta del baghèt è stata inoltre resa possibile grazie agli studi di Valter Biella, scopritore di diverse cornamuse antiche e conoscitore degli ultimi suonatori, rendendo così possibile la trascrizione delle musiche e la riproduzione fedele dello strumento originale.
Secondo Giuliano Riva la Bèrghem Baghèt nasce per dare visibilità e prestigio a questo antico e tipico strumento bergamasco e diffuso poi in varie parti della Lombardia, recuperando e diffondendo contemporaneamente le melodie tipiche della tradizione folkloristica locale attraverso l’impronta bandistica. Tra gli obiettivi del gruppo figura infatti il voler dare maggiore visibilità allo strumento, adottando un metodo e una scuola musicale vera e propria specifica per il Baghèt, stimolando il perfezionamento tecnico e tecnologico dello strumento.


Numerose e importanti le partecipazioni del gruppo, dall’anteprima del film di Martinelli “Il Barbarossa” al Castello Sforzesco di Milano davanti alle più alte cariche dello Stato all’adunata nazionale degli Alpini a Bergamo, dal Festival di Cavigliano in Canton Ticino alle esibizioni in Bulgaria, Trentino, Piemonte, Emilia Romagna, e Lombardia.


La ricerca storica del gruppo non si ferma tuttavia al solo strumento. Anche la divisa, spiega Giuliano Riva, “nasce da un’attenta ricerca che, grazie alle informazioni recuperate dai racconti di anziani pastori e dal fortunoso recupero di un antico abbigliamento dell’epoca, ha rielaborato dalla scelta dei tessuti fino ai più piccoli particolari questi capi di antica tradizione. I capi di abbigliamento che caratterizzano la nostra divisa erano i normali abiti della quotidianità che indossavano i pastori bergamaschi dei primi novecento, ai quali noi abbiamo aggiunto una bianca fusciacca con ricamato il nostro stemma e delle ghette un poco più eleganti e coreografiche delle originali.



Il tabarro, il cappello nero, il gilet e la camicia rispettano il puro uso bergamasco, mentre i calzoni risentono degli influssi del “modo di vestire dei pastori svizzeri”, questo poiché la comune pratica della transumanza portava i nostri pastori fino in territorio elvetico: entrando in contatto con il mondo pastorale del luogo, ne sono stati assorbiti alcuni usi e costumi”.



Oggi la Bèrghem Baghèt, vanta quasi 40 soci tra cui circa una trentina di musicanti.
Si esibisce in parate, spettacoli in corte e nelle piazze, in teatro, per concerti e ambientazioni Natalizie e propone nel suo repertorio musiche inerenti alla tradizione popolare suonate e cantate, brani dal repertorio degli alpini, musiche con gruppo di ballo tradizionale e musiche con altri tipi di cornamuse e strumenti tradizionali quali il flauto della valle Imagna, l’organetto, la fisarmonica. Il gruppo organizza inoltre, nella propria scuola interna, corsi per imparare a suonare il baghèt, con lezioni rivolte agli adulti e ai bambini e la possibilità di avere in dotazione gratuita uno strumento per la durata del corso.

Per ulteriori informazioni circa il gruppo è possibile consultare il sito web www.berghembaghet.it

 

R.B.
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