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Scritto Martedì 19 ottobre 2010 alle 17:40

Verdone: con i miei film cerco di raccontare l'uomo, coi suoi punti di forza e le sue miserie

L'intervento di Carlo Verdone è stato introdotto dalle parole di Maurizio Lupi. "Ho letto una sua recente intervista in cui spiegava il suo ultimo film. Mi ha colpito molto l'affermazione in cui si professava laico, ma al contempo non negava la continua ricerca del senso della vita attraverso il suo lavoro e i suoi film".



"E' vero, sono un cattolico - ha affermato Verdone - ma con tutta sincerità confesso di perdere spesso la fede, anche se alla fine la recupero. Credo che aver fede significhi rincorrerla costantemente. Non credo in quelle persone molto bigotte che si dicono sicure del proprio credo. Penso invece che la fede si ritrovi costantemente in un percorso travagliato, lungo il quale spesso si incontrano delle difficoltà che mettono a rischio anche le più solide certezze. Credo quindi in un continuo rinnovamento di queste condizioni".

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Sulla bellezza e l'importanza dell'arte, come veicolo di comunicazione verso il pubblico, Verdone ha invece spiegato quelli che a suo dire rappresentano i punti maggiormente significativi della commedia, il mondo nel quale si trova ad operare.
"E' una testimonianza d'amore: il mio palcoscenico è la gente, il mondo, nelle sue caratteristiche, nelle debolezze , nei suoi lati comici, nelle sue miserie e nei punti di forza".



Infine Verdone ha spiegato al pubblico le difficoltà del suo mestiere. "E' un lavoro che va fatto con molta disciplina e attenzione. Devi imparare a guardarti intorno e a dipingere la società per ciò che rappresenta: con le sue contraddizioni e le sue qualità. Ho imparato molto dal mio quartiere, fatto di persone semplici. Dal povero ho letto la saggezza vera, la vita nella sua essenzialità, con le difficoltà del caso, ma con i valori più sani. Anche la mia famiglia mi ha aiutato molto, inculcandomi quei valori base che mi hanno fatto diventare la persona che sono e che cerco di raccontare nei miei film".
G.C.
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