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Scritto Giovedì 18 novembre 2010 alle 13:50

Oggiono: 50mila reperti l’anno trattati al laboratorio Asl alla ricerca di stupefacenti

La diagnostica tossicologica su campioni biologici assume sempre più rilevanza sia a livello di diagnosi clinica sia a livello di medicina legale. Nella giornata di venerdì 12 novembre, si è così tenuto un convegno presso l’ospedale Manzoni di Lecco dal titolo “Il laboratorio e la ricerca delle droghe con finalità medico-legali: normativa, etica e responsabilità”.
Il laboratorio dell’ASL di Lecco, con sede ad Oggiono, analizza circa 50.000 reperti ogni anno alla ricerca di tracce di sostanze stupefacenti nel’urina e nei capelli.

Da sinistra la dottoressa Rosangela Donghi, responsabile del laboratorio di tossicologia dell’ASL,
il dottor Mario Cassani della direzione sanità della Regione Lombardia,
la dottoressa Nella Cattai, responsabile del laboratorio di sanità pubblica dell’ASL

Le diagnosi generalmente sono commissionate dal tribunale, dai diversi SerT provinciali, dalla commissione patenti e dall’ospedale, ma ci sono anche casi di genitori che inviano i campioni dei propri figli minorenni al fine di accertarsi che questi ultimi non consumino droga, mentre ciò non è possibile perché illegale nei confronti di figli maggiorenni.
“Nella nostra provincia -
ha spiegato la dottoressa Cattai, responsabile del laboratorio di sanità pubblica dell’ASL - le analisi riguardano soprattutto cannabinoidi, cocaina ed anfetamine. I cannabinoidi sono più semplici da individuare poiché permangono per almeno tre settimane, mentre le anfetamine fanno perdere le proprie tracce dopo 24-48 ore dall’assunzione”.



“La Regione Lombardia presta molta attenzione alla qualità del servizio erogato ,- ha sottolineato il dottor Mario Cassani, della direzione sanità - fornendo alle diverse strutture le competenze, i metodi e gli strumenti per fornire un servizio eccellente. Così agisce anche in quest’ambito, emanando una normativa che regola le condizioni di questo particolare servizio ed effettuando delle verifiche periodiche, ad esempio per i campioni di urina avvengono ogni due mesi, per testare la qualità del servizio. Ciò è fondamentale poiché nell’ambito delle diagnosi medico- legali non è importante solo la correttezza della diagnosi finale, ma anche dell’intero processo poiché i campioni spesso hanno la valenza di prova, si pensi ad esempio in sede processuale. Inoltre spesso il soggetto ha interesse a camuffare il risultato, ad esempio fornendo i campioni di un’altra persona, per cui è fondamentale garantire che un determinato campione appartiene ad una determinata persona ed è stato trattato in una certa maniera, senza errori di interpretazione”.



“Ad esempio - ha spiegato la dottoressa Rosangela Donghi, responsabile del laboratorio di tossicologia dell’ASL - un campione potrebbe risultare positivo ma perché quella persona ha subito un intervento e quindi in ospedale gli hanno dato della morfina. Occorre molta attenzione nell’intero processo”.
Oltre 5.000 sono gli esami richiesti dai SerT di Lecco e Bellano. “I SerT di Lecco e Bellano- ha spiegato il dottor Masoudii Asgkar- si rivolgono al laboratorio per esami di tipo clinico per pazienti in cura metadonica, ovvero esami senza valenza medico- legale, ma anche per esami di medicina legale.

Il dottor Masoudii Asgkar del SerT

Questi ultimi sono richiesti generalmente dal tribunale, dal tribunale dei minori nel caso in cui un genitore od entrambi siano consumatori per tutelare il minore, per scopi lavorativi, ovvero per valutare se i lavoratori fanno uso di sostanze ed infine nel caso in cui una persona sia trovata in possesso di sostanza stupefacente. La maggior parte degli esami richiesti, circa 5.000, sono di natura clinica, sono solo 350”.
Carolina Dell'Oro
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