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Scritto Giovedì 25 novembre 2010 alle 16:19

Cassago: don Gino Rigoldi parla all'oratorio dei giovani d'oggi, dall'educazione al sesso

Don Gino Rigoldi
Nella serata di martedì 23 novembre ha avuto luogo presso la sala conferenze dell'Oratorio di Cassago un incontro con don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano. L'evento, dal titolo ''Teoria e pratica della vocazione alla santità'', rientrava nell'ambito dell'iniziativa ''Santi per Vocazione'', organizzata proprio dalla parrocchia cassaghese.
Il sacerdote ha esordito raccontando dal suo punto di vista, alcuni tratti caratteristici della nostra società e delle ragioni per cui i giovani rischiano oggi di assumere comportamenti deviati. "Il più grosso rischio che un ragazzo può correre oggi" ha detto "è quello di vivere ad un livello troppo basso, senza pretese, assecondando la purtroppo comune tendenza depressiva. Quest'ultima deriva soprattutto da un altro aspetto tipico della nostra società, dove è tanto rara l'attitudine a cercare una virtù in qualcuno quanto è veloce la capacità di individuarvi un vizio o un difetto. Tale aspetto tipico, tra l'altro, è all'ordine del giorno soprattutto nel mondo politico attuale, dove la prima cosa che si fa è giudicare una persona. Chi vuole davvero avere una dignità deve essere sempre attivo e trovare nell'altro un lato positivo sul quale costruire il rapporto e condividere esperienze".
Don Gino Rigoldi ha poi spostato il suo discorso su temi come l'educazione dei figli e la famiglia; in particolare, l'attenzione è stata focalizzata sul ruolo che sentimenti come l'amore e la fede possono ricoprire e ricoprono in questi ambiti. "L'educazione ricevuta" ha spiegato il sacerdote "è naturalmente la base fondamentale per i figli; questo processo parte addirittura dalla cura che i genitori hanno della propria vita di cristiani e di nucleo familiare. Si diventa grandi a seconda del rapporto che si stabilisce con gli altri, relazionandosi e facendo insieme delle scelte. A Milano il 60% dei matrimoni si conclude con una separazione. Tuttavia non ha senso dire che ciò non succede perché nella società moderna c'è poco amore; piuttosto, tanto tempo fa, vi era maggior spirito di sacrificio e senso di responsabilità".



In seguito, il sacerdote ha elencato le tante difficoltà ed incoerenze presenti nei mondi dell'istruzione e dello sport delle periferie milanesi dove egli opera spesso: luoghi difficili come Baggio, Giambellino e Quarto Oggiaro. "Lo sport e la scuola" ha detto "potrebbero rappresentare - per i tanti ragazzi che nelle periferie di Milano sembrano non avere prospettive - dei modi per diventare grandi; tuttavia, la gestione grossolana e portata avanti su numeri di ragazzi troppo elevati, impedisce ad educatori, professori, maestre ed allenatori di creare ed approfondire rapporti veri coi ragazzi".



Infine, don Gino Rigoldi ha parlato di sessualità, definendola un grande dono di Dio. "Troppo spesso" ha detto "i ragazzi arrivano ad avere una visione distorta del sesso poiché lo scarso dialogo coi genitori riguardo tale tema li porta ad apprendere tutto in maniera erronea dai compagni più grandi, dai siti internet e dai programmi a luci rosse che vengono passati in televisione ogni notte. Così, la sessualità, anzichè costituire un potenziale luogo di crescita degno di essere nobilitato, diviene solo una banale merce di consumo".
Il terzo ed ultimo appuntamento di questo ciclo di incontri è in programma per mercoledì 1 dicembre, sempre alle ore 21, con don Saverio Xeres, storico della Chiesa.
Alberto Molteni
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