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Scritto Venerdì 26 novembre 2010 alle 18:23

Barzago: ecco la nostra risposta alla mozione sulla sicurezza in paese

RISPOSTA A MOZIONE E INTERROGAZIONE SULLA SICUREZZA IN PAESE
Consiglio Comunale del 25 novembre 2010

Ritengo di fornire una risposta e formulare qualche osservazione sia sulla mozione che sull'interrogazione presentati dalla minoranza, in quanto vertono entrambe sulla sicurezza.

Si tratta di due richieste dal punto di vista formale non molto corrette, in quanto la mozione non contiene una proposta di deliberazione e l'interrogazione (diversa dall'interpellanza) prevede per sua natura solo una risposta scritta senza alcuna discussione. Tuttavia abbiamo posto gli scritti all'OdG perchè mi pare necessario fare un po' di chiarezza su questi argomenti, spesso abusati ed utilizzati dalla Lega Nord, partito di riferimento della minoranza, per fare un po' di propaganda.

Il tema della sicurezza dei cittadini e del loro patrimonio è invece un tema molto sentito da questa Amministrazione, tanto è vero che nel Consiglio Comunale del 27 novembre 2009, quindi esattamente un anno fa, abbiamo presentato un apposito ordine del giorno, votato anche dalla minoranza.

Consiglio di rileggerlo, quell'OdG, poichè conteneva la richiesta più seria e concreta che si possa fare in tema di sicurezza, e cioè il rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine sul nostro territorio.

Le mozioni fotocopia, pervenute da Lecco, tentano di spostare il problema sulla solita questione degli stranieri clandestini, evitando colpevolmente di dire che nel frattempo il Governo taglia pesantemente i soldi alle stesse Forze dell'Ordine.

Dalla stampa (Repubblica del 22 novembre 2010) leggiamo che "il nord è la parte del Paese nella quale c'è il maggior vuoto di organico delle forze di polizia impegnate "nel controllo del territorio": mancano 7250 unità fra polizia carabinieri e guardia di finanza..."

Le Forze dell'Ordine avevano perfino manifestato in piazza a Roma (quotidiani del 28 ottobre 2009) ribadendo che "Mancano macchine e benzina. Gli uffici non riescono a far fronte alle pratiche. E il governo taglia, nonostante le promesse..." Ridotto di oltre 40mila unità il numero degli operatori in servizio e la "sottrazione del il 44% delle risorse alle attività operative e organizzative". Tutto questo incide e inciderà ancor di più dal 2010 sul "reale controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine" e quindi "sulla sicurezza dei cittadini".

Insomma si fa molta propaganda, con la speranza che paghi in termini elettorali, ma la minoranza sbaglia nettamente l'obiettivo delle richieste. Le proteste vanno indirizzate a loro stessi, che per il momento sono a Roma e governano il Paese.

 

Gli scritti presentati sembrano dipingere Barzago come un covo di malviventi, dove la criminalità dilaga. Bisognerebbe che i consiglieri di minoranza leggessero e studiassero meglio i dati relativi ai fenomeni legati alla criminalità. Un problema certo da non sottovalutare ma da considerare seriamente, e proprio per questo da non usare come facile slogan di partito.

Analizzando i dati ufficiali relativi ad esempio ai furti (l'evento criminoso più presente, dato che le rapine, gli omicidi, gli stupri, ecc. sono, per fortuna, praticamente inesistenti a Barzago) troviamo che nei primi otto mesi del 2010 sono stati 6. Notevolmente inferiori, anche in termini percentuali, a quello che succede in tanti paesi vicini.

Il 16 novembre scorso, in occasione del festeggiamento dei 15 anni della Provincia di Lecco, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, intervenuto per festeggiare l'anniversario dell'istituzione della Prefettura e della Questura, ha affermato (Il Giorno, 17 novembre 2010) che "...il Lecchese è un'isola felice, le statistiche relative alla criminalità presentano dati al ribasso, eppure gli abitanti non hanno la sensazione di vivere in un territorio sicuro".

Leggo inoltre nel "Rapporto sulla criminalità" redatto dal Ministero dell'Interno (anno 2007) che "...i tassi a livello regionale dei furti in appartamento confermano un calo comune a tutte le regioni tra il 30 e il 40% nell'ultimo decennio. In particolare, le regioni del Nord-est (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige) registrano rispettivamente un calo del 52, del 66 e del 66%. L'Emilia-Romagna appare in controtendenza con un calo solo del 16% (da 393 furti nel 1996 a 331 nel 2006) rispetto al 35% della Lombardia (da 497 a 324) e del 41% della Toscana (479 a 282)".

Noi siamo meno ottimisti del Ministro Maroni, e riteniamo che ad esempio il furto nelle abitazioni resti un fenomeno molto pesante per la nostra gente, ma i dati e lo stesso ministro ci dicono che probabilmente siamo in una situazione che si può tenere sotto controllo. Basterebbero più risorse da parte del Governo.

Aggiungo che io non mi soffermerei, parlando di sicurezza dei cittadini e di criminalità, ai soli furti, nè tantomeno legherei la microcriminalità alla presenza degli stranieri o dei clandestini. Così si rischia di non vedere la realtà del fenomeno e si fanno solo chiacchiere superficiali.

Esistono, anche a Barzago, altri problemi di malvivenza e di calo della sicurezza di cui la minoranza non parla. Ad esempio la circolazione della droga, che coinvolge giovani e non, le stragi del sabato sera, le violenze domestiche, le truffe finanziarie. E qui i clandestini non c'entrano quasi per niente.

Ci viene chiesta una politica "più rigida nei confronti dell'immigrazione clandestina...". Ma la minoranza sa di che cosa sta parlando? Nessun straniero viene in Comune a chiedere documenti se non possiede il permesso di soggiorno. Gli uffici svolgono un lavoro molto accurato sul rilascio di residenze, ricongiunzioni, idoneità di alloggi, da parte degli stranieri.

I clandestini sono stati individuati semmai tra i muratori che lavoravano ad un condominio in viale Rimembranze, ingaggiati da imprenditori che sui clandestini vogliono risparmiare soldi e ottenere maggiori profitti. Imprenditori che magari sono in prima fila a rivendicare la sicurezza che qui viene richiesta. Chi allora dovrebbe andare in galera?

La nostra Amministrazione considera la clandestinità un fenomeno negativo. Ma va eliminato alla radice attraverso gli accordi internazionali (altro che l'amico Gheddafi!) e la soluzione dei gravi squilibri tra nord e sud del mondo. Si facciano anche le espulsioni per chi non rispetta le regole, ma non si chieda a Sindaci e Vigili di effettuare "rastrellamenti" in paese. Questa è una richiesta vergognosa, indegna di un paese come il nostro, che io ritengo civile, accogliente, caritatevole.

Dovremmo andare a cercare eventuali badanti "clandestine" ed arrestarle mentre accudiscono giorno e notte ai nostri anziani e ai nostri malati? Dovremmo segnalare e portare in questura i genitori di qualche bimbo perchè hanno chiesto di mandarlo a scuola? Dovremmo rovinare qualche famiglia dove un coniuge non ha le carte in regola? Mi si dice per favore in quali Comuni, vicino al nostro, vengono attuati questi interventi?

La legge prevede che chiunque possa segnalare i clandestini all'autorità pubblica? Nel nostro lavoro, teso a risolvere i problemi dei barzaghesi, noi non troviamo al momento clandestini. Se la minoranza è in possesso di elenchi li segnali, se crede, alle Forze dell'Ordine.

E' comunque curioso rilevare che, da parte governativa, l'espulsione concreta dei clandestini dal territorio nazionale è praticamente nulla. Il già citato "Rapporto sulla criminalità" del Ministero degli Interni afferma (pag. 345) che nel 1998 " ...il numero degli espulsi netti, cioé degli stranieri irregolari che fanno ritorno al proprio Paese, è assai basso e si aggira attorno al migliaio di individui. Dal 1990, anno di introduzione della legge 39/1990 il numero di espulsi prende a crescere, anche se ancora molto lentamente. È, invece, dall'introduzione della legge 40/1998, la Turco-Napolitano, che si registra una rapida impennata del numero di espulsi, che triplicano di numero dal 1998 al 2000. Tale crescita continua fino a raggiungere un picco nel 2002. Da quell'anno, però, che coincide con l'approvazione della legge cd. Bossi-Fini, la curva prende a diminuire anno dopo anno e nel 2006 il numero di espulsi netti in Italia è tornato ai livelli dell'esordio della legge 40/1998". Come al solito mancano condizioni, fondi e mezzi.

Passiamo alle telecamere. Esse sono in funzione e vengono consultate da carabinieri e polizia. Il nostro vigile è tornato diverse volte in ufficio in orari serali e festivi per consentire alle Forze dell'Ordine la visione dei filmati.

Tuttavia, come già riferito nel precedente Consiglio Comunale, sono stati valutati interventi tecnici e stanziate ulteriori risorse per il miglioramento del ponte radio e del software in uso, al fine di aumentare la risoluzione delle immagini e renderne più efficace la lettura.

Per la nuova caserma dei Carabinieri a Barzanò la minoranza sbaglia indirizzo. La richiesta di stanziamento di fondi va rivolta a chi governa a Roma, quindi ai loro parlamentari, i quali, è bene ricordarlo, hanno votato contro a questa ipotesi quando invece i nostri, di parlamentari, lo hanno espressamente chiesto.

Da parte nostra, con l'Ordine del Giorno sulla sicurezza del 27 novembre scorso, abbiamo già chiesto i fondi per il commissariato (poi trasformato in caserma dei carabinieri) e abbiamo concretamente inviato tutto quanto a Roma. Ma il Prefetto di Lecco, con lettera datata 8 gennaio 2010, ci ha risposto che "... L'ipotesi dell'apertura di un nuovo Commissariato, alla luce delle direttive ministeriali, non appare al momento percorribile, come fatto presente a vari livelli dal Ministero dell'Interno" (leggasi Maroni).

Infine la prostituzione. Già la stampa ha ironizzato sulla vicenda, parlando di una presenza "stagionata". Non si tratta certo di giovani minorenni pagate 10.000 euro a volta, come succede dalle parti di Arcore, aggiungiamo noi.

E' evidente che non approviamo la pratica della prostituzione, ma anche in questo caso la minoranza sta esagerando. Non ci pare che a Barzago ci sia ora un fenomeno di tale rilievo da invocare l'emergenza e una grave minaccia per la sicurezza sociale.

Tuttavia qualche intervento lo abbiamo comunque fatto. Nonostante ci siano leggi statali che regolano la materia e Forze dell'Ordine preposte per intervenire, il Comune ha attuato tempo fa alcuni interventi per impedire l'accesso delle auto in fondo alla via Parini e per eliminare episodi di abbandono di rifiuti.

Ma se parliamo di sosta ai margini del manto stradale provinciale temo che la richiesta del divieto sia di competenza ... della Provincia.

Meno propaganda quindi e più attenzione alla qualità della vita complessiva della nostra comunità. Qualità che è data anche da maggiori occasioni per stare insieme, da maggiori iniziative culturali, da maggior interesse gli uni per gli altri, da maggior solidarietà e accoglienza. Il fenomeno della clandestinità va controllato e contrastato. Ma contrastiamo anche l'indifferenza, l'egoismo, l'individualismo. Saremmo tutti più ricchi, almeno dentro.

Il sindaco Mario Tentori
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