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Scritto Venerdì 10 dicembre 2010 alle 15:15

Oggiono: Turba all'attacco sulla 'cittadella'. Se esiste un progetto vogliamo conoscerlo

Il consigliere Giancarlo Turba
Sempre più spesso si è sentito parlare del progetto dell'amministrazione comunale oggionese di realizzare la cosiddetta "cittadella dei servizi", una nuova struttura che dovrebbe ospitare gli uffici al servizio del cittadino, dal nuovo municipio all'ufficio postale, tutti accorpati nel medesimo edificio. Si tratterebbe di un'opera ingente, una vera e propria rivoluzione per Oggiono, che pare dovrà sorgere nella cosiddetta area ex multisala di via Kennedy, per la quale la precedente amministrazione comunale aveva raggiunto un accordo con il privato (supermercati Rex) che prevedeva la destinazione a verde del soprasuolo e la realizzazione di parcheggi interrati.

Tuttavia l'attuale amministrazione Ferrari ha già concesso due proroghe alla stipula di questa convenzione, non nascondendo la volontà di valutare condizioni "più vantaggiose" per il comune e "differenti possibilità di sistemazione del soprasuolo". Nonostante della cittadella si sia già sentito molto parlare, allo stato attuale niente di ufficiale in merito a questo nuovo progetto è ancora passato dai banchi del consiglio comunale. A sollevare la questione e a chiedere chiarimenti è il consigliere di minoranza Giancarlo Turba, ex presidente e attuale vice presidente della Commissione Lavori Pubblici, che reclama una "maggior trasparenza" sul problema, da affrontare "con la collaborazione di tutti i cittadini, a partire dalla minoranza consiliare".

Di seguito l'intervento integrale del consigliere Turba:

Vedo sempre più spesso sulla stampa locale rincorrersi notizie in merito alla “cittadella” o “cittadella dei servizi” che l’amministrazione comunale sembra avere intenzione di realizzare in luogo dell’area prevista a verde e parcheggi dove sino a poco tempo fa doveva sorgere la multisala, di fianco alla Rex Supermercati.

Sembrano sempre voci che si rincorrono per spegnersi per un certo tempo e poi riaffiorare come alla superficie di uno stagno.

In realtà nessuno ne sa niente (almeno se ci riferiamo alla gente comune) salvo dichiarazioni di quella parte della maggioranza (Pdl) che si è caratterizzata per la sua litigiosità, venendo spesso smentita dai suoi componenti.

Eppure il problema è importante. Se solo ci fosse una parte di verità, sarebbe una rivoluzione per il paese di Oggiono. Si parla di spostare il Comune, accorpare servizi, rimangiarsi il verde recuperato dal progetto abortito della multisala, addirittura si sente parlare di accordi già sottoscritti dalla precedente amministrazione con il privato della Rex e ora da rivedere.

E in fondo a tutto questo c’è impegno economico importante, che impegnerà per un trentennio i conti pubblici, sempre che non si decida invece di provvedere attraverso alienazioni del patrimonio comunale.

Come si vede non è una cosa da poco, e finora è sempre stata affrontata con i “si dice.. si dice”.

Alla luce di queste brevi considerazioni e al fatto che il sottoscritto ha maturato nelle passate amministrazioni un’esperienza di presidente della Commissione Lavori Pubblici e che riveste ora la carica di vice presidente della medesima commissione, ritengo doveroso chiedere alcune cose.

Vorrei una maggior trasparenza su questo tema e vorrei che, vista l’enormità della scelta che si vorrebbe andare a fare (che volenti o nolenti cambierebbe la faccia del paese), il progetto venisse affrontato con la massima collaborazione di tutti i cittadini, a partire dalla minoranza consiliare fino all’ultimo cittadino di Imberido, che peraltro vorrà sapere perché per Oggiono ci sono volontà e soldi per spostare il comune e per Imberido non ci sono stati i soldi e i mezzi per riportarvi le scuole o per risolvere altre problematiche.

Non penso con queste poche righe di affrontare il problema, ma vorrei almeno che si cominciasse a parlarne chiaramente. E’ troppo?

Confido in quei componenti della maggioranza con i quali il dialogo è sempre stato possibile. Da parte mia vi è tutta la disponibilità.

 

Giancarlo Turba

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