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Scritto Martedì 18 gennaio 2011 alle 22:39

Bologna e dintorni: come può morire un bimbo di 20 giorni

Alfonso Galbusera
Sono a Bologna, per lavoro da oltre quattro mesi, vivo la città un po' a rate ..... visto che nei fine settimana sono di nuovo qui nella verde Brianza.
Bologna - dicono - è una città in crisi e non è paragonabile per qualità della vita alla Bologna di 30 anni fa, io però non c'ero e mi sembra la Bologna di oggi una bella città, con iniziative culturali, servizi all'avanguardia, centri di interessi e buona vivibilità.
Perché in una città ancora ricca, attenta ai servizi alla persona, con ancora un qualche senso di comunità sia stato possibile che un bimbo di venti giorni morisse in Piazza Maggiore?
P.za Maggiore è la P.za di Bologna dove si concentrano storia, tradizione, il Palazzo Comunale, la Sala Borsa - spazio multimediale e centro culturale -, San Petronio e l'Arcivescovado. E' una P.za voluta dalla Municipalità di Bologna nel 1200 con l'obiettivo di radunare tutta la popolazione della Città e far discutere a tutti dei problemi e della vita della Città. E' una P.za viva, dove i turisti si mischiano agli studenti ed ai Bolognesi e dove accanto alla Statua di Nettuno vi sono centinai di foto di giovani partigiani che ti guardano ed in qualche modo sembrano ti proteggano.
Però in quella P,za c'è un angolo ( ex bagni pubblici), dove è un po' la riserva indiana degli accattoni, dei senza fissa dimora, dei giovani con i cani è un angolo dove le persone che stazionano li sono invisibile a tutti.
Anche io nei giorni dell'epifania stazionavo spesso con la famiglia in P.za Maggiore e come tanti altri non mi sono accorto di quella famiglia con tre figli piccoli che faceva la spola tra la Sala Borsa e l'angolo degli accattoni, come gli altri ero intento ad altre cose: guardare il panorama, giocare con i figli, entrare nei musei ( Bellissimo quello della Musica , dove il giovane Mozart fu aiutato nel suo compito da un burbero frate ) , andare per negozi, mangiare i tortellini da Turrini, non ci siamo accorti della vicinanza - fisica - del disagio.
Credo che questa "illusione ottica", sia stata un "Illusione sociale" , istituzioni, soggetti privati, associazioni di volontariato, la chiesa i servizi sociali e socio/sanitari a vario titolo sono intervenuti sul " caso", tutti per il proprio pezzo e forse con la propria miopia. A volte fare "rete" non è per nulla scontato .....
Non so perché un bimbo di 20 giorni è morto in P.za Maggiore, non sta a me fare diagnosi, in questi giorni molti si sono affannati a dare spiegazioni, ed ovviamente a trovare dei possibili colpevoli, credo però che in questi giorni post feste di Natale il clima in città sia cambiato. I Bolognesi si sono visti togliere l'ultima foglia di fico di un welfare rassicurante e che riesce a intervenire dappertutto. Questo nel 2010 non è più possibile e non solo per questioni di soldi e di tagli ( il welfare emiliano pur con i tagli di quest'anno è sorretto da forti interventi pubblici, basti pensare che Bologna spende per i bambini oltre 70 milioni di euro all'anno ), ma perché la Società è cambiata ed a volte non è più in grado di accorgersi di un bimbo di 20 giorni.
Alfonso Galbusera
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