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Scritto Mercoledì 19 gennaio 2011 alle 15:45

Questa non è politica, questo non è rispetto delle Istituzioni

Giliola Sironi
In questi giorni convulsi che ruotano attorno alle vicende "private" (?) del Presidente del Consiglio non posso non ricordare una serie di avvenimenti che riguardano un passato neppure molto lontano, ma che invece dovrebbero far riflettere politici di ogni schieramento e semplici cittadini.

 

Perché se è vero che il potere appartiene al popolo che lo esercita nei modi e nei tempi stabiliti dalla Costituzione, è altrettanto vero che i cittadini si formano idee e opinioni leggendo i giornali ed ascoltando i telegiornali.

 

Torno al passato (perché la storia è fatta dalle esperienze e le esperienze sono la somma di errori e solo ricordandoli e facendone tesoro evitiamo di commetterne in futuro) appunto per ricordare a tutti noi:

  • gli stessi giornali e telegiornali che allora invocavano le dimissioni di politici "inquisiti per tangentopoli con il solo avviso di garanzia e senza alcun processo avvenuto" oggi sono schierati a difesa della "presunta innocenza sino a sentenza definitiva";
  • la Lega (che allora sbandierava le manette a significare che appena uno fosse anche solo "sospettato" di essere coinvolto doveva andare a casa) oggi per mantenere il potere romano e qualche posto di ministro non batte ciglio e difende il potente di turno;
  •  nessun giornale o telegiornale ha mai dato con la stessa intensità, con lo stesso numero di volte e con la stessa evidenza le notizie delle successive assoluzioni;
  • Berlusconi è sceso in politica proprio all'indomani di "tangentopoli" raccogliendo i voti degli elettori di quei partiti che i suoi telegiornali e giornali avevano massacrato.

 

Forza Italia ha di fatto poi accolto molta parte di quei politici (anche condannati con sentenza definitiva per corruzione) proponendoli nelle proprie liste e portandoli in Parlamento senza che per questo la Lega ponesse all'alleato Berlusconi alcun vincolo.

 

Oggi ci si dice che occorre guardare oltre, che Berlusconi è "perseguitato" dai giudici, che sinora è sempre stato assolto, che della sua vita privata può fare quello che vuole se governa bene:

· intanto non è vero che sia stato sempre assolto: semplicemente sono state fatte leggi votate anche dalla Lega che hanno fatto decadere moltissimi processi che vedevano come imputato Berlusconi (che differenza con il Sen. Andreotti che si è fatto processare sempre!);

· la vita privata di un personaggio pubblico non è mai del tutto tale perché i saggi dell'antica Roma (culla di civiltà e senso dello Stato) dicevano che la "moglie di Cesare non solo deve essere onesta ma deve apparire tale". Infatti dai giornali del Premier sono state chieste le dimissioni di Marrazzo per le sue frequentazioni che per numero e modalità non sono lontanamente paragonabili a quelle che leggiamo oggi e quindi...;

· il presidio di numerosi carabinieri e poliziotti di Villa San Martino e delle altre residenze di Berlusconi diventa una "spesa con soldi di noi cittadini" del tutto inutile se vi si può entrare senza un minimo di controllo da parte delle Forze dell'Ordine visto che il Capo del Governo concede l'accesso a chiunque vada alle sue cosiddette feste ivi comprese ragazze che poi pensano a ricattarlo;

· la presenza di alcune "nominate" (e quindi automaticamente) elette in Parlamento e nelle varie Assemblee con indennità di carica molto, molto sostenute (che mi pare abbiano ottenuto quei posti più quale "ricompensa" per le loro attività di "accompagnatrici delle ospiti" e di "padrone di casa" delle festicciole di relax del Capo che per il loro curriculum professionale o politico) fanno riflettere sulla necessità che ai cittadini venga riconsegnato subito il diritto di scegliere la persona da mandare nelle Istituzioni.


Da ultimo, consentitemi una riflessione: tra questo tourbillon di amiche o presunti tali, di amici e faccendieri, di presunti amici e profittatori mi pare necessario ricordare le due lettere a quotidiani nazionali dalla moglie del Cav. Veronica Lario.

Quella a Repubblica che, riletta oggi, sembra più un primo tentativo di correggere i comportamenti del marito utilizzando il mezzo che a lui più preme (cioè la stampa) come se tutte le altre strade fossero state inutilmente tentate.


Di quella al Corriere di qualche mese fa ricordo l'appello della signora Lario: "Ho cercato di aiutarlo...ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E' stato tutto inutile. Credevo avessero capito...mi sono sbagliata. Adesso dico basta".


Con queste ultime e pubbliche parole Veronica ha dimostrato di essere l'unica ad avere a cuore le sorti del marito e dei propri figli e di "amare" veramente la famiglia e Berlusconi.


Solo chi ama profondamente e disinteressatamente arriva al punto di mettere in piazza gli errori e le debolezze del proprio uomo, dei propri figli, dei propri familiari per cercare di mettervi riparo.


Ma non è servito ed il sultano ha continuato nella sua folle ed inutile ricerca della "giovinezza" in un inconscio "cupio dissolvi".

Giliola Sironi
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