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Scritto Giovedì 20 gennaio 2011 alle 17:36

Degrado e sporcizia regnano nelle stazioni della Lecco-Monza via Molteno che quest'anno taglia il traguardo del secolo d'età

A distanza di 8 mesi dal nostro ultimo “sopralluogo” tra le stazioni oggionesi della linea ferroviaria Monza – Molteno – Lecco, la situazione generale di edifici, binari e sale d’aspetto  non ha subito sostanziali miglioramenti, eccezion fatta per una maggiore pulizia degli spazi riservati al pubblico nella stazione di Molteno e una maggior disponibilità di macchine obliteratrici funzionanti.

Le stazioni del “Besanino” continuano a versare in uno stato di degrado diffuso, sottolineato dalle sconsolanti e spoglie sale di aspetto arredate con scomode panche in legno risalenti agli anni ’80, “decorate” dai graffitari di turno con frasi e slogan sovente di dubbio gusto. Stesso discorso per quanto riguarda le pareti degli spazi interni ed esterni, ricoperte da disegni e frasi delle tipologie più disparate che richiamano alla memoria le periferie delle grandi metropoli, in netto e palese contrasto con i verdi paesaggi della Brianza posti soltanto a pochi metri di distanza dai binari.



L'esterno della stazione di Costa

Il nostro piccolo viaggio è iniziato dalla stazione di Costa Masnaga, collocata alle porte del paese a poca distanza dalla statale Milano – Lecco.
Praticamente assente il posteggio, limitato a una decina di stalli dove la sosta massima consentita dal disco orario risulta essere un’ora, un tempo insufficiente anche soltanto per svolgere una breve commissione a Lecco o a Monza. Un altro parcheggio, più ampio, risulta però riservato agli utenti “autorizzati FS”.


Ad un primo sguardo lo stato di conservazione della stazione risulta essere sconfortante, tra muri ricoperti di scritte e una sala d’aspetto ridotta ai minimi termini con pochissimi posti a sedere, scomodi e imbrattati di pitture.
A “salvarsi” nella sala d’aspetto sono il monitor riportante gli orari dei treni, correttamente funzionante, e la macchina obliteratrice attiva poco più sotto, oggetto tuttavia di guasti periodici a detta di alcuni pendolari.



L'interno della sala di aspetto di Costa

Difficile, data la totale mancanza di indicazioni, individuare la presenza dei servizi igienici, presumibilmente ancora fuori uso dopo la nostra ultima visita dello scorso maggio.



La stazione di Molteno

Migliore la situazione della stazione di Molteno, ripulita dagli addetti in tutti gli spazi riservati al pubblico. Anche le condizioni dei servizi igienici, precedentemente descritte come pessime, hanno subito alcuni miglioramenti grazie alla scelta di subordinarne l’apertura alla richiesta delle chiavi al personale di servizio. Dignitosa, seppur nelle consuete condizioni “spartane”, la sala d’aspetto, con pochi posti a sedere ma con il monitor luminoso e l’obliteratrice funzionanti.


Sottodimensionati rispetto all’utenza i posteggi auto, in tutto una quindicina, collocati nel piazzale di via Stazione oggetto nei prossimi anni di un progetto di restyling da parte dell’amministrazione comunale.



Il posteggio della stazione di Molteno

Condizioni più che accettabili per la stazione di Oggiono, munita di una sala d’aspetto ben tenuta - seppur limitata nel numero di posti a sedere sulle classiche panche in legno - e di una biglietteria automatica, al momento non funzionante.



L'atrio della stazione di Oggiono

Da segnalare inoltre la presenza di un telefono pubblico, uno dei pochi rimasti in paese, e di servizi igienici in condizioni accettabili. Buona la capacità dei parcheggi, considerando la possibilità di lasciare la propria auto nelle strade vicine oltre al piazzale della stazione.

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Il piazzale della stazione oggionese

Cambiando linea ferroviaria, le condizioni peggiori le abbiamo riscontrate all’interno della stazione di Rogeno, abbandonata a sé stessa ormai da anni .



La facciata della stazione di Rogeno

Ad accogliere i viaggiatori sono in questo caso calcinacci, intonaci e vetri rotti sparsi attorno ai muri dell’edificio, dove all’ingresso della “sala d’aspetto” è sufficiente un solo sguardo per scoraggiare i passeggeri più temerari dall’avventurarsi all’ingresso della struttura.



Scritte sui muri, sporcizia e la totale mancanza di arredi o macchine obliteratrici fanno pensare al completo disuso della saletta, collocata tra l’abitato di Casletto e le erbacce che la separano dai binari. La prima sensazione che ci ha pervaso lasciando l’edificio è stata quella di abbandonare una “stazione fantasma”, nonostante l’orario prossimo al mezzogiorno.



Il "prato" tra la stazione e i binari

Ovunque, nel nostro piccolo tragitto ferroviario, abbiamo potuto constatare un certo senso di decadenza a carico delle stazioni, spesso scrostate o danneggiate negli intonaci, vittime dell’incuria e soprattutto dello scarso senso civico dimostrato da alcuni utilizzatori. Ad un visitatore proveniente da fuori Provincia il tratto oggionese della Monza – Molteno – Oggiono si presenta incredibilmente vario nei paesaggi e negli ambienti attraversati dalla ferrovia, con un panorama idilliaco destinato a spegnersi improvvisamente dopo aver posato piede nelle stazioni.
Roberto Bonfatti
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