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Scritto Sabato 29 gennaio 2011 alle 10:03

Casatenovo: ipotesi tariffa agevolata per le associazioni che usano le sale comunali

Una serie di ipotesi per cercare di sostenere il più possibile le associazioni nonostante i due decreti emessi nel 2010
Il municipio di Casatenovo
impediscano ai comuni sopra i 5mila abitanti di erogare contributi ed effettuare sponsorizzazioni.
Dopo la riunione tenutasi la scorsa settimana con i sodalizi casatesi, il sindaco Antonio Colombo e l'assessore Marta Comi stanno analizzando per filo e per segno i contenuti del decreto per cercare di trovare degli escamotages che consentano di proseguire nell'opera di sostegno ai gruppi sportivi e culturali.
Si rivolge proprio a queste due categorie, il nuovo dictat del Governo, salvando invece le associazioni che operano nel settore socio-assistenziale.
Alla fine del mese di dicembre, in una seduta di giunta, l'amministrazione Colombo aveva approvato una delibera per concedere l'uso gratuito di alcune sale comunali ai gruppi casatesi. Una prassi che andava avanti da tempo ma che ora, a meno di ripensamenti, dovrà essere abolita.
"Sarà necessario riscrivere il regolamento per l'utilizzo degli spazi comunali - ha spiegato il sindaco Colombo - perchè purtroppo la concessione gratuita alle associazioni non è più ammissibile. A questo proposito stiamo valutando la possibilità di proporre due tipologie di tariffe, di cui una agevolata rivolta a sodalizi, partiti politici e gruppi consiliari. Non abbiamo ancora preso una decisione definitiva, ma si tratterà di una cifra simbolica".
Resta un provvedimento particolarmente ''nefasto'' per le associazioni che, non agendo a scopo di lucro, traevano dalle sovvenzioni comunali buona parte della loro sussistenza. Con le nuove regole, stando a quanto è stato possibile interpretare fino ad ora, i contributi saranno se non azzerati almeno ridotti di oltre due terzi.
Particolarmente critica l'assessore Comi che aveva espresso tutta la sua perplessità rispetto a questa nuova norma. ''Trovo questa legge veramente assurda perchè si va ancora una volta a penalizzare realtà che operano senza scopo di lucro, ma al contrario offrono un servizio aggregativo e di svago a beneficio dell'intera cittadinanza".
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G.C.
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