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Scritto Martedì 08 febbraio 2011 alle 17:32

Nibionno: sgominata dalla Polizia la banda che aveva tentato di mettere a segno un furto alla Posta. In manette 13 individui

L'ufficio postale di Nibionno
Una vera e propria mappa degli uffici postali da svaligiare, situati quasi sempre in piccoli comuni del Nord Italia: l'ha disegnata, utilizzando Internet, una nomade di Brescia, a capo di una banda di ladri che, nel giro di qualche mese, ha svaligiato numerose sedi delle Poste in Piemonte, Lombardia e Liguria.
La banda è stata sgominata dalla Polizia Stradale di Domodossola, che nelle prime ore di domenica ha dato esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettante persone, tutte di nazionalità italiana e specializzate nella commissione di reati di furto ai danni di esercizi commerciali e uffici postali dell'Italia nord-occidentale.
2 individui sono stati inoltre arrestati in flagranza di reato mentre effettuavano un colpo alle poste e una è finita in manette a seguito di una perquisizione delle forze dell'ordine nella sua abitazione.
Tra gli obiettivi, anche Nibionno, dove lo scorso 2 aprile si era verificato un tentativo di furto ai danni dell'ufficio postale di Tabiago.
In provincia di Lecco sono stati arrestati su ordine del Gip del tribunale di Verbania, due individui. Si tratta di Santo Gennuso, 40enne di Calolziocorte e di Flavio Falvo, 46enne di Vercurago, tradotte presso il carcere di Pescarenico.
I fermi sono stati eseguiti oltre che dal personale dell'ufficio anticrimine del commissariato di Domodossola, anche dalla squadra di polizia giudiziaria della Stradale di Lecco e dalla Squadra Mobile della Questura.
Nel corso dell'operazione sono stati impiegati 70 uomini che hanno eseguito gli arresti nelle province di Brescia, Bergamo, Lecco e Varese.
Un'intensa attività delittuosa, quella della banda, che veniva preceduta da un'accurata fase preparatoria, consistente nell'effettuazione di sopralluoghi e nell'individuazione del momento più adatto a mettere a segno i colpi.



Le indagini sono state supportate da un'attività di intercettazione telefonica che ha consentito di scoprire che tutti i soggetti utilizzavano una terminologia specifica per accordarsi sul furto, riconducibile al significato che quella sera avrebbero perpetrato il colpo all'obiettivo pianificato.
La banda, ben organizzata, giungeva sui luoghi del furto con molti veicoli, che spesso fungevano da ''palo'' per segnalare la presenza di persone sospette o l'arrivo delle forze dell'ordine.
Per quanto riguarda il modus operandi, era sempre il medesimo, soprattutto per quel che concerne gli uffici postali. I malfattori individuavano una finestra sul retro dello stabile, poco visibile dalla strada. Quest'ultima veniva divelta con l'ausilio di un flessibile, mentre il sistema di allarme veniva disattivato. Una volta entrati nei locali, i ladri asportavano casseforti o cassette di sicurezza contenenti denaro, che venivano caricate su furgoni e aperte solo in seguito.



A Nibionno però, il furto in posta non era riuscito. Ad accorgersi del tentato colpo, era stata la direttrice stessa all'apertura degli uffici. I malviventi in un orario compreso tra le ore 1,45 e le 3,15 si erano portati all'esterno dello stabile e dopo aver scavalcato il cancello, avevano disattivato il sistema di allarme e manomesso le telecamere. Per raggiungere i locali della posta, i ladri avevano deciso di sfruttare la presenza di un locale attiguo, di proprietà del comune, ovvero il centro sportivo di Tabiago. Con l'ausilio di un flessibile erano riusciti a praticare un grosso buco sulla parete, creandosi un varco per poter penetrare nella Posta e compiere il furto studiato. Cosa fosse successo poi non è dato sapere. Forse i ladri avevano udito il sopraggiungere della pattuglia di carabinieri portatasi sul posto per un controllo. Sta di fatto che nulla, in quella circostanza, era stato prelevato dall'ufficio postale.
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