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Scritto Mercoledì 09 febbraio 2011 alle 14:35

Decanato Oggiono: 250mila euro per il Fondo famiglia-lavoro. In aumento le famiglie con reddito mensile inferiore ai 500 euro

Il periodo di crisi, come ormai noto, ha colpito duramente negli ultimi due anni le famiglie italiane, costrette a fare i conti mensilmente con bilanci sempre più risicati e con spese ridotte all’osso per far quadrare i conti.
A subire la crisi nell’ultimo biennio sono state anche le famiglie oggionesi, come emerge dal rapporto annuale stilato dalla Caritas decanale di Oggiono riguardante il “Fondo Famiglia – Lavoro”, iniziativa di aiuto concreto ai nuclei familiari colpiti dalla perdita dei posto di lavoro e dalla congiuntura economica sfavorevole voluta nel 2008 dall'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi.
Lanciato per la prima volta nel 2009, il Fondo ha raccolto nel solo circondario oggionese la presentazione di 156 domande di contributo, 115 delle quali giudicate meritevoli per l’erogazione dei fondi.


Sempre a livello locale  il 2010 ha visto distribuire tra gli assegnatari del Fondo la cifra complessiva di 250.500 euro, di cui 25.995 raccolti tramite offerte dirette al decanato.
Dati preoccupanti se confrontati con quelli registrati nell’anno precedente, dove a fronte di 117 domande soltanto 61 vennero giudicate meritevoli di contributo (pari a circa la metà di quelle registrate nel 2010).
In aumento, conseguentemente al maggior numero dei contributi assegnati, l’importo totale distribuito alle famiglie passato dai 147.200 euro del 2009 ai 250.500 del 2010.
In aumento (seppur insufficienti a coprire il fabbisogno delle famiglie locali) anche le offerte dirette al decanato di Oggiono, passate da 18.734 a 25.995 euro.


A inoltrare la domanda presso la Caritas oggionese sono stati in prevalenza soggetti maschili (nel 92% dei casi) provenienti nel 71% dei casi da paesi esteri (111 stranieri a fronte di 45 italiani). Una situazione che si discosta dalla media registrata dalla Diocesi di Milano, dove è stata rilevata una sostanziale parità nei contributi assegnati a cittadini stranieri e italiani.
Nella gran parte dei casi, il soggetto richiedente si è rivelato essere coniugato (82% dei richiedenti), di età compresa tra i 25 e i 55 anni e genitore di 3 o 4 figli minori.
Tra le categorie di lavoro più rappresentate nel Fondo Lavoro – Famiglia (e quindi tra le categorie che maggiormente hanno risentito della crisi economica) figurano nel 2010 gli operai generici (68%), seguiti da quelli specializzati (21%) e dagli artigiani (6%).


Di questi, oltre la metà (62%) risulta essere disoccupato da meno di un anno e interessato da situazioni precarie: cassa integrazione (27%), contratto a termine non rinnovato (31%), licenziamento (27%).
Autentico periodo “nero” per le posizioni lavorative si è rivelato essere il primo semestre del 2009, dove nel 60% dei casi si è concentrato l’insorgere del problema lavorativo.


Particolarmente pesante sul fronte dei bilanci domestici è risultato essere il basso reddito del nucleo familiare dei richiedenti, dichiarato dal 67% dei richiedenti inferiore ai 500 euro mensili e appena sufficiente a coprire le spese. Spese che, nella maggioranza dei casi, sono imputabili ai costi di affitto dell’abitazione, sostenuti dal 61% dei richiedenti. Poche sotto questo aspetto le case di proprietà, possedute soltanto dal 20% delle persone monitorate.


In termini di Comuni, il maggior numero di contributi è stato concesso alle famiglie di Oggiono (38), seguite da Molteno (19), Bulciago (14) e Galbiate (10).
Per le 115 famiglie beneficiarie, il Fondo Famiglia – Lavoro vuole rappresentare un segno concreto di solidarietà, o come ebbe a dire l’Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi “poco più di una goccia rispetto al mare delle necessità, di fronte alle probabili dimensioni della crisi che sta colpendo le nostre famiglie”.



R.B.
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