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Scritto Mercoledì 16 febbraio 2011 alle 16:10

Uno studio regionale ‘boccia’ la qualità delle acque di Molteno lungo il bacino del Lambro

Che le acque del fiume Lambro non fossero limpide e cristalline come quelle di un torrente di montagna, costituiva un fatto ampiamente assodato.
Che però le acque in questione se la passassero nettamente meglio degli ambienti naturali che accompagnano le sponde del fiume brianzolo, da Merone a Monza, ben pochi se lo aspettavano.



Un tratto del fiume Lambro a nord di Nibionno

È questo il quadro che emerge dall’articolato studio condotto dai tecnici di Regione Lombardia che per sei mesi hanno rivoltato il corso d’acqua alla stregua di un calzino, passando al setaccio tutti i 100 chilometri del letto settentrionale del fiume mettendo sotto esame, oltre alla qualità delle acque, anche preziosi elementi naturali quali l’integrità delle sponde, la pulizia dell’alveo, la ricchezza e varietà dei pesci e dell’habitat naturale circostante.


Al termine dello studio, riassunto in un corposo faldone di circa 400 pagine, i tecnici hanno stilato una “cartella sanitaria” del fiume che separa tra loro le province di Lecco, Como e Monza Brianza, attribuendo un voto numerico a ogni singolo tratto del corso d’acqua per valutarne l’indice di funzionalità fluviale ed ecologica.

"L’ obiettivo – ha spiegato il Presidente del Parco Regionale della Valle del Lambro, Emiliano Ronzoni – è quello di partire da questo documento per coinvolgere tutte le istituzioni – Regione, Provincia, Comuni ed enti ambientali – e insieme stendere un “contratto di fiume” che segni il primo passo verso il varo di un “Piano di risanamento del fiume Lambro”.
Al termine degli studi, l’indagine ha evidenziato una valutazione “sufficiente” per quanto riguarda la qualità delle acque, mentre all’habitat naturale delle sponde è stato attribuito un meno lusinghiero “mediocre” o “mediocre – scadente”.
Tra luci e ombre, le punte di eccellenza che in qualche modo hanno contribuito a “salvare” la valutazione finale sono state identificate nella zona del lago di Pusiano (tra Merone e Rogeno), nei dintorni del lago di Alserio e in alcuni tratti del Rio Pegorino, tra i comuni di Casatenovo e Correzzana.

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Una veduta del lago di Pusiano, tra le eccellenze emerse dall'indagine

Pollice verso invece per alcune aree poste nei dintorni di Carate Brianza (MB), Merone e alcune porzioni di fiume nei dintorni di Molteno, dove gli studi hanno evidenziato criticità nella qualità delle acque e dell’habitat fluviale.
Tale studio avrà l’importante compito di dettare le regole per il Piano di Risanamento del Lambro, che l’omonimo Parco sta mettendo in cantiere al fine di migliorare sensibilmente gli ambienti naturali attraversati dal fiume.

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Il rio Pegorino

"Certamente c’è l’obiettivo di migliorare costantemente la qualità delle acque e di prevenire l’inquinamento – ha concluso Ronzoni – ma lo studio stesso sottolinea l’urgenza di migliorare e riqualificare soprattutto l’habitat naturale che si trova attorno al fiume".
R.B.
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