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Scritto Mercoledì 16 febbraio 2011 alle 18:09

Nel lager di Dachau, una targa dei comuni di Bulciago, Castello, Dolzago e Nibionno

Si è concluso con piena soddisfazione dei 53 partecipanti il Viaggio della Memoria 2011 organizzato dai comuni di Bulciago, Castello di Brianza, Dolzago e Nibionno.

Da sinistra gli assessori Paolo Lanfranchi di Dolzago, Lucia Mevio
di Nibionno e Mattia Perego di Castello Brianza

Il gruppo, accompagnato dagli assessori alla cultura dei quattro paesi, nella trasferta di tre giorni in Germania ha unito impegno civile, cultura e divertimento.



"Con un'ottima guida abbiamo conosciuto Monaco di Baviera nei suoi monumenti più significativi - hanno spiegato i partecipanti - dal punto di vista architettonico e storico, nelle sue tradizioni più importanti, abbiamo camminato in una città a misura d'uomo e con una vita molto dinamica''.



La visita al campo di concentramento di Dachau ha rappresentato il momento più importante del viaggio.



Dachau è stato il primo campo realizzato dai nazisti ed è diventato il modello per tutti i campi realizzati successivamente; anche le durissime regole che governavano in modo feroce la vita nei campi furono scritte qui.



Nel gruppo dei lecchesi erano presenti i parenti di due italiani che sono stati prigionieri in questo campo: Angelo Brumana di Nibionno e Giulio Bonacina di Galbiate. Il gruppo ha sostato nella sala del ricordo del campo per una breve ma sentita cerimonia civile di commemorazione e testimonianza.



Sono state ricordate le parole del presidente Giorgio Napolitano che sollecitano a non perdere la memoria "da dove veniamo" e a porre molta attenzione "su cosa accadde ma soprattutto a come ci si arrivò".



Nella sala del ricordo di Dachau sono rimasti una corona d'alloro portata dai famigliari di Bonacina e una targa con i nomi dei comuni che hanno organizzato il viaggio: insieme a testimonianze di singoli, associazioni, città di tutto il mondo: anche il nostro territorio è presente per testimoniare un impegno di pace.



Il viaggio si è concluso con la visita al castello di Neuschwanstein, a Fussen, il monumento più vistato della Baviera.



E si pensa già a quale potrebbe essere la destinazione del prossimo viaggio della memoria, desiderato sia dai cittadini che dagli amministratori.

G.C.
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