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Scritto Martedì 22 febbraio 2011 alle 22:02

Valmadrera: per la morte della piccola Beatrice schiacciata da un cancello condannati gli imputati. Al fabbro 2 anni e 4 mesi

La piccola Beatrice e il luogo della tragedia

Sono stati tutti condannati gli imputati coinvolti nel processo per omicidio colposo che ha visto come vittima la piccola Beatrice Locatelli, una bambina di soli 5 anni schiacciata da un pesante cancello di 250 kg posto lungo il confine di un'abitazione in costruzione sita in via magistris a Valmadrera. Quel 12 maggio 2007 la bimba, assieme alla sorellina, era andata a giocare con degli amichetti fuori dalla propria abitazione con il permesso dei genitori. Giunta l'ora di cena, la mamma Paola Riva aveva chiesto al marito di richiamare le figlie a casa. L'uomo era uscito di casa per andare a vedere dove fossero le figlie. La più grandicella aveva ha obbedito subito al padre facendo rientro. Mentre la piccola Beatrice aveva risposto che sarebbe tornata dopo cinque minuti, giusto il tempo di salutare l'amica. Ma qualche attimo dopo, rientrato in casa, padre e madre avevano udito un rumore forte, un botto. Uscito a vedere cosa fosse successo l'uomo aveva scorto con orrore la bimba sotto il pesante cancello. Con la forza della disperazione aveva tentato di sollevarlo, aiutato poi da un vicino, infermiere di professione. Estratto il corpo della piccola l'infermiere aveva tentato di rianimarla in attesa dei soccorsi. I sanitari accorsi sul luogo della tragedia avevano preso a bordo Beatrice correndo a sirene spiegate verso il pronto soccorso del manzoni, già in stato di massima allerta. Ma ormai non c'era più nulla da fare. Il pesante cancello, 3,5 metri per 250 chilogrammi aveva schiacciato irrimediabilmente il corpicino di Beatrice.Il processo per omicidio colposo ha visto alla sbarra i signori Brioschi Franco ed Emilio e la loro madre Rusconi Teresa, tutti e tre committenti dell'immobile in fase di realizzazione, i fabbri che avevano posizionato il cancello senza fissarlo adeguatamente, il responsabile della sicurezza in cantiere e il progettista. Il giudice monocratico Paolo Salvatore si è ritirato in camera di consiglio a metà pomeriggio per stendere la sentenza. Ne è uscito qualche ora dopo con una condanna per tutti gli imputati. Un anno di reclusione ciascuno ai tre committenti i lavori con pena sospesa. Pena sospesa, ma a un anno e due mesi per Maurizio Monti, figlio di Giuseppe Monti, i fabbri. Al padre la condanna più pesante, due anni e 4 mesi di reclusione senza la sospensione condizionale.. Sia il Pubblico Ministero che le varie parti civili hanno addossato gran parte della colpa al Giuseppe Monti in quanto, in base alla propria esperienza e professionalità, avrebbe dovuto sapere che lasciare un cancello di quelle dimensioni sospeso con un semplice di ferro era un pericolo. Il coordinatore della sicurezza Davide Dell'Oro è stato condannato a due anni di reclusione mentre il progettista Matteo Bugatti è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione. Il Giudice Paolo Salvatore ha stabilito inoltre che gli imputati dovranno pagare una provvisionale che si liquida complessivamente in 385.000 euro a fronte di una richiesta complessiva di 3.500.000 euro avanzata da tutte la parti civili. E che vengano anche pagate le spese processuali.
Simone Bonfanti
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