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Scritto Venerdì 25 febbraio 2011 alle 17:26

Accoglienza tiepida dei Comuni oggionesi al progetto regionale ''Stazioni in Comune''

È stata un’accoglienza “tiepida” quella con cui i sindaci lecchesi della tratta ferroviaria Molteno – Lecco hanno accolto l’iniziativa recentemente presentata da Regione Lombardia, relativa al rilancio di 400 stazioni ferroviarie sparse nelle varie Province.

Il maxi – piano prevede in sostanza di recuperare e far “rivivere” le 417 stazioni individuate dal progetto favorendo la loro cessione, in comodato d’uso gratuito per 5 anni, alle associazioni culturali, alle opere di stampo sociale o alle società non profit per lo svolgimento delle relative attività, o in alternativa anche a società commerciali in comodato d’uso oneroso.



L'interno della sala di aspetto di Costa

"Far rifiorire le stazioni, farle rivivere, significa restituire un bene e un'opportunità alle comunità locali. E anche presidiarle e renderle più sicure, tenendo lontano teppistelli e malintenzionati" aveva spiegato nei giorni scorsi il Presidente Formigoni circa le opportunità contemplate dal progetto, legate al recupero degli ambienti e al contrasto del fenomeno di degrado che sempre più spesso interessa tanto gli ambienti interni quanto quelli esterni delle stazioni ferroviarie.
Con grande entusiasmo, lo stesso Formigoni ha individuato nel piano un “progetto grandioso e innovativo, destinato nel giro di pochi anni e senza gravare sulle finanze pubbliche a rimettere a nuovo questi spazi, rendendoli più decorosi e accoglienti, con il protagonismo di Comuni e associazioni”.

In attesa della pubblicazione del bando, previsto per la giornata del 3 marzo, sembra tuttavia che il progetto non sia destinato a riscuotere il successo sperato almeno per quanto riguarda i Comuni della tratta Molteno – Lecco.
Le principali criticità vanno ricercate non tanto nel comodato d’uso gratuito, quanto dall’esborso economico che associazioni e gruppi culturali si troverebbero a dover fronteggiare per l’assolvimento delle “incombenze” previste dall’accordo. Alle associazioni spetterebbero infatti gli oneri legati alla pulizia e alla manutenzione degli spazi, all’apertura e alla chiusura giornaliera delle sale di aspetto e degli ingressi in stazione, al controllo delle apparecchiature di videosorveglianza.
Difficile poi pensare a eventuali esborsi per la ristrutturazione e il recupero degli spazi degradati, che inevitabilmente andrebbero a ricadere sulle casse dei Comuni.
Scettici sull’applicabilità di un simile comodato alcuni sindaci del territorio, a cominciare dal primo cittadino di Costa Masnaga.

La stazione di Costa Masnaga

“Mi chiedo come le ferrovie possano proporre un simile accordo alle associazioni
– ha commentato senza mezzi termini il sindaco Umberto Bonacina – i costi finirebbero per ricadere sempre e comunque sui Comuni, dal momento che le associazioni non dispongono di mezzi sufficienti per far fronte alle richieste dell’accordo. È il concetto, a mio avviso, a essere sbagliato: non si è mai visto un soggetto pubblico (il Comune) che va a mantenere il privato (ferrovie). A Costa Masnaga le associazioni hanno già una sede gratuita presso il Costa Forum, non credo ve ne siano di intenzionate a lasciare per trasferirsi nella stazione che, oltretutto, occupa una posizione periferica. Mi auguro ci possa essere in paese almeno una società disposta a scendere in stazione sobbarcandosi gli impegni previsti dal progetto regionale”.

Molteno

Anche nella vicina Molteno potrebbero mancare, almeno per il momento, associazioni disposte a occupare i locali della stazione ferroviaria. “La sistemazione della stazione riveste una notevole importanza per il paese e per i viaggiatori che quotidianamente transitano da Molteno – ha commentato il sindaco Mauro Proserpio – vedremo con la pubblicazione del bando se qualche sodalizio manifesterà interesse nei confronti della proposta. Come amministrazione concediamo già a titolo gratuito spazi alle associazioni locali, ma non è detto che qualche soggetto possa decidere di spostarsi per rilanciare la nostra stazione”.

Stazione di Oggiono

Estrema cautela è stata espressa dal primo cittadino di Oggiono, che ha preferito non sbilanciarsi in attesa del prossimo 3 marzo. “Non appena il bando verrà pubblicato valuteremo i dettagli della questione – ha commentato Roberto Ferrari – in paese vi sono alcune associazioni senza sede o con una sede precaria, valuteremo insieme a loro questa opportunità. Mi sembra comunque una soluzione fattibile, al netto dei costi che non dovrebbero risultare eccessivamente elevati, ma come già detto preferisco attendere l’uscita del bando per esprimere considerazioni in merito”.
R.B.
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