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Scritto Giovedì 10 marzo 2011 alle 19:11

Sul federalismo municipale qualcosa non torna...Alle parole non seguono i fatti

Gian Mario Fragomeli
Difficile trattenersi dal commentare l’opinione di alcuni colleghi sindaci sul tanto desiderato Federalismo municipale, per il quale vorrei toccare un semplice tasto. Il tasto del “rewind” che ritroviamo su qualsiasi apparecchio d’ascolto di vecchia (radio o videoregistratore) o nuova generazione (iPod, iPhone) per risentire fin dalle origini il canto padano e l’idea federale che campeggiava in ogni discorso del Senatur.
Ascoltarli parola per parola – sottolineando le famose parole chiave, “Roma ladrona”, “padroni a casa propria”, le risorse restino sul territorio etc.. – e nel frattempo sfogliare il testo del provvedimento approvato dal Parlamento sul federalismo municipale. La prima reazione porterebbe a dire: trascrizione infedele, il testo non corrisponde, interveniamo con un’errata corrige!! Ebbene sì, qualcosa non torna tra i grandi obiettivi enunciati dalla Lega per decenni e i risultati ottenuti.
Ci avevano raccontato e scritto ultimamente (art. 14 comma 2 DL 78/2010) che: - i tagli ai trasferimenti erariali non dovevano essere conteggiati nella riforma del federalismo municipale ed invece, non più risorse al territorio bensì un federalismo di compensazione: a regime nel 2014
-11 miliardi di euro da Roma;
- le imposte dovevano rimanere in buona parte sui territori di chi le paga e, giusto per non contraddirsi salta la compartecipazione Irpef (via probabilmente anche l’esiguo attuale 0,69 %, per lasciare posto alle addizionali comunali);
- introducono una compartecipazione IVA, difficilmente calcolabile localmente e quindi ancora il frutto di una operazione di divisione fatta dai Ministeri;
- nel 2014 stop all’ICI con l’istituzione dell’IMU (imposta municipale sugli immobili) incentrata sulle seconde case e sugli immobili produttivi, sui quali peserà un prelievo fiscale comunale dall’attuale aliquota media del 6,4 per mille all’aliquota minima del 7,6 per mille.
Chiaramente potrei aver fatto male i conti e, pur dovendo aspettare ancora tre anni, nel 2014 ritrovarmi con maggiori risorse finanziarie. Erogare pertanto servizi di maggiore qualità per i cittadini, lasciare qualche buca in meno sulle nostre strade: più semplicemente la possibilità di gestire un ente locale all’altezza dei “facoltosi contribuenti lombardi”. Persone dal carattere mite e muniti di grande pazienza, ma che presto si stancheranno di ascoltare la solita vecchia canzone….
Cordialmente
G.Mario Fragomeli Sindaco di Cassago
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