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Scritto Venerdì 11 marzo 2011 alle 18:30

Bevera: la comunità di accoglienza gestita  dai volontari Namaste, per rifiugiati politici

La sede dell'associazione Namaste
a Bevera di Castello Brianza
C'è anche la comunità di accoglienza situata a Bevera di Castello Brianza, presso la sede dei Padri della Consolata, tra le strutture provinciali destinate ad accogliere rifugiati politici.
Il centro è gestito dall'Associazione Volontari Namaste il cui scopo è quello di offrire ospitalità e assistenza a persone immigrate in difficoltà.
Nel concreto, la base di partenza per realizzare questo obiettivo è rappresentata da una comunità di accoglienza, in cui i volontari non si limitano a offrire posti letto ed un alloggio a chi ne fa richiesta, ma effettuano un'azione integrata in più ambiti per aiutare ed accompagnare queste persone. La casa in cui viene offerto alloggio, che ha visto i suoi primi due ospiti nell'ormai lontano 1989, ha la possibilità di dare accoglienza a nove persone contemporaneamente, e tre di questi posti sono normalmente riservati ai rifugiati politici.
Gli altri spazi sono invece dedicati a persone in temporanea difficoltà d'alloggio, ed il periodo di accoglienza massimo è di circa un anno.
Come dicevamo, si tratta di una delle poche strutture presenti nel lecchese, destinate all'accoglienza dei rifiugiati politici, tema tornato alla ribalta a seguito dei movimenti politici avvenuti in Nord Africa.
''Attualmente la comunità è piena - ci hanno spiegato i volontari dell'associazione - e non abbiamo ancora ricevuto segnalazioni da parte del ministero dell'Interno relative all'eventuale arrivo di immigrati del Maghreb, ma non è detto che possano giungere prossimamente''.

Volontari e ospiti della comunità di accoglienza

Proprio nelle scorse settimane ha trovato approvazione unanime in consiglio provinciale, il progetto di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati politici proposto dall'assessore ai servizi alla persona e alla famiglia Antonio Conrater in collaborazione con il Consorzio Consolida e per il quale saranno previsti circa 150.000 euro per ciascun anno fino al 2013.
Dal suo avvio infatti, nel 2001, 133 sono state le persone accolte sul territorio, in 15 diverse strutture. Attualmente sono 16 le persone presenti, 14 maschi e 2 femmine, la maggior parte nella comunità di Bevera e di origine africana.
E' di questi giorni la notizia che la Prefettura di Lecco sta valutando l'ipotesi di utilizzare la Casa Giglio, ex istituto salesiano di Vendrogno, per ospitare circa 150 profughi libici se la temuta ondata di disperati arriverà sulle coste italiane.
Un'iniziativa di cui per il momento si sta solo discutendo e che potrebbe trovare conferma nelle prossime settimane.
G.C.
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