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Scritto Sabato 12 marzo 2011 alle 19:00

Sirone: basta motocross lungo i sentieri. Ma l’ordinanza è incompleta, va integrata

“Fatta la legge, trovato l’inganno” verrebbe da dire leggendo con attenzione il testo dell’ordinanza riguardante il divieto di circolazione per le moto da cross sui sentieri di Sirone, firmata lo scorso 2 marzo dal sindaco Matteo Canali.
Un documento condiviso con il primo cittadino della vicina Dolzago, allo scopo di contenere la pratica di questa disciplina motoristica sui sentieri e sulle mulattiere dei due comuni percorsi, specialmente la domenica e nei giorni festivi, da pedoni e famiglie a passeggio.

A seguito delle vivaci proteste giunte in Comune proprio da parte di alcune famiglie, che avevano lamentato disagi e situazioni di pericolo a causa del transito a forte velocità dei centauri da “sterrato”, i sindaci avevano deciso di correre ai ripari con l’emanazione di un’ordinanza condivisa, tesa a vietare il transito al di fuori delle strade asfaltate dei veicoli a due ruote.
Un documento semplice e chiaro, se non fosse stato per il vecchio adagio tutto italiano “fatta la legge, trovato l’inganno”.



La collina di Sirone
 
Nel testo dell’ordinanza sindacale si legge infatti che, per garantire la sicurezza pubblica e limitare il dissesto idrogeologico di sentieri e aree extra-stradali, “è istituito il divieto di transito permanente, su tutte le strade sterrate e mulattiere del territorio comunale, ai seguenti veicoli: “moto cross”, “quad” e “mini quad”.
In aggiunta si precisa, “sarà cura dell’Amministrazione mediante i propri addetti apporre la segnaletica e il suo mantenimento, come previsto dal codice della strada e dal relativo regolamento”.
 
Il bandolo della matassa va in questo caso ricercato nelle definizioni delle tipologie di veicoli indicati dall’ordinanza.
Eccezion fatta per i quad, veicoli a quattro ruote poco diffusi nella zona, seguendo alla lettera testo il divieto riguarderebbe le “moto cross”, veicoli a due ruote che per definizione non possono circolare sulle strade essendo sprovvisti di targa, porta-targa, frecce, specchietti, dispositivi di segnalazione luminosa e parti omologate per la circolazione su aree pubbliche.
Stando quindi alla sola categoria di veicoli, l’ordinanza impedirebbe il transito solo a una categoria di mezzi già per loro stessa natura inabilitati alla circolazione se non all’interno di impianti sportivi privati (come i crossodromi), consentendo di conseguenza la circolazione alle normali moto stradali, agli scooter e a tutti i veicoli a due ruote omologati e adatti al transito su percorsi sconnessi.

Il corssodromo del Bordone, tra Molteno e Bosisio Parini, una delle strutture dove
la pratica del motocross è consentita dalle leggi vigenti

“Il senso dell’ordinanza è chiarissimo, come lo è la finalità: garantire la sicurezza dei pedoni lungo i percorsi sterrati
– ha puntualizzato il sindaco Matteo Canali, contattato per far luce su questo piccolo ma importante dettaglio – sarà mia premura segnalare la questione al responsabile del servizio, provvedendo a riportare fra le categorie vietate tutte quelle previste dal codice della strada e specificando il divieto assoluto di circolazione delle moto. Inoltre, nei prossimi giorni, saranno posizionati i cartelli di divieto di accesso per moto e ciclomotori in corrispondenza di tutti gli accessi ai percorsi extra stradali, fugando ogni dubbio circa le possibili interpretazioni dell’ordinanza”.
 
Nessuna scappatoia dunque per gli appassionati di questa disciplina. A partire dai prossimi giorni le moto dovranno per forza essere impiegate all’interno degli appositi impianti sportivi, pena il vedersi corrispondere contravvenzioni “salate” dal personale di polizia locale.
R.B.
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