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Scritto Domenica 13 marzo 2011 alle 11:09

Viganò: la storia della Croce del Sentiero dei Roccoli, fra tradizioni e ipotesi future

Sul sentiero dei roccoli sopra Viganò ho visto una bella e grande croce di ferro. Sono poi passato nella biblioteca del paese per avere informazioni su chi aveva costruito, quando e perchè di questo manufatto. Non esiste nessun libro sulla storia locale e visto che si polemizza sulla "candela" forse è utile lasciare qualche traccia per i posteri.

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Cogliendo l'invito formulato dal nostro lettore, abbiamo raccolto alcune informazioni custodite dai "decani" del paese, scoprendo la curiosa storia della croce di ferro del sentiero dei Roccoli.
L'opera in questione si trova sulla sommità della collina più alta del paese, il cosiddetto "crociom" o Crocione, lungo il sentiero 7 "dei roccoli" che dalla cappelletta dei Crippa (sita nel territorio di Sirtori) conduce a Missaglia e alla Valle Santa Croce lungo un suggestivo crinale che domina la Valle del Curone.



Antico itinerario venatorio per i cacciatori della zona, ancora oggi ai lati del sentiero sono presenti i "roccoli" e i capanni di caccia, alcuni ridotti a veri e propri ruderi altri potenzialmente funzionanti.
Al Crocione si arriva dopo una mezz'ora di camminata attraverso i boschi di Viganò, dopo una serie di saliscendi e alcune ripide salite ben tracciate nella vegetazione, facilmente percorribili grazie alla paziente opera di pulizia svolta regolarmente dai gruppi Alpini locali.

Il piccolo altare per la messa, alla base della croce

Arrivati sulla sommità della collina la grande croce in ferro, alta alcuni metri, svetta in una piccola radura circondata da alti alberi, in un suggestivo scenario di preghiera o di raccoglimento per gli escursionisti di passaggio.

Un piccolo crocefisso ''incastonato'' nella struttura in ferro battuto, al centro della croce

Ai lati della piccola radura, alcune vecchie panche in legno ricavate dai trochi delle robinie giacciono al suolo in stato di marcescenza, a ricordo dei tempi in cui il Crocione era frequentato dai fedeli del paese in occasione di feste e ricorrenze religiose.

I resti delle vecchie panche in legno

La storia di questa grande croce in ferro affonda le sue radici nei primi anni del dopoguerra, presumibilmente tra il 1952 e il 1953.
Commissionata da una famiglia del paese la grande croce - presumibilmente prodotta in qualche fonderia della zona - fu trasportata a dorso di buoi dal paese sino alla sommità del Crocione, a ricordo di alcune missioni svolte da alcuni concittadini viganesi.



Una croce gemella realizzata in legno fu inoltre posizionata nello stesso periodo davanti al sagrato della chiesa parrocchiale di San Vincenzo, su un terreno rialzato antistante l'attuale parcheggio.



Nei decenni passati alcuni abitanti del paese ricordano l'usanza della "festa della croce", giornata nella quale il parroco e i fedeli salivano a piedi al Crocione per celebrare una messa ai piedi della croce, utilizzando il piccolo altare in ferro posizionato alla base del grande simbolo religioso.



Con il passare degli anni le tradizioni sembrano essere venute meno e la croce, faticosamente trasportata ed eretta sulla sommità del paese, viene ricordata solo dagli anziani e da pochi altri abitanti del paese.

Crocione visto dalla zona industriale del paese

Fino a qualche decennio fa l'opera svettava sui tetti del paese, visibile da lontano grazie all'opera di pulizia e taglio della vegetazione da parte di alcuni boscaioli del luogo: oggi, al contrario, un fitto muro di alberi impedisce di scorgere la croce da qualsiasi direzione, suscitando la sorpresa degli ignari frequentatori del sentiero nel vedersi apparire di fronte, al confine tra Viganò e Missaglia, una così grande ed elaborata opera artistica.



In futuro l'area del Crocione potrebbe essere recuperata dalla dirigenza del Parco del Curone, a seguito di specifiche richieste inoltrate dall'amministrazione comunale negli ultimi anni per incentivare l'utilizzo e la fruizione della zona, attraverso l'installazione di panche e tavoli in pietra molera per facilitare la sosta dei passanti e dei frequentatori del Parco.
R.B.
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