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Scritto Lunedì 14 marzo 2011 alle 20:03

Il WWF accusa cacciatori e Provincia dopo l'uccisione di una poiana. Replica Aldeghi

Esemplare di poiana
Non usa mezzi termini il WWF di Lecco sull'abbattimento di una poiana, episodio avvenuto lo scorso giovedì a Monte Marenzo, durante la campagna di contenimento numerico della cornacchia grigia.
In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, il sodalizio a difesa degli animali non risparmia critiche nè ai cacciatori, nè all'amministrazione provinciale, rea secondo il WWF, di aver autorizzato la ''campagna'' per contenere lo sviluppo della cornacchia.
''L'episodio, estremamente grave - si legge nel comunicato - è la diretta conseguenza dell'assoluta superficialità con cui a nostro avviso l'Amministrazione Provinciale di Lecco sta gestendo la nostra fauna, in un atteggiamento che sembra solo accomodare le richieste del mondo venatorio, ed in mancanza di informazioni scientificamente supportate sullo stato di conservazione della stessa''.
Ma andiamo con ordine. L'episodio è scaturito dall'autorizzazione concessa per la prima volta, ai cacciatori, da parte dell'amministrazione provinciale di Lecco, nell'ambito di una campagna volta all'abbattimento della cornacchia grigia. Un permesso rilasciato al di fuori della stagione venatoria conclusasi lo scorso 31 dicembre e che consente di cacciare il volatile rispettando alcuni vincoli di natura spazio-temporale.
Proprio durante l'operazione di ''contenimento'' è stata però abbattuta per sbaglio una rara Poiana (Buteo buteo), uno splendido rapace con una apertura alare dai 110 ai 130 cm. Un episodio grave che ha suscitato aspre critiche da parte del WWF, nei confronti sia dell'amministrazione provinciale che dei cacciatori, rappresentati dal presidente provinciale Giuseppe Aldeghi.
Abbiamo contattato quest'ultimo, residente a Barzanò dove è notissimo soprattutto per il suo passato di sindaco, per raccogliere il punto di vista della categoria.
"E' verissimo che siamo stati noi cacciatori a chiedere alla Provincia di Lecco la possibilità di effettuare la campagna di abbattimento della cornacchia grigia - ha spiegato il vulcanico presidente - una prassi che del resto viene effettuata in tutta Italia. Quest'anno l'amministrazione provinciale ha deciso per la prima volta di
Giuseppe Aldeghi
 concederci l'autorizzazione, anche se con modalità non propriamente ottimali. I prelievi, alla presenza di una guardia venatoria, possono essere effettuati solo in orari serali oppure all'alba, quando le condizioni di luce non consentono di vedere bene. L'errore di Monte Marenzo è stato grave, non lo discuto, ma questo non deve mettere in discussione il nostro operato e la campagna che stiamo conducendo che è finalizzata alla protezione delle specie che vengono messe a rischio dal proliferare della cornacchia grigia''.

Secondo quanto ci ha spiegato Aldeghi infatti, questo uccello sarebbe altamente nocivo per alcuni simili. ''Si riproduce molto facilmente e senza controllo. Essendo onnivoro si ciba anche delle uova e dei piccoli di altre specie che vengono messe così a repentaglio. Stiamo parlando di pettirossi, cinciallegre, usignoli, il cui futuro nel nostro territorio è a rischio se non si avvia una seria campagna di contenimento''.
Giuseppe Aldeghi ha già annunciato la volontà di inviare alla Provincia una petizione per poter effettuare la medesima campagna non più nei dormitori, ma nei luoghi di passaggio. ''Non siamo una sparuta minoranza come ci ha descritto il WWF - ha concluso il presidente - i cacciatori nella provincia di Lecco sono circa 3mila. Anche noi abbiamo il diritto di far sentire la nostra voce''.
G.C.
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