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Scritto Martedì 15 marzo 2011 alle 08:57

Bulciago: aperto il museo agricolo. Mostra sulle tradizioni tessile e industriale in paese

E' stato aperto nella giornata di domenica il museo agricolo di Bulciago, collocato in via Parini nei pressi del cimitero. La struttura, che si trova accanto alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano, era un vecchio fienile, rimesso a nuovo per ospitare l'esposizione, che rientra nel progetto "Luoghi, persone, lavoro" della cooperativa Brig. "E' il risultato di una ricerca fra gli archivi comunali che è appena iniziata'' ci ha spiegato Claudio Corbetta di Brig "Grazie anche alle testimonianze orali e la collaborazione con l'associazione Terza Età di Bulciago, siamo riusciti a raccogliere molto materiale inedito".

Il museo agricolo di Bulciago

La mostra racconta infatti la storia di Bulciago sotto diversi punti di vista: primo fra tutti, quello delle tradizioni agricole e tessili. Due i settori principali dell'esposizione: al piano terra quello legato alla cementeria, mentre al primo piano si possono osservare i cambiamenti del paese tra Ottocento e Novecento ed è presente la storia del comparto tessile, di primaria importanza per il paese.



Dagli archivi comunali, emerge come Bulciago fosse una realtà molto attiva sul territorio per quanto riguarda la produzione. Risalendo al Censimento Industriale del 1937, infatti, si sono potute contare numerose tessiture, tra le quali quelle di Cattaneo Enrico, Zardoni Galdino, Cazzaniga Antonio e Proserpio. Erano presenti anche un'industria di cotone in località Bulciaghetto, diretta da Isella Francesco, ed un copertificio di Sangiorgio Pietro.



Per Bulciago una risorsa di primaria importanza era l'acqua. Oltre ad essere attraversata da due fiumi, la Bevera e il Rio Gambaione, Bulciago secondo le testimonianze aveva diverse fontane e due pompe dell'acqua. Secondo una fonte del 1933, erano inoltre attivi due mulini, dei quali nel '46 viene registrato solo uno, probabilmente quello elettrico.



Interessante è infine osservare come sia cambiato nel corso dei secoli l'assetto viario di Bulciago, inizialmente diviso in 3 contrade: di Mezzo, che corrisponde all'attuale via Volta, del Palazzo (primo tratto di via Parini) e della fontana, che oggi è il primo tratto di via Panzeri. Tra vie selciate e sterrate, si contano tra la fine dell'800 e la fine del 900 ben 8 km di strade.



Curiose le tradizioni locali, quali la liquirizia e la raccolta delle lumache, che veniva praticata soprattutto all'interno del parco di Villa Taverna.
La mostra rimarrà aperta anche domenica 20 marzo: nell'occasione, ci sarà una visita guidata dapprima all'esposizione e poi al paese per vedere da vicino le realtà descritte dalle testimonianze ed immagini.
S.A.
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