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Scritto Giovedì 17 marzo 2011 alle 17:38

Manifestazioni nell'oggionese per celebrare il 150esimo anniversario d'Unità nazionale

Si dice che l’equipaggio di un vascello incominci a lavorare all’unisono solo dopo aver affrontato insieme una tempesta. In quel caso ognuno è costretto a compiere il proprio ruolo, ognuno è costretto a riscoprire la propria dipendenza dall'aiuto dell’altro, ognuno rinuncia ai suoi particolarismi per ritrovare quel livello d’impellenza alla reciprocità. Sono questi gli ideali che hanno condotto i nostri antenati a unirsi per perseguire un unico obiettivo: l’Unità dell’Italia.
Quella che ci unisce è una necessità che non possiamo trascurare: dobbiamo riconoscere l’interdipendenza delle persone, dei gruppi regionali, del popolo italiano e giungere a ritrovare, come 150 anni fa, quello spirito integro che ci unisce come appartenenti umani a questa splendida “nave”  che chiamiamo Italia. Oggi, 17 marzo 2011 l’Italia unita compie 150 anni. Era il lontano 1861 quando il Parlamento del Regno di Sardegna si riunì per decretare la nascita del Regno d’Italia dopo l’annessione della maggior parte degli stati preunitari. Nel 1946, dopo la Seconda Guerra Mondiale e vent’anni di nefasta dittatura fascista il popolo italiano ancora una volta seppe rialzare la testa e grazie ad un referendum istituzionale tramutò l’ordinamento della nazione in Repubblica.  Il Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato in un suo discorso di questi giorni di festa: “L’importante è che anche se ognuno ha i suoi problemi, i suoi interessi e le sue idee, e discutiamo e battagliamo, ognuno ricordi sempre che è parte di qualcosa di più grande che è la nostra nazione, la nostra patria, la nostra Italia. E se saremo uniti sapremo vincere tutte le difficoltà che ci attendono.”

Ecco le immagini e i video delle manifestazioni nell'oggionese:

BOSISIO


Grandi festeggiamenti a Bosisio Parini per il 150esimo anniversario dell'unità d'Italia. Nonostante il brutto tempo infatti numerosi cittadini si sono riuniti per celebrare questa importante ricorrenza nazionale. Com’è noto a Bosisio i festeggiamenti sono cominciati già lo scorso 22 gennaio, con la cerimonia di inaugurazione dell’anno di celebrazioni, ma anche in questi giorni le iniziative non sono certo mancate.



I festeggiamenti si sono aperti ieri mattina presso il polo scolastico, dove gli alunni delle scuole elementari e delle scuole medie si sono riuniti per celebrare il Risorgimento italiano e la storia del tricolore attraverso canti e poesie ad essi dedicati. Successivamente, alla presenza del sindaco e dell’amministrazione comunale, nel prato antistante l’ingresso della biblioteca è stato inaugurato il “monumento celebratico del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia”: Italo, una quercia rossa.





“Il mio augurio è che un giorno potrete portare qui i vostri nipoti e ricordare loro questa giornata, in cui avete visto questa pianta mettere radici, voi come lei siete il nostro futuro” ha dichiarato il sindaco Giuseppe Borgonovo agli alunni “si tratta di una quercia rossa, un monumento vivente per ricordare la nascita della nostra nazione, che attraverso il cambiamento di colore delle sue foglie ricorda il nostro tricolore, rossa come le giubbe dei garibaldini e in particolare del nostro Luigi Rota, che proprio da qui è partito per seguire Garibaldi nell’impresa dei mille”.





Per ricordare questo importante momento l’amministrazione comunale ha inoltre donato a ciascun bambino una piccola quercia locale, ognuna con il nome di un alunno, che i bambini delle elementari potranno piantare nel loro giardino o su suolo pubblico durante una cerimonia che verrà organizzata nei prossimi mesi a perpetua memoria di questo importante momento.





I festeggiamenti sono quindi proseguiti nella giornata di oggi, con la celebrazione della santa messa alle ore 15.00 presso il cimitero, alla presenza dei due parroci delle due parrocchie di Bosisio e Garbagnate Rota e infine con la cerimonia ufficiale di questa sera, presso il centro studi Giuseppe Parini che prevede, dopo l'inno d'Italia e i saluti del sindaco, l'esposizione delle foto storiche di Bosisio dalla collezione privata del famoso fotografo cittadino Franco Corti per concludersi con la consegna dell'attestato di riconoscenza a tutti gli amministratori (o ai loro discendenti) a partire dal 1946 fino ad oggi.


 


OGGIONO

Ad Oggiono lo storico traguardo dei 150 anni è stato bagnato dalla pioggia. Nonostante ciò la popolazione ha risposto numerosa alle celebrazioni che hanno preso inizio alle dieci presso la centralissima Piazza Manzoni.



Erano presenti le autorità locali quali il Sindaco di Oggiono Roberto Paolo Ferrari, la Giunta e il Consiglio Comunale. In piazza c’erano anche le autorità militari: il comandante della Polizia Locale Enrico Mauro Sala e il comandante della stazione di Oggiono dell’Arma dei Carabinieri, il maresciallo Nicolino Ombrosi.




Le associazioni oggionesi hanno partecipato in forze alle celebrazioni: tra queste hanno avuto un ruolo di primo piano la Protezione Civile, il cui rappresentante ha portato il gonfalone comunale, l’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo che ha avuto l’onore di effettuare l’alzabandiera e l’Associazione Nazionale Alpini. Non sono potuti mancare anche i ragazzi della scuola secondaria di Oggiono accompagnati dai professori Lattanzi e Turrisi.



La deposizione della corona in piazza Manzoni, davanti alle autorità cittadine

Ma andiamo con ordine: la festa è iniziata con l’ingresso in piazza del gonfalone comunale a bande verticali rosso blu che rappresenta la popolazione oggionese. Subito dopo due esponenti dei Carabinieri in Congedo hanno introdotto il vessillo tricolore che invece è il simbolo di tutta la nazione, tanto che i Padri Costituenti l’hanno inserito come principio fondamentale nella nostra Costituzione all’articolo 12.
“Uniti sotto un’unica bandiera, il verde è il sorriso della speranza, il bianco è il candore dell'anima ed il rosso è l’eterna fiamma d'amore che alberga nei nostri cuori.” Queste le parole che sono riaffiorate alla mente mentre si effettuava l’alzabandiera e i ragazzi della scuola secondaria intonavano le note del Canto degli Italiani di Goffredo Mameli seguiti dal resto della piazza.


Da ultimo sono stati ricordati i Caduti italiani e oggionesi durante le due guerre che hanno sconvolto l’Europa ed il mondo intero. Una corona di fiori bordata dal tricolore è stata deposta da due alpini ai piedi del monumento ai Caduti presente in Piazza Manzoni. È seguito un momento di silenzio e di commozione al ricordo di parenti e amici che hanno perso la vita per difendere i confini e la libertà della loro nazione.


Dopo il saluto ai caduti il gruppo folkloristico “Promessi Sposi” ha musicato un emozionante Inno nazionale con uno strumento tipico della Brianza: il firlin feu.



Il sindaco Roberto Ferrari insieme al gruppo alpini e al maresciallo Nicolino Ombrosi

Si è quindi formato il corteo guidato dal gonfalone verso Piazza della Chiesa, dove si è tenuta una Santa Messa in cui l’Italia è stata affidata a Dio e si è pregato per la nazione italiana. Durante l’omelia don Maurizio ha ricordato come l’Italia sia nata da popoli con diverse identità e culture, ma che sono stati in grado di unirsi per un obiettivo comune. Al termine della celebrazione la popolazione si è portata presso Piazza Alta dove sono stati sparati quindici colpi a salve, uno per ogni decennio di storia dell’Italia unita.



Colpi di cannone a salve in Piazza Alta


ROGENO

Nonostante la pioggia, grandi festeggiamenti anche nel comune di Rogeno. Le celebrazioni sono iniziate ieri sera presso le scuole elementari, dove si è tenuto un consiglio comunale e notte tricolore per ricordare gli amministratori comunali che si sono susseguiti dal 1945 a oggi, attraverso la consegna degli attestati di benemerenza.


La festa è proseguita anche nella giornata di oggi: i bambini delle scuole elementari si sono riuniti nel pomeriggio presso il plesso scolastico per una cerimonia insieme alle autorità e al parroco don Gianni Dell’Oro.


“La nostra comunità è orgogliosa di festeggiare con voi questo momento” ha dichiarato il sindaco Antonio Martone “voi siete il nostro futuro. L’Italia è una terra meravigliosa, patria di artisti e di scienziati di cui bisogna essere fieri ed è proprio grazie ai nostri avi che oggi noi godiamo di tanta stima e benevolenza anche all’estero”.


Dopo il canto dell’inno di Italia da parte degli alunni delle elementari, la cerimonia è quindi proseguita con la benedizione del tricolore da parte del parroco e con un giro a piedi del corteo per il centro storico di Rogeno.


Bambini, genitori e amministrazione comunale si sono quindi recati nuovamente presso il plesso scolastico dove i festeggiamenti si sono conclusi con la visione del filmato sull’unità d’Italia promosso dal Ministero dell’Interno e con una merenda a base di torte, tè e bibite, offerta dalla Pro Loco.




SIRONE

Anche il Comune di Sirone ha celebrato il 150° compleanno dell'unità d'Italia, in un modo decisamente originale. La palestra comunale, situata nel centro del paese, è stata agghindata a festa con decorazioni tricolori e ha accolto non meno di trecento sironesi.



"Ho pensato a lungo cosa dire stasera, ma credo che la partecipazione di tanta gente parli da sola"
così ha esordito il sindaco di Sirone, Matteo Canali, dando il benvenuto ai numerosi ospiti; ha poi aggiunto "ringrazio anticipatamente tutti coloro che hanno organizzata questa serata, i volontari, i musicisti, gli insegnanti, i bambini e il parroco".



Il presidente del Corpo Musicale insieme al sindaco Matteo Canali

La storica banda di Sirone, il gruppo musicale Santa Cecilia, ha poi dato il via alla serata con l'Inno di Mameli, al cui suono tutti i presenti si sono alzati in piedi e un grande tricolore è stato issato.

Video



La manifestazione ha poi visto per protagonisti i bambini di tutte le classi delle elementari che, guidati dal professor Quarantotto (insegnante di educazione fisica), si sono lanciati in una serie di esercizi "ginnici" un po' scoordinati ma divertenti, volti a ripercorrere la storia d'Italia dal 1815 (Congresso di Vienna), al 1861 (unificazione dell'Italia): Quarantotto ha guidato i bambini attraverso una grande cartina d'Italia (disegnata sul pavimento), sullo sfondo una scenografia di cartelloni che evocavano tutti i principali protagonisti della nostra lotta per l'indipendenza. La banda ha accompagnato gli esercizi dei bambini con speciali "effetti sonori": la rullata a mimare la mitragliata, il colpo di tamburo a mimare la cannonata.




A circa metà dell'esibizione, l'attenzione si è focalizzata nuovamente sul corpo musicale, che ha suonato tre pezzi di Giuseppe Verdi particolarmente legati al nostro Risorgimento: l'Inno delle Nazioni, la Marcia di Radezkji e il Nabucco.


Lo spettacolo si è concluso con l'esecuzione dell'Inno di Mameli da parte dei bambini stessi che, armati di pianole e flauti e diretti dal vicemaestro della banda, hanno eseguito un ottimo tributo al nostro inno nazionale.


La fine delle esibizioni non ha coinciso con la fine della serata, visto che tutti gli spettatori si sono poi riversati dagli spalti fino nel campo per un gradito rinfresco. La banda ha continuato a suonare, mentre gli ospiti, passeggiando per la palestra, potevano ammirare i quadri preparati per l'occasione dal gruppo artisti di Sirone, il cui tema era proprio l'unità d'Italia.



Il gruppo degli amministratori comunali intervenuti

Sirone ha così celebrato l'unità coniugando due forme d'arte, la musica e la pittura, per cui l'Italia è celebre in tutto il mondo.



Servizi a cura di:

Davide Colombini, Giacomo Corti, Marta Mazzolari
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