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Scritto Sabato 19 marzo 2011 alle 08:59

Monticello: ''vintage collection'' il 19 e 20 da ''M'arte micrò''

E' in programma questo weekend presso il centro culturale M'arte micrò di Monticello, lo psicoatelier ''Vintage Collection 2011 & Baratto''.
Obiettivo dell'iniziativa è la rivalutazione del proprio corpo in un gioco di travestimento-riconoscimento di se stesse. La prova abiti è guidata e anche però spontanea: nulla di quanto esposto è di moda e tutto quindi lo è. Non si divide in alla moda e non, ma in adatto e mi interessa e adatto a qualcun altro. Di un abito non si dice: non mi va bene, ma " aspetta un'altra persona". Questo significa che l'abito diventa una parte importante nel completamento di sè. Non è l'abito che fa il monaco, nè la personalità che dà vita a una tela di sacco, quanto piuttosto un incontro a mezza strada tra persona e vestito, in cui ognuno fa la sua parte. Una sorta di contratto.



Parlare di vintage talvolta è un po' improprio rispetto ai puristi di questa esperienza: molti abiti sono reinventati adesso con pezzi d'epoca o rifatti. O solo imitati. e comunque, persino gli anni ottanta, dietro l'angolo, sono passati da ..trent'anni!

Come si procede?
Chi prova sceglie degli abiti e noi invitiamo a provarne anche altri. Alla fine della trasformazione, viene scattata una foto che verrà mandata via email o tramite facebook.

Il secondo aspetto è quello della memoria.
Riesco a riconoscere dal taglio e dal tessuto se un abito è degli anni sessanta o solo di vent'anni fa, però molte persone più giovani non hanno la minima idea del passaggio di mode, forme e materiali. Cappellini anni '40 o clochette anni settanta sono per loro la stessa cosa. Chi ci porta da esporre vestiti della mamma o della nonna invece ha toccato con mano questi passaggi. Rivede cose che riconosce. Torna volentieri indietro con la memoria, in una visita che per persone giovani è più"didattica".

Il terzo aspetto riguarda il RICICLO.
Intendiamoci, non si organizza una cosa così raffinata solo per riciclare vestiti. Esistono i cassonetti, bocche da sfamare dentro cui confluiscono storie e affetti insieme a stoffe e abiti. Ma chi ha frequentato il retro dei cassonetti, sa che molti di questi vestiti non saranno veramente piazzati in modo utile. Un orlo sdrucito o i bottoni che mancano decideranno la sorte di cose che diventeranno stracci. Inoltre è triste pensare che l'abito del matrimonio di.. non più messo, debba finire in un mucchio dove non sarà più valorizzabile. Quindi gli armadi si intasano, quindi si tiene perchè affettivamente non si vuole buttare. Le cose che ci arrivano invece, spesso meritano una seconda chance. A volte si salva una parte del vestito e la si riassembla... E' un riciclo affettivo, l'araba fenice delle glorie passate.



Infine, quarta e non ultima cosa: l'atelier così improvvisato è diventato sede di esposizione di cose nuove e creative.
Un punto in cui chi inventa abiti può esporre cose che magari nei normali circuiti non saranno apprezzate. A volte compaiono materiali preziosi, altre volte sono i materiali poveri che vengono valorizzati, con poco si può fare tanto se supportati dalla fantasia.
Su questa linea si è pensato di avviare a giugno un laboratorio serale di"rilettura e ri- taglio " di abiti. Un'anticipazione: "La leggenda degli abiti inventati". Tanto per provare ad assemblare cose nuove, magari a partire da vecchie idee...Abbiamo ospitato stilisti in erba, ma la verità è che pensiamo che chiunque possa tradurre la sua lettura del vestire in uno stile.

Associazione Culturale M'arte micro' - esperienze d'arte
Via dei Mille, 12 - 23876 Monticello Brianza (Lecco) - Fraz. Casatevecchio- tel: 039 9206168
scrivi@martemicro.it - www.martemicro.it

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