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Scritto Lunedì 21 marzo 2011 alle 19:43

Sirone: se n’è andato a soli 13 anni dopo lunga malattia. Paese in lutto per Giorgio

“Un angelo è volato in cielo. Noi vogliamo immaginarti così, tra le nuvole del cielo, ricordando il grande esempio di forza che hai dato a tutti noi”.
Così alcuni amici hanno voluto ricordare la memoria di Giorgio Colombo, il giovane di Sirone spentosi dopo una lunga malattia all’età di soli 13 anni .
Quest’oggi l’intera comunità sironese ha voluto stringersi attorno alla famiglia e ai parenti del ragazzo, partecipando alla cerimonia funebre officiata dal parroco don Gianluigi Rusconi.
In una chiesa incapace di contenere la testimonianza di affetto tributata a Giorgio da conoscenti e gente comune, una folla di diverse centinaia di persone si è assiepata nel primo pomeriggio sul sagrato per l’ultimo saluto al giovane concittadino strappato troppo presto alla vita da una terribile malattia.


“Oggi noi sacerdoti dovremmo indossare i paramenti viola: siamo qui per celebrare un funerale, siamo in Quaresima, ma nonostante tutto abbiamo scelto il colore bianco per presiedere a questa funzione religiosa – ha spiegato ai fedeli il parroco don Gianluigi – il bianco è il colore della festa e dei santi. Quest’oggi vogliamo vivere la liturgia come la Pasqua personale di Giorgio, che rinasce a nuova vita dopo la sua partenza terrena.
Giorgio è stato il primo bambino di Sirone che ho conosciuto, a lungo ci siamo soffermati a dialogare proprio in questa chiesa seduti su una panca. Di lui ricordo una fotografia che lo ritraeva insieme al Santo Padre, scattata poco prima che io diventassi parroco in questa comunità.
Sabato scorso verso le 5 sono andato a trovarlo, senza pensare che di li a poche ore sarebbe salito in cielo. In quel mentre la famiglia veniva contattata dalla madre di un’altra bambina, Paola, compagna di ospedale e di malattia del piccolo Giorgio. Soltanto poche ore prima la piccola si era spenta lasciando un grande vuoto nella sua famiglia.



Perché i bambini devono soffrire? Ho cercato una risposta a questo, ma non è sempre facile trovarne una. Qual è il senso della sofferenza dei bambini? Ho pensato a Gesù in croce, mentre donava lo Spirito Santo all’umanità. Diceva: io ho un fuoco da accendere sulla Terra. Purtroppo guardandoci intorno vediamo che questo fuoco spesso non è acceso, incontra tanti ostacoli nella vita di tutti i giorni facendo sì che l’amore stenti a emergere. La Chiesa è un grande fuoco fatto da tante parti: ognuno di noi deve accogliere il fuoco nella propria vita, ma spesso siamo refrattari nel farlo.
Sono i bambini i soli a essere pienamente aperti allo Spirito Santo, sono loro che lo fanno entrare nel corpo della Chiesa. Sono il tramite per far sì che lo Spirito Santo arrivi in mezzo a noi, come ha fatto il piccolo Giorgio.
Un ringraziamento personale lo voglio fare alla famiglia che in questi giorni mi ha dato un grande esempio, ho potuto constatare quanto amore siete stati in grado di esprimere con una forza, una tenacia e una speranza che vanno al di là delle comprensioni umane”.



A seguire alcuni coetanei del piccolo Giorgio hanno letto pensieri e testimonianze a ricordo dell’amico.
“Abbiamo ricevuto insieme la prima comunione e, pochi anni fa, la santa cresima. Sarai sempre con noi Giorgio, nei nostri cuori” hanno ricordato i compagni di oratorio.
Vicinanza è stata espressa anche dai compagni della scuola materna di Ello, frequentata anni addietro da Giorgio: “tutti noi, i tuoi amici di Ello, vogliamo salutarti con un pensiero. Ti ricordiamo quando eri alla scuola materna, quando correvi spensierato insieme a noi. Piano piano la malattia ti ha tolto la possibilità di muoverti ma questo non ti ha mai tolto quel sorriso che è rimasto indelebile nei nostri ricordi. Grazie per essere stato un esempio di forza”.
A seguire l’intera comunità ha accompagnato il feretro per le strade del paese sino al cimitero locale, tributando l’ultimo saluto al piccolo Giorgio.
R.B.
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