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Scritto Lunedì 18 aprile 2011 alle 15:59

Viganò: scuole e biblioteca dedicate alla memoria di due 'storici' sacerdoti del paese

Si è trasformata in una grande festa popolare la “doppia” cerimonia dedicata all’inaugurazione della biblioteca comunale e all’intitolazione della scuola primaria di Viganò, in programma per il pomeriggio di sabato 16 aprile.


Una festa carica di significato storico, capace di affondare le radici nel passato del paese e dei suoi più illustri concittadini, e contemporaneamente proiettata al futuro, attraverso il rinnovato palazzo del Comune Vecchio deputato a ospitare altre decine di generazioni di viganesi per i prossimi decenni, inclusi i giovani alunni della scuola primaria intitolata alla memoria di don Carlo De Capitani.


E proprio dal cortile della scuola primaria autorità e cittadini hanno voluto iniziare il pomeriggio di festa, attraverso la cerimonia di intitolazione dell’edificio. Prima di procedere ai festeggiamenti, le autorità e tutti i presenti hanno voluto rispettare un minuto di silenzio per onorare il ricordo di Vittorio Arrigoni, tragicamente scomparso la scorsa settimana nella Striscia di Gaza.




VIDEO




“Quest’oggi intitoliamo ufficialmente la nostra scuola a don Carlo Antonio De Capitani, parroco di Viganò dal 1799 al 1820, autore di numerosi saggi sull’agricoltura in Brianza – ha spiegato il sindaco Renato Ghezzi al folto pubblico presente – una figura che ha saputo migliorare in modo significativo il sistema agricolo locale, facendo uscire molti contadini dalla miseria. Un uomo radicato sul territorio e suo grande conoscitore, che portava un profondo amore per il nostro piccolo paese. Copie di tre saggi da lui scritti sono consultabili nella nostra stessa biblioteca”.


Molte le autorità presenti alla cerimonia, dal senatore Lorenzo Bodega al consigliere regionale Carlo Spreafico, dalla direttrice del circolo didattico Graziella Ferrario ai sindaci e agli assessori dei Comuni del circondario.



In prima fila le autorità intervenute

Oltre all’intitolazione, per la prima volta alla scuola primaria è stato conferito un logo capace di riassumere i concetti chiave dell’opera di don Carlo. Al centro del nuovo emblema figura infatti un albero con rami adornati da fiori e frutti, al di sotto dei quali si staccano le foglie per poi cadere sul terreno. Simbologie capaci di richiamare il ciclo della vita, dalla nascita alla morte. Dal terreno alla base della pianta, infine, si stagliano due spighe di grano riportanti, sulla sommità, due volti di bambini, simboleggianti idealmente i giovani alunni viganesi.


Accompagnati dalle note della banda Santa Cecilia di Besana in Brianza e dai canti e dalle poesie degli studenti, i presenti si sono quindi portati davanti all’ingresso del palazzo Comune Vecchio, per il taglio del nastro della nuova biblioteca.



Il sindaco Renato Ghezzi

“Abbiamo deciso di intitolare la biblioteca a don Guglielmo Rigamonti, uomo di grande fede cresciuto tra le aule di questo edificio come molte generazioni di viganesi – ha proseguito il primo cittadino – tra di noi sono presenti molte persone che lo hanno conosciuto e gustato nella sua umanità. Un uomo umile e silenzioso quanto bastava, un sacerdote che ha scelto una strada di impegno percorrendola intensamente, lasciando una memoria incancellabile di sé prima di passare, troppo presto, nel sonno dei giusti”.


Al termine anche la nuova sala civica del palazzo è stata intitolata alla memoria di Antonietta Colombo, laica consacrata all’Istituto Oblati di Cristo Re e impiegata del Comuni dal febbraio 1954 sino al dicembre 1985. “Per chi l’ha conosciuta, basta chiudere gli occhi per vederla camminare lentamente per le strade del paese, uscendo dalla chiesa o dall’asilo, dove svolgeva opera di volontariato” ha concluso Ghezzi.


Il tutto, simbolicamente, racchiuso all’interno della piazza dedicata a don Vittorio Gaffuri, parroco del paese per ben 48 anni ancora vivo nella memoria di molti viganesi.
R.B.
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