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Scritto Venerdì 29 aprile 2011 alle 17:12

Dal divieto di giocare a palla a quello di sbattere i tappeti dalla finestra: i divieti più 'strani' nei regolamenti comunali casatesi

Paese che vai… leggi che trovi.
Correva l’anno 2007 quando il prestigioso Times di Londra avviò il primo censimento delle leggi più “pazze” del mondo, con un esilarante articolo destinato a fare epoca tanto negli annali giornalistici inglesi quanto in quelle delle barzellette di mezzo pianeta.
A seguito di mesi di indagini i giornalisti inglesi stilarono una classifica delle norme più assurde in vigore nei diversi Paesi del mondo, lasciando a bocca aperta più di un lettore.
Nella cittadina inglese di York è infatti legale uccidere uno scozzese all’interno delle mura antiche della città, a patto che questi regga in mano arco e frecce. In Florida le donne non sposate non possono praticare paracadutismo domenicale, pena la reclusione. E che dire dello stato dell’Alabama, dove per gli autisti è illegale guidare bendati. O della Francia, dove è perseguibile un cittadino che dia il nome Napoleone al proprio maiale.

 
Di leggi e norme quantomeno “strane” o curiose sono pieni anche i regolamenti comunali della nostra Brianza, dove in molti casi negli archivi si nascondono leggi e norme risalenti al secolo passato e mai definitivamente cancellate.

Prendiamo l’esempio di Cassago Brianza, sulle pagine del cui portale istituzionale alla voce “Regolamento di Polizia Urbana” appare la scansione di un fascicolo datato 1967 e presumibilmente – data la pubblicazione sul sito web ufficiale – ancora perfettamente in vigore.
Scorrendo i vari articoli non può che suscitare un certo sorriso leggere tra le righe una norma dedicata agli “scalpellini”, mestiere antico un tempo in voga nei paesi rurali e ormai dimenticato tra le pieghe della storia. “Gli scalpellini, quando lavorano sugli spazi pubblici o in luoghi aperti al pubblico, devono munirsi di grate metalliche o di altro riparo atto ad impedire che le scheggie colpiscano ed offendano i passanti” recita l’articolo 3 del regolamento. Resta da capire, ad oggi, quanti scalpellini risultino attivi e operanti per le strade di Cassago.



Cassago Brianza
foto tratta da wikipedia

Ma non è finita qui. All’articolo 11 si dice che “Nelle vie, piazze e passeggi pubblici è proibito di giuocare alla palla, al pallone, alle boccie, alla trottola e a qualunque giuoco che possa recare pregiudizio alle cose e alle persone”.
Incluso, in tutti i luoghi pubblici, il lancio delle palle da neve, con grande dispiacere di intere generazioni di bambini. (art. 12)
Tra regole sul quieto vivere e civile convivenza, il testo arriva infine a disciplinare anche le attività domestiche di tutti i giorni, quali la stesura di panni, tappeti e biancheria dalle finestre delle abitazioni.
Un’attività vietata a Cassago, a meno che che i suddetti panni disposti su balconi, finestre e terrazze risultino invisibili dalla strade e dalle aree pubbliche (art. 100).
Il regolamento termina con altre ''stranezze'', quali il divieto di circolare per il paese in costume da bagno (art. 103), di sdraiarsi sulle panchine pubbliche, nelle piazze, sotti i portici, sulle soglie di chiese e abitazioni, sui muriccioli e sui parapetti (art. 104).

L'abitato di Viganò

 
Non meno fantasioso il regolamento comunale di polizia urbana di Viganò, dove all’articolo 41 del titolo VI (quiete pubblica) si vieta di cantare negli spazi pubblici: “Nelle piazze e nelle vie, tanto di giorno che di notte, sono vietati le grida, gli schiamazzi e i canti, specialmente se di persone riunite in gruppi o comitive”. Attenzione quindi a chi, passeggiando in una giornata primaverile, dovesse per sbaglio intonare una canzoncina allegra e spensierata. Lo dovrà fare a un volume particolarmente basso.
All’articolo 25 del medesimo regolamento appare inoltre il divieto battitura dei tappeti da balconi e finestre presenti sulla pubblica via, a meno che le abitazioni in questione non posseggano aperture su aree private o giardini condominiali.

http://www.casateonline.it/public/pub_immagini/2010/Ottobre/passaggio.jpg

Casatenovo, l'ingresso al passaggio
con il divieto di sosta e fermata pedonale
 
A Casatenovo, invece, dal 20 ottobre 2010 in via Mascagni vige un’ordinanza di divieto di sosta e fermata… pedonale. Al fine di porre un freno ai ripetuti fenomeni di vandalismo a carico della sede della società sportiva Casatese, il primo cittadino aveva optato per questa inedita soluzione volta a scoraggiare la permanenza di soggetti indesiderati nei pressi della struttura sportiva, consentendo l’attraversamento del tratto di strada (peraltro esclusivamente pedonale) ma vietando fermata e stazionamento dei pedoni, pena l’elevazione di una sanzione.
Altrettanto curioso il regolamento delle aree verdi del paese, che proibisce l’ingresso ai cani di qualsivoglia taglia relegandone la presenza all’interno delle aree apposite, individuate dal regolamento per la tutela del benessere animale “in ognuna delle frazioni, ove possibile, e nel capoluogo, almeno un'area, entro spazi verdi pubblici”. Peccato però che in tutto il paese ancora oggi non esistano aree di questo genere.
 
Sempre in tema di animali, a Costa Masnaga una recente ordinanza sindacale vieta alla popolazione di fornire alimenti di qualunque genere ai piccioni, limitandone in tal modo la proliferazione incontrollata. Lo stesso documento dispone inoltre, per i proprietari di immobili, la chiusura delle superfici aperte all’interno delle quali i volatili potrebbero nidificare, pena l’elevazione di sanzioni.
Situazione simile anche a Rogeno, dove però l’amministrazione comunale era ricorsa alla somministrazione di un mangime anticoncezionale a piccioni e colombi, prevenendone la riproduzione.

http://www.casateonline.it/public/pub_immagini/2011/Marzo/Oggiono_centro.jpg

Il centro di Oggiono
 
Segue, sempre in ordine di originalità, l’ordinanza del sindaco di Oggiono in tema di decoro urbano, con la quale è fatto divieto a chiunque di consumare cibi e bevande nelle vicinanze delle chiese cittadine, del Battistero, del palazzo municipale e degli edifici scolastici, oltre ai monumenti ai Caduti nelle vicinanze dei quali vige il divieto di seduta.
 
Pochi, significativi esempi che ben testimoniano la complessità e la quantità monumentale di normative in vigore in ogni singolo paese, pensate per rendere migliore la vita dei cittadini e, perché no, per strappare qualche sorriso nei casi più curiosi e originali.
R.B.
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