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Scritto Domenica 01 maggio 2011 alle 09:09

Lecco: presidio davanti alla Prefettura del comitato Acqua Pubblica per il referendum

"No a provvedimenti legislativi che possano inficiare il percorso verso la consultazione referendaria!". Con lo slogan di "Si scrive acqua ma si legge democrazia" anche il Comitato Lecchese per l'Acqua Bene Comune ha deciso di aderire alle campagna di mobilitazioni che negli ultimi due giorni sta avendo luogo in tutta Italia, organizzando sabato mattina un presidio di fronte alla Prefettura di Lecco.

"Nei giorni 28 e 29 aprile sono stati organizzati presidi in tutta Italia per ribadire il diritto dei cittadini allo svolgimento del referendum, promosso grazie alla raccolta di oltre un milione e quattrocentomila firme" ha spiegato la referente del comitato lecchese Tiziana Rinaldi. "Il Prefetto è il rappresentante del governo sul territorio e oggi siamo qui per consegnargli una lettera con la quale ribadiamo il nostro no a qualunque provvedimento legislativo volto a impedire lo svolgimento del referendum. Si tratterebbe infatti di un pericoloso attacco alla partecipazione democratica in questo Paese".

Dopo lo stop del Governo al quesito sul nucleare e in attesa che la Cassazione si pronunci sull'eventuale validità, i Comitati per l'Acqua Bene Comune temono infatti un fermo anche per i due quesiti relativi all'acqua.
"Le dichiarazioni del Ministro Romani prima, del Sottosegretario Saglia poi e infine del Presidente del Consiglio hanno suscitato grande preoccupazione da parte di tutti quei cittadini che hanno a cuore la democrazia nel nostro Paese, così come l'emendamento in tema di energia nucleare" hanno spiegato i membri del Comitato. "Gli affrettati interventi legislativi sulle norme oggetto della consultazione referendaria a meno di due mesi dalla stessa hanno infatti più il sapore di una mancanza di democrazia che di un approfondimento legislativo, come è stato definito".

Nei giorni scorsi il Comitato nazionale Acqua Bene Comune ha inoltre organizzato un presidio di fronte alla sede RAI per sollecitare l'approvazione del regolamento per le comunicazioni relative al referendum.

"Gli spot informativi relativi al referendum avrebbero dovuto già essere trasmessi e invece il regolamento si trova ancora in una situazione di stallo presso la Commissione di Vigilanza RAI" ha spiegato Tiziana Rinaldi. "Si tratta di una situazione a nostro avviso molto grave perché questo ritardo, di fatto, impedisce alla maggior parte dei cittadini di accedere ad una corretta informazione sui referendum di giugno come invece la legge prevede".

Al presidio era presente anche Pierfranco Mastalli del Comitato SI per fermare il Nucleare che ha sottolineato l'importanza della consultazione referendaria quale strumento di partecipazione democratica: "L'acqua pubblica è importantissima, ma non diamo per scontato che i cittadini siano scippati della possibilità di dire sì contro il nucleare, siamo infatti in attesa della sentenza della Corte di Cassazione. Noi restiamo convinti che la vera soluzione al problema dell'energia è un diverso modello di sviluppo che punti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, unitamente a una forma di federalismo dell'energia da contrapporre al monopolio energetico legato al nucleare".

M.M.
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