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Scritto Martedì 17 maggio 2011 alle 14:14

L’alleanza Lega - Pdl non funziona alle elezioni comunali. E nell’area distrettuale il centrosinistra resta maggioritario

Il caso più clamoroso è stato quello di Santa Maria Hoè con la vittoria, del tutto inaspettata, di Carmelo La Mancusa che ha battuto con un rotondo 51% Roberto Corbetta. La Mancusa, insegnante, ha guidato una lista civica sicuramente distinta e distante dal centrodestra. E, del resto, anche Corbetta aveva voluto distinguersi dal centrosinistra, sicuro com'era di vincere facile contro il "ragazzo" venuto da nulla. Gilberto Tavola e Roberto Corbetta si sono scambiati le poltrone di sindaco per molti anni. Quasi un giochetto, stavolta tocca a me, tu stai in aula, la prossima spetta a te e così via. Evidentemente la gente si è stancata e, quel che è peggio, i due dottori in legge non se ne sono accorti. Ora La Mancusa dovrà stare bene attento a non imbarcare gli storici avversari - sempre perdenti - del duo Corbetta-Tavola e imparare in fretta le regole della pubblica amministrazione. Il segretario comunale, almeno nei primi mesi, farà la differenza. Per il resto che dire, la Lega non ha sospinto l'asfittico alleato, come invece il Pdl sperava.
La prima a pagare il prezzo di questa alleanza che appare sempre più contro natura è stata Renata Valagussa. Con una lista civica, probabilmente, avrebbe avuto maggior fortuna.
Stesso discorso per Franca Colombo. E' pur vero che nel 2006 vinse anche per gli errori di Franco Godina a causa della fin troppa generosità mostrata nei confronti del gruppo Beretta, con la moglie del signor Vittore seduta in aula. Ma l'aver perseguito la strada dell'alleanza Lega-Pdl ha portato male. E ora anche la signora Franca siederà tra i banchi dell'opposizione. Il vincitore non porta certo una ventata di novità. Stava con Godina, quindi aveva approvato la maxi colata di cemento proposta dalla famiglia del Salumificio. E' stato all'opposizione per cinque anni ed è persino figlio d'arte, in quanto il padre Giuseppe è tra i sindaci storici della Brianza democristiana.
Nulla da fare neanche per Antonello Formenti, leghista di primo piano e, non a caso, vice presidente del Consiglio provinciale lecchese. Ma almeno si può dire che Formenti la partita se l'è giocata con un testa a testa al cardiopalma. La Zucchi ha vinto, ma non stravinto. Forse anche per la presenza della lista di Pezzuto che di voti ne ha conquistati oltre le previsioni. Senza storia invece la gara a Viganò e Brivio. Renato Ghezzi ha letteralmente schiacciato Christian My che si è presentato col simbolo di Berlusconi presidente. Una jattura di questi tempi. E infatti ha messo assieme un modesto 22% contro il 78% di Ghezzi. Una botta! Ugo Panzeri ha dovuto impegnarsi leggermente di più, tuttavia ha agguantato la maggioranza assoluta sfiorando il 54% dei voti. Malissimo Dante Perego che si è presentato con i simboli di Lega e Pdl, per lui un 29% scarso. Ancora peggio ha fatto Ugo Gasparoni che si è fatto superare anche da Alberto Bosisio. Ora è vero che a Montevecchia l'ex onorevole della Lega Nord è conosciuto e in parte ancora ricordato come un leghista duro e puro, oltre che personaggio vicino al mondo agricolo. Ma è altrettanto vero che la Lega Nord avrebbe fatto meglio senza il Pdl. Angelo Guglielmo, candidato sindaco sconfitto nel 2006 da Carla Brivio ha preso 2 preferenze. Diconsi 2. Fausto Cazzaniga, altro consigliere uscente, di preferenze ne ha ottenute ben 3. Ma Paolo Mauri che ha coordinato la campagna elettorale di Gasparoni non poteva convincere Dario Perego a lasciar perdere? Per l'alleanza di centrodestra è andata bene a Nibionno dove Claudio Usuelli ha sconfitto Angelo Negri, peraltro già provato da critiche interne e defezioni, in primis quella del suo vice Pini e a Pescate, dove De Capitani è riuscito a battere Claudio Oddo di Insieme. Durissima invece la sconfitta a Colico dov'era candidato sindaco l'assessore provinciale Franco de Poi, spesso sui giornali per la sua funzione a Villa Locatelli. L'ex luogotenente dell'Arma Grega affiancato dal capolista Gianfranco Avella, ex procuratore della repubblica di Sondrio con la lista Progetto, vicina all'area di centrosinistra hanno sfiorato il 53% dei voti pur in presenza di una terza lista guidata da Enzo Venini. Capottamento leghista anche a Garlate dove Maria Tammi, candidata consigliere ed ex sindaco uscente ha visto la lista "Per le Libertà" di Claudio Chiazza fermarsi al 42% contro Paesevivo guidato da Giuseppe Conti, recentemente oggetto di oscure minacce. Per il centrosinistra un buon risultato anche a Bellano dove Roberto Santalucia è riuscito a vincere col 30% nonostante la presenza in campo di ben quattro liste e a Olginate con Rocco Briganti che ha sconfitto Roberto Gnecchi, presentatosi col simbolo tradizionale Lega- Pdl per 49 a 36 (il resto è andato all'indipendente Giampiero Dolzini). La Giunta provinciale si salva soltanto a Perledo dove Carlo Signorelli ha ottenuto la riconferma a primo cittadino con un ottimo 57% pur in presenza di altre due liste in gara. A Sirtori, per chiudere la carrellata l'uscente Davide Maggioni, "titolare" di una lista civica di centro che guarda un pò a sinistra e un pò a destra è stato riconfermato col 58% delle preferenze contro la lista marchiata Lega-Pdl di Romina Fiammeni. In totale, anche se è difficile collocare le liste civiche in una delle due aree tradizionali, centrosinistra o centrodestra, il risultato sembra voler assegnare 11 comuni al centrosinistra e 4 al centrodestra, con 6 liste civiche. Nel 2006 il dato era di 8 amministrazioni per il centrosinistra, 5 per il centrodestra e 8 civiche. Che dire? Un risultato forse atteso. Perché, non dimentichiamo che l'inizio dell'imbattibilità leghista-pidiellina è stato segnato dalla drammatica sconfitta di Roberto Castelli big del Carroccio, alle comunali di Lecco contro Virginio Brivio. Una sconfitta al primo turno. Che evidentemente la Lega Nord ha presto archiviato come un incidente di percorso lasciando all'ex Guardasigilli la rappresentanza nei talk show. Ora però dovrà fare i conti con la realtà. Che, qui nel lecchese, è certamente molto amara. Quanto a Pdl invece c'è davvero poco da dire. Senza Berlusconi neppure esisterebbe. E nel lecchese il partito non riesce neanche ad aprire la sede durante lo spoglio elettorale. Un disastro.
Claudio Brambilla
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