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Scritto Martedì 24 maggio 2011 alle 18:57

Cortei funebri: dopo Casatenovo, molti i comuni che li hanno aboliti. Resistono a Barzago, Cassago, Cortenuova, Missaglia e Viganò


Corteo in arrivo a Lomaniga di Missaglia
Il primo ad abolirli fu il sindaco di Casatenovo, Antonio Colombo. Correva il 2004 quando il primo cittadino propose ai cinque parroci del territorio, l'ipotesi di eliminare i cortei funebri dall'abitazione del defunto, sino alla chiesa. Una sperimentazione durata qualche mese, che ha trovato la definitiva conferma successivamente. Non però, senza iniziali polemiche. La decisione del sindaco di Casatenovo suscitò forti reazioni soprattutto nelle frazioni dove, come nel capoluogo, la tradizione religiosa è molto forte.
Con il trascorrere dei mesi, parroci e fedeli si abituarono a questo cambiamento, che gradualmente fu introdotto anche nelle altre parrocchie del territorio.
A Monticello per esempio, i cortei funebri sono stati ''aboliti'' nel gennaio 2008, quando l'amministrazione comunale propose al parroco don Gabriele Carena la sospensione del viaggio dall'abitazione del defunto alle parrocchie di Sant'Agata (capoluogo) e Santa Maria della Purificazione (Torrevilla). Le cause della scelta erano attribuibili principalmente ai problemi di sicurezza dovuti alla presenza di strade provinciali ad alta percorrenza. Una sperimentazione che, anche in questo caso, ha trovato una conferma definitiva. E' invece rimasta questa tradizione a Cortenuova, dove i fedeli che lo desiderano, possono accompagnare il proprio caro in corteo sino alla parrocchia di S.Redentore. Il territorio della frazione non è esteso e non si rischia di causare eccessivi disagi alla circolazione stradale.
Cortei aboliti anche a Barzanò, Cremella, Sirtori e Bulciago, dove i sindaci in accordo con i parroci hanno optato per la sospensione di quella che rappresentava una tradizione secolare. I motivi rimangono i medesimi: la viabilità e i problemi organizzativi avanzati talvolta dai parroci stessi che, ormai alla guida di più di una parrocchia, non sempre riescono ad avere il tempo necessario.

I parroci di Missaglia, don Albino Mandelli e don Adriano Valagussa di Cassago

Tuttavia ci sono ancora dei comuni dove il ''viaggio a piedi'' dei fedeli, dall'abitazione del caro defunto sino alla chiesa, è rimasto. E' il caso ad esempio di Missaglia, anche se con qualche eccezione, come ci ha spiegato il parroco don Albino Mandelli. ''Per quanto riguarda Maresso, i cortei vengono generalmente effettuati. Qualche limitazione c'è invece per le parrocchie di Missaglia e Lomaniga. Se le abitazioni sono troppo distanti dalle chiese e comportano l'attraversamento di lunghi tratti di strada provinciale, allora si preferisce evitarli. Non c'è però mai stata da parte dell'amministrazione comunale, un'ordinanza o circolare che vietasse i cortei. Generalmente si valuta ogni singolo caso, ascoltando ovviamente il desiderio dei familiari dei defunti e poi si opta per la soluzione migliore''.
Situazione analoga a Barzago, dove i cortei funebri dall'abitazione alla chiesa si effettuano solo in presenza di determinate condizioni. ''Se i parenti manifestano questo desiderio, allora cerchiamo di accontentarli, se si tratta però di zone non troppo distanti dalla parrocchia. A Bevera invece, a causa della presenza della strada provinciale e dei cimiteri situati parecchio distante dal santuario, si può dire che non si sono mai fatti cortei funebri''.

I parroci di Barzago, don Fabrizio Crotta, di Cortenuova,
don Valentino Agostoni e don Enrico Baramani di Viganò

Anche a Viganò non vi sono limitazioni da parte del comune, come ha spiegato il sindaco Renato Ghezzi. "Non abbiamo sul nostro territorio strade provinciali o arterie caratterizzate da particolari volumi di traffico. Pertanto non abbiamo ritenuto opportuno intervenire con decreti e ordinanze volte a impedire lo svolgimento dei cortei, sia dall'abitazione alla chiesa sia dalla chiesa al cimitero. In questi casi la decisione e l'organizzazione del corteo spetta al parroco in accordo con la famiglia del defunto, che ci comunicano l'orario della funzione per le conseguenti operazioni di chiusura momentanea del traffico lungo le strade comunali interessate dalla processione".
I cortei funebri resistono anche a Cassago. In questo caso la tradizione è rimasta molto forte e se i parenti lo chiedono, dalla parrocchia c'è la disponibilità ad effettuare il corteo.
Discorso differente per la seconda parte del ''viaggio'', quella dalla chiesa al cimitero, che viene svolto in quasi tutte le parrocchie.
G.C.
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